CinemaItaliaUk, buona la prima

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In un tempio del cinema inglese quale il “Genesis” di Whitechapel, i problemi dei ragazzi italiani alle prese con la mancanza di lavoro, storie d’amore e futuro incerto.

Avviene anche questo nella capitale più melting pot d’Europa, che non disdegna mai di aprirsi a nuove culture. Anche quando questo sta a significare trattare argomenti che dietro a una risata, nascondono tanta amarezza. Come in “Spaghetti Story” che ha inaugurato la prima rassegna permanente di film italiani a Londra, con tanto di Q&A che ha suscitato interesse al pari della pellicola, non solo tra gli italo-londinesi, quanto tra gli stessi londoners che hanno voluto capire di più di cosa stia accadendo in un paese, l’Italia per l’appunto, che loro guardano sempre con grande ammirazione, nonostante il continuo autolesionismo.

“In Spaghetti Story i personaggi sono reali, li conosco bene: sono io, sono i miei amici, i miei cugini, sono gli italiani che in questo periodo arrivano a ​Londra”: ha detto il giovane regista Ciro De Caro nel rispondere alle varie domande moderate dall’attrice Monica Nappo (per i più la “moglie” di Benigni in “To Rome with Love” di Woody Allen) in compagnia dell’attrice e co-sceneggiatrice Rossella D’Andrea. Presenti alla proiezione anche il Console d’Italia Sarah Eti Castellani e il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Caterina Cardona, oltre a numerosi esponenti della comunità italiana londinese.

“Ho voluto raccontare – ha continuato De Caro – una realtà che conosco bene: so cosa significa vivere la crisi e so che la precarietà economica incide anche nei rapporti sentimentali. Due persone che decidono di condividere la vita lo fanno ovviamente pensando ad un futuro assieme, ad una famiglia. E’ naturale. Se il futuro non c’è, tutto rischia di crollare. Il film parla proprio di questo malessere che c’è in Italia e che affligge la mia generazione, e non solo”.

Tanto che alcuni aneddoti che fanno da cornice alla realizzazione del film, si vanno così a intersecare nel lavoro dello stesso come se fossero pure coincidenze, ma invece è tutta pura realtà: “Ho dovuto vendere la mia auto per coprire le spese di produzione perché agli inizi non ho ricevuto la fiducia da parte di nessuno, se non degli attori e di coloro che mi hanno aiutato a mettere in piedi ogni cosa. Tanto che questo film può essere il primo esempio vero di no-budget, altro che low-budget. Ma io credevo nell’idea e sono andato avanti. Dopo le prime proiezioni in alcune sale, c’è stato il passaparola tra la gente e nel giro di qualche mese siamo arrivati a distribuirlo in circa cento copie. Ancora non ho visto un euro nonostante sia diventato un caso nazionale e internazionale, ma non mi perdo d’animo. In fin dei conti sono pure sempre un italiano”.

“Siamo soddisfatti della risposta ricevuta dal pubblico in questa nostra prima uscita ufficiale – ha concluso il direttore artistico della rssegna Clara Caleo Green – ed ogni mese continueremo a proporre film recenti. Il prossimo titolo in programma è “Smetto Quando Voglio” di Sydney Sibilia domenica 30 novembre seguito da “Song’ e Napule” dei Manetti Bros il 14 dicembre.

Foto di Annie Tobin

CinemaItaliaUK Marchese CaleoGreen DeCaro DAndrea

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