Cinque mostre per l’Inverno a Londra

0

Cinque mostre per l’Inverno a Londra

Ecco alcune delle mostre più importanti proposte dalla nostra esperta d’ arte Paola Cacciari per i prossimi mesi a Londra.
Come sempre gli appuntamenti sono tanti, diversi e per tutti i gusti e quindi c’è solo l’ imbarazzo della scelta. Sicuramente quelle proposte sono  delle soluzioni per esperti e persone già introdotte nel mondo della pittura. Però come sempre diciamo, spesso l’ Amore per l’ arte e per un artista, nasce proprio dal primo incontro. Un colpo di fulmine che a ciel sereno ci colpisce proprio mentre entriamo in sintonia con un quadro, una immagine, uno sguardo.
Spesso l’ amore va inseguito e cercato e ogni mostra può essere l’ occasione giusta per farci nuovamente innamorare.

Peter Paul Rubens Tiger, Lion and Leopard Hunt, 1616 Rennes, Musee des Beaux Arts Photo c. MBA, Rennes, Dist. RMN-Grand Palais / Adelaide Beaudoin

Peter Paul Rubens Tiger, Lion and Leopard Hunt, 1616 Rennes, Musee des Beaux Arts Photo c. MBA, Rennes, Dist. RMN-Grand Palais / Adelaide Beaudoin

1. Rubens and his Legacy: Van Dyck to Cezanne. Dal 24 Gennaio al 10 Aprile, Royal Academy.

Peter Paul Rubens è senza dubbio uno dei più grandi artisti del suo tempo. Conteso da Chiesa e aristocrazia, che si litigavano il privilegio di pagare fior di soldoni per assicurarsi i servizi del ‘principe dei pittori’, Rubens è famoso non solo per le sue donne carnose e le monumentali pale d’altare, ma anche per gli splendidi ritratti di famiglia, i paesaggi e le scene mitologiche. Venerato dai suoi contemporanei, l’influenza di Rubens raggiunge tuttavia non solo artisti della generazione successiva come Van Dyck, ma anche personaggi a lui molto più lontani nel tempo come Gainsborough, Turner e Delacroix, e persino Manet, Cézanne, Klimt, Picasso. Ed è questa straordinaria eredità il tema della mostra della Royal Academy che, con i suoi oltre 160 dipinti disposti tematicamente, esplora il rapporto tra Rubens ed i suoi successori. Una maratona artistica da non perdere.

00000036-01

The Fountain, Villa Torlonia, Frascati, Italy by John Singer Sargent, 1907

 

2. Sargent: Portraits of Artists and Friends. Dal 2 Febbraio al 25 Maggio, National Portrait Gallery.
In seguito allo scalpore suscitato dal suo provocante ritratto di Madame X al Salone di Parigi del 1884 che rovina la reputazione sua e di Virginie Gautreau, la dama ritratta con quello scandaloso abito nero, John Singer Sargent fugge a Londra dove comincia pazientemente a raccogliere quanto rimane dei pezzi della sua brillante carriera e riaffermandosi in breve come uno dei principali ritrattisti inglesi. Sargent era solito lavorare su commissione – commissioni provenienti perlopiù dall’aristocrazia che apprezzava l’eleganza dei suoi ritratti, resi con pennellate larghe e cariche di colore. Ma la mostra della National Portrait Gallery si concentra sulle immagini meno note che Sargent ha creato tra Londra, Parigi e Boston per il suo circolo artistico di amici, di cui facevano parte personaggi come Robert Louis Stevenson e Auguste Rodin e Claude Monet.

3. Inventing Impressionism. Dal 4 Marzo al 31 Maggio, The National Gallery.

Paul Durand-Ruel Pierre-Auguste Renoir 1910, Private collection Archives Durand-Rue

Paul Durand-Ruel Pierre-Auguste Renoir 1910, Private collection Archives Durand-Rue

 

È uno dei movimenti artistici più amati della pittura, ma quando nacque l’Impressionismo non piaceva proprio. E come disse Monet, se non fosse per gli sforzi del mercante d’arte Paul Durand-Ruel, ‘non saremmo sopravvissuti’. Ed è a questa figura, al giorno d’oggi quasi sconosciuta, che la la National Gallery dedica la sua mostra. Fedele amico di di Monet, Pissarro, Degas e Renoir, Durand-Rouel divenne il più energico e coraggioso sostenitore del gruppo quando, negli anni Settanta dell Ottocento, le opere di questi pittori erano ridicolizzate o peggio, ignorate. La mostra comprende circa 70 opere ritenute tra i più grandi capolavori degli Impressionisti e tutte trattate da Durand-Ruel.

 

 

4. Defining Beauty: The Body in Ancient Greek Art. Dal 6 Marzo al 22 Giugno, British Museum.
Dalla semplicità preistorica dell’arte cicladica al realismo dell’età ellenistica, questa mostra ci accompagna attraverso un periodo di grande trasformazione nella storia dell’arte greca. Da sempre riconosciuto come uno dei soggetti più importante nella storia dell’arte, il corpo umano è stato per lungo tempo riservato alla rappresentazione di soggetti religiosi e mitologici. Solo a partire dal V secolo a.C. gli scultori greci cominciarono a rappresentare gente reale – che in fondo un nudo maschile poteva tranquillamente passare tanto per Apollo che per Ercole, così come per il campione olimpico di quell’anno, no? Divinità, stelle dello sport, esseri mostruosi: questa incredibile raccolta di sculture traccia il percorso della trasformazione dell’ideale di bellezza nella società della Grecia classica. Per chi vuole scoprire perché le statue antiche sono nude.
5. Alexander McQueen: Savage Beauty. Dal 14 Marzo al 19 Luglio, Victoria and Albert Museum.

Butterfly_headdress_of_hand-painted_turkey_feathers_Philip_Treacy_for_Alexander_McQueen_La_Dame_Bleu_Spring_Summer_2008_copyright_Anthea_Sims

Butterfly headdress of hand-painted turkey featherLa Dame Bleue,S/S 2008 Philip Treacy for Alexander McQueen

La mostra che ha visto il pubblico attendere pazientemente in coda per ore a New York nel 2011 arriva finalmente nella città natale dello stilista, con l’aggiunta di 30 capi extra e una nuova sezione sui suoi inizi come stilista a Londra. Dalla sua collezione della laurea di Master nel 1992 a quella Autunno/Inverno a cui stava lavorando all’epoca del suo suicidio nel 2010, le creazioni di Alexander McQueen subiranno il trattamento V&A: il che significa che lo spettacolo è assicurato (la mostra dedicata a David Bowie nel 2012 docet). Per ricreare lo spirito delle incredibili sfilate di moda dell’istrionico stilista, ci sarà persino una passerella con tanto di ologramma di Kate Moss a grandezza naturale. Da non perdere gli iconici capi creati per David Bowie e Bjork o il famigerato ‘bumster’ il jeans a vita bassa che più che coprire, scopre la metà superiore delle natiche di chi osa indossarlo. E no, l’abito da sposa di Kate Middleton, la Duchessa di Cambridge, disegnato da Sarah Burton nel 2011 (e forse il più famoso abito dell’atelier McQueen) non è incluso nella mostra, che si concentra esclusivamente sul lavoro dello stilista e non su quello dei suoi successori. Rassegnatevi. ( Paola Cacciari)