Il movimento pacifista da ieri ad oggi in mostra a Londra

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Il Movimento pacifista nel Mondo in mostra al Imperial War Musem di Londra fino al 28 agosto

Nessuna civiltà potrà essere considerata tale se cercherà di prevalere sulle altre.
(Gandhi)

La pace deve essere l’obiettivo a cui l’intera umanità dovrebbe guardare. Siamo stati e lo siamo ancora, scossi da profonti, violenti e crudeli tumulti. La guerra ha portato via tantissime vite umane e ci domandiamo ancora oggi il perchè. Nel corso del tempo autori, poeti e scrittori hanno parlato molto su cosa sia la pace e come raggiungerla, ma il mondo o forse le persone sembrano non ascoltare queste parole. John Lennon rappresenta la voce della pace di mezzo mondo e con lui, vogliamo iniziare questo viaggio. Attraverso le sue poesie, entriamo nel vivo di questa mostra. L’11 ottobre del 1971 uscì “Imagine“, come singolo dell’omonimo album: il mondo aveva trovato senza dubbio una canzone simbolo in grado di cantare la pace, grazie alla mano di Lennon, alla produzione di Phil Spector, creatore del cosiddetto “muro di suono” e collaboratore del quartetto di Liverpool, e le poesie di Yoko Ono a cui il cantante si era ispirato per la stesura del testo.

 “Se qualcuno pensa che pace e amore siano un cliché da lasciare agli anni ’60, beh è un problema; pace e amore sono eterni“. É in questo aforisma che si può racchiudere il pensiero pacifista di John Lennon.

E come ci ricorda il famoso cantante, il messaggio di pace e amore è un concetto eterno, sempre attuale, sempre necessario in un mondo dove la guerra la fa da padrone. Dai conflitti lontani di cui spesso poco ci interessiamo, nati per brama di potere o di denaro, agli scontri che sentiamo più vicini: in famiglia, tra colleghi, amici, conoscenti.

Un giorno faranno una guerra e nessuno vi parteciperà.
(Carl Sandburg)

Forse Lennon era un sognatore, forse noi uomini degli anni duemila non siamo più hippies con i fiori tra i lunghi capelli e gli occhialetti rotondi appoggiati sul naso ma dentro il cuore, ognuno di noi, si immagina un mondo in cui “non ci sia niente per cui uccidere o morire”.

La pace, intesa come assenza di conflitti bellici che provocano la morte di migliaia di persone, la distruzione di case, fabbriche, scuole, ospedali, un ulteriore avvelenamento dell’ambiente e l’immiserimento generale delle popolazioni coinvolte, dovrebbe essere un obiettivo planetario agognato da tutti gli individui in cui alberga un briciolo di umanità. Vero è che, da sempre, le classi dominanti hanno fatto della guerra, e quindi dell’assenza di pace, uno dei loro principali strumenti di dominio, quando non il fondamento stesso del loro potere. Oggi, infatti, quella “naturale” voglia di pace condivisa dalla maggioranza di umanità che subisce le guerre e che da esse non trae alcun beneficio, non è sempre facile da ritrovare.

Il messaggio di Lennon a distanza di tempo è talmente attuale e importante che nel mondo diversi luoghi sono diventati simbolo di questo suo pensiero. Dal “Muro di Lennon” a Praga, nella Repubblica ceca, diventato simbolo di pace e libertà a partire dagli anni ’80, quando venne riempito da graffiti inneggianti alla pace e disegni ispirati al cantante, fino a “Strawberry Fields Memorial” al Central Park di New York. Inagurato il 9 ottobre 1985 in occasione del quarantacinquesimo anniversario dalla nascita di Lennon ed in memoria della sua morte, tutt’oggi questo posto, viene visitato da migliaia di turisti che lasciano fiori o messaggi. La mostra apre le porte ad un mondo che soffre, ma che però ha ancora voglia di sperare in un mondo diverso, “immaginando” come diceva Lennon che tutto possa essere più bello, senza guerre.

Il movimento pacifista da ieri ad oggi 
IWM London (Imperial War Museums), Lambeth Road, Elephant and Castle, Londra
Dal 23 Marzo al 28 Agosto 2017