Holi: il festival dei colori

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Molto tempo prima dell’Era Cristiana, c’era un re demone di nome Hiranyakashipu nell’antica India. Per vendicare la morte del fratello, che era stato ucciso dal Signore Vishnu (Vishnu è considerato l’archetipo di Dio come preservatore della creazione, nella tradizione hindu),  aveva deciso di diventare il Re del Cielo, della Terra e degli Inferi. Egli nel corso del tempo praticò severe penitenze al fine di guadagnare abbastanza potere per realizzare i suoi piani di conquista. Poteva succedere che se una creature praticava devote penitenze, Dio poteva concedere ad egli una benedizione. E fu così che avvenne per Hiranyakshipu. Egli guadagnò il potere di essere invincibile agli Dei. Ma nonostante il suo potere, il Divino gli aveva fatto il bel regalo di avere un figlio, Prahlad, che era completamente devoto a Vishnu e non c’era modo che il padre riuscisse a dissuaderlo. Così, decise di far uccidere il figlio. Chiese questo favore alla sorella Holika; lei era immune al fuoco. L’idea era quella che insieme al nipote si sedessero su una pira di fuoco;  avevano però dimenticato che la benedizione valeva solo se lei fosse stata sola nel fuoco. Successe quindi che lei morì mentre Prahlad fu protetto da Vishnu e si salvò. Questo evento è all’origine della festa che segna la vittoria del Bene, rappresentato dal devoto Pralhad, sul Male, rappresenato da Holika.

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Holi, è il cosiddetto Festival dei Colori, che in India è una delle manifestazioni più attese di tutto l’anno. Tra le feste più antiche della mitologia Indù, viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena (Dhulhendi) nel mese di Phalgun, che segna anche l’inizio della primavera.
Durante la sera della luna piena, vengono accesi i falò per allontanare gli spiriti e celebrare la vittoria del Bene sul Male. Il giorno successivo, la gente si ammassa nelle strade per eseguire il rito principale dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate. Letteralmente Holi significa “bruciare” in lingua indiana Famosissime le fotografie di Steve McCurry scattate durante questo festival.

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Ma perché ci si getta colori addosso?
Questo tipo di gioco deriva da un’altra leggenda, riguardante Shri Krishna (che si dice essere una delle incarnazione di Shri Vishnu) e che si è realizzata molto tempo dopo. Benché Krishna avesse regali origini, a causa dello zio usurpatore, si era ritrovato a vivere la sua infanzia in un villaggio, Gokul. Krishna era un bambino giocherellone e usava fare scherzi a tutti. Uno di questi scherzetti fu proprio quello di lanciare spruzzi d’acqua e colori, da qui la celebrazione di Holi assunse questo aspetto così giocoso.

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Negli ultimi anni, purtroppo, subendo la stessa sorte di molte altre feste tipiche della tradizione, Holi si è in parte trasformata in una festa commerciale, perdendo quella genuinità che caratterizzava il suo spirito originario. Inoltre, nei mercati e nei negozi hanno cominciato ad essere vendute polveri colorate chimiche, tossiche per la salute umana e inquinanti per l’ambiente. Proprio l’anno scorso alcuni bambini della baraccopoli di Dharavi, a Mumbai, sono stati ricoverati in ospedale in seguito ad ustioni cutanee causate dal contatto di questi colori sintetici con la pelle. Diverse associazioni stanno portando avanti campagne di sensibilizzazione per fare in modo che le persone tornino il più possibile ad utilizzare colori naturali, ricavati dai fiori essiccati, che si possono facilmente produrre anche in casa.

 

Per tutte le info visitare il sito: http://holifestival.com/uk/en/index