Dal bianco e nero dei Beatles, ai mille colori di un banco regia: gli Abbey Road Studios di Londra al centro di una rivoluzione

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L’immagine più famosa che si ha dei celebri Abbey Studios di Londra, paradossalmente non è del suo interno, quanto dell’esterno. E neppure della facciata, quanto delle strisce pedonali della strada di fronte. Quelle attraversate dai Beatles per farsi immortalare nella copertina dell’album datato 1969. Una immagine dai colori sbiaditi, quasi tendenti al bianco e nero, che di fatto non ha nulla a che vedere se messa a paragone con quella che da qui a poco sarà scattata ai nuovi Abbey Studios.

Sì, proprio così, nel giro di poche settimane gli studi di registrazione più famosi di Londra, e tra i più celebri al mondo, dove oltre al Quartetto di Liverpool, hanno suonato e registrato album artisti del calibro dei Pink Floyd, the Hollies, Badfinger, la London Symphony Orchestra fino al più recente Sam Smith vincitori di quattro Grammy Awards, saranno al centro di un colossale lavoro di ristrutturazione che riguarderà non solo la struttura portante degli studi, ma l’intero apparato tecnologico.

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I Beatles al lavoro nello studio 3 ad Abbey Raod

Infatti, non tutti sanno, che gli Abbey Studios non sono solo delle sale di registrazione per album, ma anche studi dove realizzare colonne sonore per pellicole cinematografiche. Ed è forse questo il filone che negli ultimi anni si è deciso di percorrere per monetizzare ancora di più, visto il crescente interesse che le grandi case cinematografiche internazionali stanno mostrando nei riguardi di Londra, scelta come set per alcuni dei recenti blockbuster.

L’attuale proprietà degli Abbey Studios è dell’Universal Music che acquistò la struttura dall’Emi circa tre anni fa al prezzo di 1 miliardo e 200 mila sterline, poco più di 1,6 miliardi di euro. Il progetto di ristrutturazione che costerà svariati milioni, come anticipato, riguarderà il potenziamento della parte tecnologica trasformando di fatto gli studi di registrazione nei primi in Europa a disporre della tecnologia di editing per lo standard Dolby Atmos, sistema utilizzato per sonorizzare i film, distribuendo le 128 tracce audio su 64 casse audio differenti. Sistema solitamente utilizzato nelle sale cinematografiche per ottimizzare al massimo la sensazione di ascolto di un suono naturale.

I lavori dureranno circa un anno e, se la proprietà deciderà di autorizzare la visita degli studi al pubblico, come avviene ormai da qualche anno a questa parte per qualche giorno durante il periodo di aprile, si potranno ammirare i nuovi studi di registrazione che, di fatto, avranno poco a che vedere con quell’immagine ormai sbiadita di circa 50 anni fa, di quei Quattro che attraversando le strisce pedonali, non stavano facendo altro che condurre tutti verso una rivoluzione musicale senza precedenti.

Cinquant’anni dopo, stesso scenario, gli Abbey Studios, e stessa rivoluzione. Ma stavolta non sulla strada, quanto dietro a un sofisticatissimo e luccicante banco regia.

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Una orchestra al lavoro sempre all’interno dello studio 3