A Londra via alla costruzione del Garden Bridge, il ponte che ospiterà un giardino sospeso sul Tamigi

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Sarà il primo ponte al mondo che ospiterà un meraviglio giardino all’inglese sospeso sull’acqua. O meglio, sul Tamigi. Visto che il Garden Bridge, che andrà ad arricchire la già nutrita schiera dei celebri ponti londinesi, non solo sarà il prossimo ad essere costruito unendo la parte nord a quella sud della capitale inglese, ma soprattutto avrà delle peculiarità che lo renderanno unico non solo per Londra ma, come anticipato, per il resto del globo.

Partendo dagli aspetti basilari, sarà esclusivamente dedicato all’attraversamento pedonale, partendo da Southbank per arrivare frontalmente a Temple Station, compreso tra i già due esistenti Waterloo Bridge a Blackfriars Bridge; sarà lungo 370 metri; l’ispirazione nasce dall’attrice e attivista Joanna Lumley e dedicato alla memoria della principessa Diana, tanto che la prima idea risale proprio alla fine degli anni ‘90; il progetto è dello studio di architettura di Thomas Heatherwick, quello che ha disegnato il  braciere delle Olimpiadi del 2012 di Londra più altri ponti in giro per il mondo, compreso quello che si srotola (letteralmente) da un banchina all’altra. Proprio in questi giorni il Garden Bridge ha ricevuto l’autorizzazione alla realizzazione.

Garden Bridge 4Anche se si è trattata di pura formalità, dato che il progetto che costerà complessivamente 175 milioni di sterline, ha raccolto già 110 milioni di finanziamenti. L’apertura ufficiale è prevista per il 2018 e oltre ad essere composto dai classici piloni di sostegno più la base dove poggerà, vanterà composizioni floreali, alberi, sentieri serpeggianti, fontane a panchine dove rilassarsi e dove godere uno dei più bei panorami della capitale che danno sulla cattedrale di San Paolo, il London Eye e tutto il blocco di Westminster con il suo Big Ben.

Però c’è un aspetto che rende questo ponte da favola, un po’ meno “favoloso”: ossia sarà a gestione privata, quindi dedicato ai turisti e meno ai cittadini, a mezzanotte chiuderà, sarà vietato non solo al passaggio delle auto ma anche dei ciclisi e, cosa che sta mandando su tutte le furie le associaciazioni dei cittadini londinesi, che avrà un biglietto d’ingresso. Quindi, quello che sarebbe potuto essere un nuovo e innovativo servizio della città per la città, si trasformerà in una nuova attrazione turisitica di Londra.

Queste le premesse, ma nell’attesa che il cantiere parti e che ci sia il taglio del nastro, passeranno circa tre anni, quindi magari qualcuno tornerà sui suoi passi, decidendo di lasciarlo aperto a tutti, 24 ore su 24. Certo, però, ci saranno sempre da coprire i costi di realizzazione. Quei 175 milioni di sterline non sono proprio spiccioli. O, a dirla all’inglese, nuts!