“A 23 anni a Londra lavavo i piatti e tagliavo le patate a forma di cuore”. Fabio Volo è tornato nella capitale britannica per il suo ultimo libro

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Anche io ho vissuto per un periodo a Londra, avevo 23 anni e facevo il lavapiatti in un ristorante vicino Liverpool Street. Tagliavo anche le patate, una volta ne feci alcune a forma di cuore per una cameriera che mi piaceva un casino. Sono riuscito a portarla fuori, ma poi mi sono fatto l’amica e quando lei lo ha scoperto mi ha lanciato di tutto dietro, pure qualche coltello. Eravamo al lavoro, e il titolare mi ha cacciato”.

Breve ma intensa l’esperienza di Fabio Volo quando ancora non era il Fabio Volo di oggi, sul suolo inglese dove è tornato per presentare il suo ultimo libro “La strada verso casa” per altro ambientato in parte proprio a Londra e sempre in un ristorante, ma stavolta niente coltelli da schivare. Bensì centinaia di ragazzi che lo hanno accolto in un atteso incontro organizzato dall’Italian Book Shop e Mondadori dove la scrittrice Caterina Soffici ha fatto da moderatrice.

“Ammazza quanti siete! Ecco dove vanno a finire tutti quelli che scappano dall’Italia! Qua state!”: Fabio Volo non poteva non rimanere sorpreso da tutti coloro che lo hanno atteso, dopo una gimkana di cambi di location, per cercare di accontentare tutte le richieste che crescevano giorno dopo giorno: alla fine il numero ha sfiorato gli oltre 300, e tanti altri sono rimasti tagliati fuori.

Fabio Volo a Londra Quasi due ore in compagnia di Volo, gran parte dedicate a firmare autografi e a scattare selfie, volontariamente senza mai sottrarsi fin quando la sala è rimasta totalmente vuota: ognuno il suo ricordo con lo scrittore (oltre che attore e speaker) tra i più letti del momento. Apprezzato da tantissimi, al pari di quanti lo disdegnano. Ma fa parte del gioco, della popolarità, e lui ne è così consapevole tanto che “…Come diceva il mio collega Kierkegaard…”, “…E anche Dante con il quale abbiamo molto in comune… “, “…Michelangelo era giusto un po’ più bravo di me…”, tanto che ci gioca su, accompagnato dalle risate del suo pubblico.

“Mea culpa, mea culpa! Sì ok non sono andato a scuola, tutti lo sanno! Ma sapete anche che ho fatto il panettiere? Questo mi sa di no… (ride!). Però poi all’età di 16 anni incontrai Silvano Agosti (regista, sceneggiatore, produttore anche lui di Brescia) mi disse: leggi sempre, perche è il pane della mente! Agli inizi non gli diedi retta ma dopo un po’ iniziai a divorare libri tanto che ancora oggi, all’età di 42 anni, vado avanti come un trattore. Credo che nella vita una persona debba fare ciò che più gli piace, alcune volte anche buttandosi a bomba. Questa è sempre stata la mia filosofia. Certo, avrei voluto fare anche dell’altro, come suonare bene il pianoforte o disegnare; c’ho provato e non ci sono riuscito, ma non per questo ho mollato la presa”.

Della carriera artistica di Fabio Volo si conosce tutto e di più, merito anche del suo ruolo di conduttore radiofonico su Deejay che ha usato come cassa di risonanza per ogni sua attività professionale. Si conoscono meno altri aspetti della sua vita che Caterina Soffici ha tirato fuori con un gioco tra domanda e risposta prendendo spunto da un test che scrisse Proust come indagine nella mente. “Proust? No, non mi è mai stato simpatico, io tifavo Senna!”, scherza Volo.

“Se non fossi stato tu?”. “Mi piacerebbe essere Mick Jagger. In realtà avrei risposto John Lennon, ma se lo avessi fatto oggi non sarei qui!”

Fabio Volo Londra

“Dove ti sarebbe piaciuto vivere”. “Allora, fammici pensare! Sì perché no: da Caffè Nero o Pret A Manger. Si sta una pace lì, e poi incontri sempre ragazzi italiani che ti preparano il caffè”.

“La tua occupazione preferita?”. “Esprimere la mia creatività”.

“La tua idea di tristezza?”, “Tutto ciò che divide”.

“I tuoi eroi da bambino?”. “Rambo, più che altro per avere quel coltello tra i denti con il quale ricucirsi sempre tutto”.

“I tuoi autori preferiti?”. “Quanto tempo abbiamo? Un paio di giorni? Cercherò di farla breve: se parli di musica, oltre ai classici come Beatles e Rolling Stones, ci metto dentro Nick Drade per me il miglior cantante di sempre. Mi piace moltissimo anche la musica classica da Mascagni a Donizetti. Mentre per la scrittura ho ultimamente un debole per lo statunitense Don Winslow da “Il potere del cane” a “Le belve” e “L’inverno di Frankie Machine”; è un genere poliziesco ma con tante sfaccettature, trattando anche il Vaticano, ma prima di Papa Francesco perché ormai ora lì sono tutti più buoni”.

“Il tuo motto?”. “Buttati sempre a cannone e fai le cose che vuoi fare nella vita. Se non riesci non fa niente, però almeno c’hai provato. Se ci riesci allora sei l’uomo più felice del mondo perché, come dico sempre, nella storia non c’è mai stato nessuno come te e mai ce ne sarà. Ognuno è unico nel suo piccolo come nel suo grande, e allora perché non dobbiamo provarci nella vita? E poi, se ci sono riuscito io…”

L’autografo di Fabio Volo.

autografo Volo