A Londra 80 modi di vedere e portare la barba. Per pigrizia, sindrome o per lottare contro il cancro

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La barba come vezzo, protesta, problema. Come protagonista della storia antica, dei tempi moderni o semplicemente conseguenza della propria pigrizia. Ottanta modi di vedere la barca, secondo il fotografo Brock Elbank che dal 2007 ad oggi ha immortalato volti di migliaia di persone in giro per il mondo, fino a scegliere coloro che poi hanno composto la mostra fotografica attualmente in corso alla Somerset House di Londra.

IMG_20150307_170130Non si tratta di semplici scatti racchiusi in una cornice, ma ognuno di loro rappresenta un aspetto legato al portare la barba, quasi sempre mai per un desiderio puramente estetico. Quasi sempre per pogonophile, ossia termine greco che sta ad indicare chi studia o ama la barba. O perché non può farne a meno. Come Harnaam Kaur, una ragazza inglese che dall’età di 16 anni soffre di una sindrome che porta a una crescita continua dei peli del volto, tanto che ha imparato a conviverci fino a far diventare, la sua barba, parte integrante della sua estetica quotidiana, quasi fosse un capo d’abbigliamento da abbinare a scarpe, borsa, occhiali.

In esposizione ci sono volti (e barbe) famose per vari motivi: da quelle dell’attore John Hurt, dei modelli Ricki Hall e Billy Huxley, dell’artista Gavin Turk, di Jimmy Niggles che ha utilizzato i suoi peli facciali per sensibilizzare i più verso i problemi legati al cancro della pelle.

IMG_20150307_171501L’insolito viaggio fotografico di Brock Elbank ha preso il via oltre otto anni fa quando lavorava a Sydney per conto di una rivista, la quale gli chiese di realizzare un servizio dedicato alla barba. Giusto qualche scatto. Da quel momento, Elbank, dopo aver incontrato i suoi primi soggetti, capì che la barba era forse uno degli aspetti del corpo più utilizzati dalle persone per comunicare. Ancor più di occhi e capelli.

Per trovare i nuovi protagonisti del successivo progetto, quello che ha poi portato alla realizzazione dell’attuale esposizione fotografica di Londra, Elbank lanciò un contest internazionale usando i social networks e in particolar modo l’hashtag #Project6. In poco tempo ricevette ben 1.200 richieste di partecipazione, dalle quali poi sono state scelti buona parte dei soggetti ora incorniciati nelle sale della Somersethouse. Tutti, però, hanno deciso di prendere parte alla campagna internazionale per la lotta contro il cancro alla pelle, utilizzando la propria barba come insolito testimonial.

INFO: “Beard” alla Somerset House, fino al 29 marzo, tutti i giorni 10-18 ingresso gratuito.

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