Elezioni, Gran Bretagna al voto in un clima di incertezza e di tensione

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Urne già aperte in Gran Bretagna per le “General election”.

Il grande giorno è arrivato. Oggi la Gran Bretagna andrà alle urne per le elezioni politiche, le “General election”.  Elezioni che hanno diviso il paese.  E di certo non aiutano gli ultimi tre mesi di attentati che hanno sconvolto il paese, da Manchester a Londra. L’ultimo episodio solo sabato scorso quando tre uomini armati di coltello, si sono prima scagliati con il loro furgone contro i passanti sul London Bridge, per poi assaltare i passanti con un coltello, al Borough Market.

Oggi le urne saranno aperte dalle 7 alle 22, ora locale. I cittadini britannici sono chiamati ad eleggere il prossimo Primo Ministro britannico. Da un lato la conservatrice Theresa May, che sostiene la Brexit e ha dichiarato linea dura contro il terrorismo, dall’altro il laburista Jeremy Corbyn  popolare tra i giovani. La May, che aveva convocato le elezioni anticipate convinta di avere la vittoria in pugno, secondo i sondaggi ha registrato un calo nei consensi. Non è stato d’aiutro il flop degli 007 britannici che non sono stati in grado di sventare gli attentati che hanno scosso il paese.

May ha una maggioranza di 17 seggi ma ha condotto una campagna elettorale disastrosa. I sondaggi la danno favorita di appena un punto. Mentre Corbyn, durante la campagna elettorale, avrebbe guadagnato quasi 12 punti di vantaggio. La Gran Bretagna va, dunque, al voto in un clima di incertezza e di tensione.  I britannici confermeranno il primo ministro uscente Theresa May o confideranno nel 68enne Jeremy Corbyn?  Per avere i primi risultati, bisognerà attendere, gli spogli di questa sera.

Vi terremo aggiornati sui sondaggi e domani vedremo chi avrà vinto le elezioni e in che modo.
Ci piacerebbere conoscere il vostro parere, anche se non avete diritto di voto.
Qualcuno magari pensa che gli esiti delle votazioni in Inghilterra potrebbero avere ripercussioni sul Brexit, ma la maggior parte degli esperti crede che nulla cambierà in tal senso.
Piuttosto potrebbe cambiare qualcosa in termini di ulteriori restrizioni nei confronti degli stranieri, in una ottica soprattutto di una maggiore sicurezza. Anche questo può non essere vero, dal momento che molti degli ultimi fenomeni violenti sono stati progettati e portati a termine proprio da cittadini di nazionalità inglese, anche se figli di immigrati.
Quindi, per chiunque vinca, non sarà facile governare e cercare di migliorare una situazione difficile come quella che si è venuta a creare.
Noi ,da italiani, siamo fiduciosi, anche se per molti, dopo Brexit, appare notevolemte incrinato il rapporto precedentemente idilliaco con la città.
Pensate per esempio che poco prima del Referendum che ha decretato l’ uscita dall’ Europa, ogni giorno il Consolato Italiano doveva sbrigare mediamente 60 pratiche di richiesta di residenza da parte di Italiani; oggi sono solo una decina, a testimoniare la paura e il disinamoramento causato da una situazione di totale incertezza sul futuro.

Vedremo presto come andrà a finire!