Botticelli visto, studiato, reinventato. A Londra la mostra al V&A

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Botticelli visto, studiato, reinventato. Uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, vivisezionato come solo l’arte può fare. Dalle sue idee, innovazioni, tecniche, a fonte di ispirazione per i tempi più recenti.

E’ questo il percorso che vede protagonista uno dei più grandi artisti di tutti i tempi che, ad oltre 500 anni dalla sua gloria, continua a essere motivo di apprezzamento, proprio per quella sua visione futuristica, e al quanto moderna, delle sue opere. Allora, come ora.

Botticelli Reimagined è il titolo di una originala esposizione ospitata dal Victoria & Albert Museum di Londra che, con 150 opere in mostra tra pitture, sculture, abiti, elaborazioni grafiche e video, propone una degli eventi più importanti dedicati all’artista italiano, dal lontano 1930, quando proprio il V&A dedicò a Botticelli una “personale”.

L’esposizione si divide in tre sezioni che, in maniera al quanto insolita, parte dal contemporaneo per portare agli anni tra la metà del 1400 e i primi del 1500, periodo di vita dell’artista fiorentino. Ogni sezione un nome, ogni nome un’idea di lavoro e studio fatto su Botticelli, sia uomo che artista: “Globale, Moderno, Contemporaneo; “Riscoperto”; “Nel suo tempo”.

“La nascita di Venere” rivista da David La Chapelle

Nella prima si può ammirare l’arte del maestro toscano lasciata in eredità nei secoli dopo la sua scomparsa, tanto da influenzare tecniche più moderne di comunicazione, come la pubblicità, con la celebre Venere e la sua conchiglia (“La nascita di Venere” quadro del 1486) , utilizzata in diversi modi e maniere, da decine di brand, soprattutto nel campo del fashion. Passando al nudo botticelliano, fonte di ispirazione, anche in questo caso, di nuove opere d’arte dal sapore molto più contemporanea, basate sulll’utilizzo di tecniche moderne come elaborazioni grafiche, video, o computer che creano e inventano sfumature di colore che si sovrappongono, o addirittura sostituiscono, quelle tipiche della scuola toscana del 1400. Si possono ammirare, tra gli altri, i tessuti di Dolce & Gabbana omaggio a Botticelli, le saturazioni estreme di David LaChapelle, Andy Warhol con la sua personalissima rivisitazione contemporanea del Rinascimento.

Nella seconda sezione della mostra, il confronto è tra Botticelli e il periodo che copre tutta la seconda metà del 1800.  Una scelta non casuale, dato che proprio in questo periodo c’è una sorta di “seconda vita” dell’idea botticelliana, grazie a molti pittori e scultori europei che riportano in auge il rapporto uomo-natura, nel quale graziose figure femminili si lasciano ammaliare dai profumi e colori di splendidi fiori immerse in incantevoli paesaggi. Una visione poetica di fine secolo, tanto quanto quella di quasi 400 anni prima di Sandro Botticelli. Tra i nomi che spiccano in questa sezione ci sono, tra gli altri, quelli di Dante Gabriel Rossetti, John Ruskin, Edward Burne-Jones, Evelyn De Morgan, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Arnold Böcklin e Giulio Aristide Sartorio.

Nella terza sezione il tuffo è nel passato: luoghi e giorni che hanno caratterizzato la vita del maestro fiorentino. Ci troviamo proprio a cavallo tra la metà del 1400 e i primi anni del 1500, quando Botticelli catturò l’attenzione di esperti ed amanti dell’arte rinascimentale, tra i quali Lorenzo de’ Medici, che fu suo padrino, o sponsor a dirla in chiave moderna.

L’esposizione “Botticelli Reimagined”, curata da Mark Evans and Ana Debenedetti, è stata co-organizzata dal Victoria and Albert Museum e dalla Gemaldegalerie di Berlino, con la collaborazione di Societé Generale,  si apre il 5 marzo per andare avanti fino al 3 luglio, in basso un’esclusiva anteprima di Londonita.com  Per informazioni si può cliccare qui