I Giuda in concerto a Londra

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GIUDA 5 dicembre 2015 al Lexington di Londra

domande e testo di Francesco Bommartini (https://it.linkedin.com/in/francescobommartini)

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Label: Burning Heart/Self

Voto: * * * * *

Il singolo → https://youtu.be/xUL8BwkOS0Y

I romani Giuda continuano il loro percorso a base di rock’n’roll con elementi vintage a testa alta. Lo fanno portando il modo italico d’interpretare quest’attitudine all’estero, in mezzo mondo (Usa compresi). Non per niente i loro show sono apprezzati anche dal presidente della Roma James Pallotta (probabilmente conquistato dalla canzone Number 10 dedicata a Francesco Totti) e da Phil King (Jesus and Mary Chain). In questo nuovo album la distorsione è dannatamente viscerale, a differenza di quanto avviene in tante produzioni perfettine. I Giuda sono rocker veri, che scrivono rock, lo respirano e lo suonano. Tutto ciò mantenendo comunque un approccio user friendly, discretamente melodico. Anche a livello vocale.

Acquista i biglietti per il concerto del 5 dicembre → http://bit.ly/WGT_London_Giuda

Ascolta “Speaks Evil” → https://open.spotify.com/album/1b3vwBDlOA8AsxTOlZdvFQ

L’intervista…

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Risponde Lorenzo (chitarra)

Ormai la vostra proposta è internazionale. Dove avete suonato il vostro rock’n’roll e che rapporto avete con Londra?

A Londra, dopo Roma, presenteremo il nostro nuovo disco Speaks Evil in un concerto che sembra avviato verso il sold-out. La scelta non è stata casuale: nella capitale inglese tutti i nostri concerti sono stati esaltanti. Ricordo sempre con estremo piacere una delle primissime date dei Giuda all’estero proprio al Buffalo Bar di Londra, locale che ora, purtroppo, non esiste più. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo fatto più di 200 concerti in tutta Europa ed abbiamo suonato nei festival più disparati con band diversissime da noi come Placebo e Franz Ferdinand. Per la promozione del nuovo disco sono previsti altrettanti concerti. Probabilmente torneremo anche negli Stati Uniti. Prevedo un lungo, lunghissimo tour.

In cosa differisce Speaks Evil rispetto a Let’s Do It Again?

È un album con una produzione più cruda e diretta rispetto al passato. Le chitarre sono quasi sempre e soltanto due, la mia e quella di Michele, esattamente come se suonassimo dal vivo. Il songwriting a mio parere è migliorato, grazie anche a tutta l’esperienza maturata in questi anni d’incessanti tour, pur mantenendo le strutture pop che ci hanno caratterizzato da sempre. È un disco nel quale abbiamo raggiunto un’identità ben precisa e con gli elementi tipici del “Giuda Sound” riconoscibili più che mai. Probabilmente Speaks Evil necessita di essere ascoltato nella sua interezza per poter essere maggiormente apprezzato.

Siete molto legati alla strumentazione vintage. Per quale motivo e quali sono gli strumenti che suonate?

Abbiamo costruito il nostro sound attorno a due amplificatori hi-fi degli anni ’60, successivamente modificati e resi utilizzabili per le chitarre. I nostri Bouyer sono due pezzi da museo ma sono ormai insostituibili. Al contrario di molti ampli moderni, non sono dotati di gain e quindi per ottenere un suono distorto bisogna alzare il volume al massimo e far saturare le valvole finali ottenendo così una distorsione molto più “naturale”.

Quali sono le vostre influenze e cosa ascoltate di “inconfessabile”?

Sono cresciuto ascoltando punk rock. Molte delle mie band preferite erano britanniche e tra queste, oltre ai nomi più blasonati, c’erano diverse band sconosciute ai più come Wasps, Reducers e Art Attacks. Oltre a queste band tra le nostre influenze ci sono sicuramente gruppi glam come Slade e Mud, Faces e Third World War ma anche gruppi degli anni ’60 come Equals e Move. Tra gli ascolti “inconfessabili” (non certo per me) metto gli Status Quo, una grandiosa band che incomprensibilmente, qui in Italia, non nutre di grande considerazione. D’altronde il rock’n’roll non è certamente familiare in questi lidi.

Come affrontate la vita on the road all’atto pratico: pranzo, cena, furgone, pre e post concerti?

La vita in tour, come recita It Ain’t Easy, uno dei pezzi contenuti nel nostro ultimo disco, non è sempre facile, anzi. Siamo un gruppo che non può ancora permettersi uno staff di persone che si occupi per esempio di montare e smontare il nostro palco. Viaggiamo con il nostro backline e puoi quindi immaginare cosa voglia dire farlo ogni giorno, magari dopo ore di viaggio in furgone e magari dopo aver dormito pochissime ore. Fortunatamente, abbiamo un roadie e un tecnico del suono che ci aiutano in tutto questo. Sono le uniche figure su cui possiamo contare al momento. Tra gli appuntamenti che saltiamo raramente, anche se la sera prima si è fatto tardi, c’è la colazione in hotel che è spesso un ottima “pozione” contro il cattivo umore. Poi c’è la prima birretta della giornata che ci piace trangugiare dopo il viaggio in furgone verso il locale di turno, ovviamente appena arrivati e prima di cominciare il montaggio del backline. Non ricordo un litigio serio tra noi ed è proprio questo il segreto per riuscire a stare lontani da casa, con le stesse persone, per così tanto tempo.

LONDON: The Lexington
96-98 Pentonville Road
London
N1 9JB

Acquista i biglietti per il concerto del 5 dicembre → http://bit.ly/WGT_London_Giuda