Di cultura si può campare: la lezione di Alessandro Baricco il 3 giugno all’Ici di Londra

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Può la creatività essere veicolo di crescita economica per un paese? Se guardiamo alla storia dell’Italia indubbiamente la risposta è sì.

Forse è un ragionamento che vale meno per altri paesi, che hanno puntato di più sul lavoro meccanico e manuale, dove la fantasia iniziale si perde poi totalmente nel processo ripetitivo delle cose. Ma, come detto, questo non vale per l’Italia che di creatività ne ha da vendere e, perché no, anche da offrire come spunto di riflessione a chi continua a guardare al nostro Paese sempre mostrando una certa attenzione che alcune volte sfiora la devozione.

Ed è il caso del nuovo evento organizzato dall’Istituto italiano di Cultura di Londra che ha dato vita a un confronto tra due “grandi” della letteratura contemporanea, i quali affronteranno proprio gli aspetti creatività ed economia: a fare gli onori di casa ci sarà Jonathan Coe, novellista inglese vincitore di numerosi premi; ospite d’eccezione sarà Alessandro Baricco, al quale non servono di certo presentazioni. Data da appuntarsi in agenda martedì 3 giugno alle 18.30 con ingresso libero ma soggetto a prenotazione.

Coe, in questo gioco della parti, rappresenterà un paese, l’Inghilterra, che di creatività ha poco da apprendere dagli altri, potendo anche fare leva sull’innata bravura del popolo dell’Unione Jack a far quadrare i conti soprattutto quando si tratta di fare business: dai più classici mercati finanziari passando per la musica, il grande schermo e le serie televisive.

Baricco, neppure a dirlo, rappresenterà l’Italia ma soprattutto rappresenterà un particolare aspetto del Bel Paese che sarà proprio al centro dell’incontro/confronto: la Scuola Holden.

Da lui fondata più di venti anni fa a Torino, col passar del tempo si è rivelata non solo un’ottima palestra e ponte di lancio per giovani scrittori, ma anche un valido business model con il quale fare andare a braccetto cultura ed economia, senza che uno dei due avesse la meglio sull’altro. Da oltre venti anni in questo perfetto equilibrio, la Scuola Holden è partita con circa 30 studenti ad anno accademico, poi è passata a 60 e da questa stagione ha ampliato l’offerto a 400 studenti che si cimentano non solo nei corsi di scrittura creativa, ma anche recitazione, crossmedialità, direzione cinematografica e televisiva aperti ai ragazzi italiani, e anche del resto del mondo.

Tutto questo, sempre facendo in modo che anche il sostentamento economico non venisse meno, soprattutto in un momento in cui lo stesso Paese ha drasticamente ridotto i fondi pubblici destinati alla cultura. La Scuola Holden, invece, sta andando controtendenza non solo per dare una dimostrazione alla stessa Italia che di cultura “si può campare”, ma anche al resto dell’Europa offrendosi come nuovo punto di riferimento. Perché… “Abbiamo bisogno di inventare, osare e credere nelle cose che ci eccitano” tanto per dirla alla Baricco.

INFO : http://www.icilondon.esteri.it/IIC_Londra/webform/SchedaEvento.aspx?id=1274&citta=Londra

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