A Londra si può morire anche al supermercato. E non per colpa dei prezzi della pasta

0

Sicuramente per molti c’è ancora tempo per farci un pensierino, ma è bene sapere che a Londra si può morire anche al supermercato. E non per un crepacuore nello scoprire che i prezzi della De Cecco sono il doppio che in Italia, e tantomeno nel vedere la versione disidratata del sugo alla bolognese, spacciata per sciccheria culinaria.

Si può morire al supermercato, perché è lì che si può organizzare il proprio funerale. Serviti e riveriti fino all’ultimo secondo di vita terrena, e soprattutto oltre, con tanto di formula prepagata se il rischio è quello di venire abbandonati all’ultimo respiro dai propri parenti (serpenti!).

Non è la classica pubblicità “cattura-attenzione” dell’off license sotto casa, quanto uno dei servizi offerti da The Co-Operative, una delle più grandi catene di supermercati negli UK, paragonabile all’italiana Coop. The Co-Operative negli ultimi anni ha ampliato la propria gamma di servizi da affiancare a frutta fresca, banconi di carne, pesce, latticini e via dicendo, basandosi su nuove fette di mercato nelle quali introdursi e fare business. Soldi per dirla in parole povere. Dai prestiti di denaro ai piani assicurativi, dai viaggi all’assistenza legale, passando per parafarmacie, forniture di elettricità e soprattutto gestione di funerali a prezzi da supemercato attraverso la sezione “The Co-Operative Funeralcare”. Ci sono tre formule, così tanto per non confondersi: oro, argento e bronzo, da un minimo di 3.100 sterline (quasi 4.000 euro) a un massimo di 3.900 sterline (poco più di 6.000 euro), la differenza dipende dalla tipologia di bara, se cremato o seppellito, se con banda musicale o non (che per altro vende i suoi brani su iTunes basta cercare The Co-Operative Funeralcare Band sulla piattaforma), quindi l’auto per il trasporto. Nel menù anche una Land Rover Defender 4×4 ideale per tutti quegli inglesi convinti fino alla fine (e oltre).

E se per caso qualcuno pensasse che i servizi potrebbero essere di dubbia qualità, essendo una catena di supermercati, si sbaglia di grosso perché The Co-Operative è la prima “industria” del funerale negli UK ad aver rilasciato l’attestato a 38 nuovi direttori specializzati in operazioni e servizi funebri. Oltre poi ad aver firmato un accordo con “Stonewall”, una delle più potenti associazioni inglesi per la difesa dei diritti gay, lesbian e bisexual, visto che il il 48% delle persone d’Oltremanica compenenti del mondo LGBT ha dichiarato di temere preconcetti quando si tratta di gestire un lutto, a causa del loro orientamento sessuale. In questo caso, trattamento di riguardo messo nero su bianco su una guida di 24 pagine che offre consigli utili sulle leggi in vigore, la gestione delle risorse finanziarie attraverso un testamento, nonché suggerimenti su come preparare un funerale.

Sicuramente però a parte accordi, prezzi competitivi e la qualità del servizio offerto, e soprattutto milioni di protenziali clienti già fidelizzati in tutto il Regno Unito grazie alle offerte speciali su detersivi e quant’altro, la cosa che più incuriosisce di The Co-Operative Funeralcare è la formula prepagata, ossia pagarsi da sé il proprio funerale in comode rate, con tanto di sconto di 100 sterline se il pacchetto viene acquistato online. Certo è, che sarebbe interessante anche capire uno che si è prepagato il suo funerale per non pesare economicamente su nessuno dei suoi cari, o come detto prima per la paura di essere abbandonati dalla parentele, quando passa a miglior vita poi come fa a chiamare The Co-Operative e chiedere quanto dovuto. A meno che non ci sia pure un servizio post-morte del tutto sconosciuto ai comuni mortali. Ma se non c’è fretta, è meglio non chiedere. Si vivrà meglio.

Funerale Londra