Londra, fabbrica dei sogni? Da “Influx” una risposta a questa, e a tante altre domande sugli italiani all’ombra del Big Ben

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Mai come in questo momento appare semplice trattare dei quasi 500.000 pronipoti-di-Dante che vivono a Londra. Storie di ogni genere, racconti che si radicano nel corso dei decenni trascorsi all’ombra del Big Ben, curiosità e aneddoti di quella che, a tutti gli effetti, è ormai una delle comunità italiane che vivono all’estero più in fermento sulla faccia della Terra.

Fiumi e fiumi di inchiostro vengono versati ogni giorno per analizzare, spiegare, interpretare questo flusso di emigrazione che, in molti, amano etichettare “emorragia“ vista la crescita esponenziale registrata negli ultimi anni di coloro che hanno lasciato il Bel Paese per approdare a Londra.

E tra questi, c’è anche il regista Luca Vullo che ha dato vita a un nuovo progetto di cui già si è scritto e detto, che ha catturato l’attenzione di molti media italiani, ma che ora sta arrivando alla fase conclusiva del suo percorso: la pubblicazione.

Luca Vullo 2Influx è un documentario indipendente – racconta Luca (nella foto di lato) – che punta a raccontare il nuovo flusso migratorio italiano verso una delle metropoli più influenti al mondo, attraverso gli occhi di chi ha scelto di vivere a Londra, che sia per una fase temporanea o a lungo termine. Come stanno gli italiani a Londra? A cosa ambiscono? Londra è solo una città di passaggio o la casa delle loro future famiglie? Perché così tanti Italiani hanno deciso o stanno decidendo di trasferirsi a Londra?”.

Tra coloro che cercando di dare una propria interpretazione a questo fenomeno ci sono personaggi più o meno noti, compreso Gianluca Vialli che proprio a Londra ha giocato e allenato.

Ascoltando diverse tipologie di testimonianze – continua Vullo – è stato davvero affascinante scoprire questo micro-macro mondo italiano a Londra. Dalle vecchie generazioni che ci hanno raccontato come era la Londra di trenta/quaranta anni fa e di cosa significava lasciare l’Italia all’epoca, siamo passati agli scrittori, giornalisti, imprenditori e designer, stilisti e creativi, italiani che si sono avventurati con la loro professione a Londra per raggiungere i propri sogni ed esprimere il proprio talento. Abbiamo ascoltato anche chi ha deciso di reinventarsi in questo paese mettendosi in gioco totalmente e chi ogni giorno fatica a trovare la propria dimensione. Londra non è una città facile ma è una città che può offrire molto ed è questo che vogliamo raccontare attraverso le testimonianze di chi ha fatto questa scelta”.

Influx, come anticipato, è un progetto indipendente che si avvale dei patrocini di molte istituzioni pubbliche, e del contributo di coloro che vorranno prendere parte a questa “scommessa” attraverso il sistema di crowdfunding che si chiuderà tra pochi giorni. In basso un’anticipazione con un’anteprima del contributo di Gianluca Vialli, di seguito tutte le informazioni per aderire https://www.indiegogo.com/projects/influx