Jurassic Park at the Natural History Museum

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Diretto da Steven Spielberg, “Jurassic Park”, uscito nelle sale nel 1993 e basato dal libro omonimo scritto da Michael Crichton, rappresenta il primo importante film nella storia del cinema ad aver impiegato la cosiddetta C.G.I., vale a dire la Computer-Generated Imagery, per gli effetti speciali, spesso utilizzati nell’interazione con l’ambiente e con i personaggi. Primo capitolo di una trilogia composta anche da “Il mondo perdutoJurassic Park” (uscito nel 1997) e “Jurassic Park III” (uscito nel 2001), il film incassò, all’epoca, poco più di 920 milioni di dollari: ancora oggi, rappresenta uno degli incassi più alti di sempre.

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Nell’isola a circa centoventi miglia a ovest della Costa Rica chiamata Isla Nublar, dove sono in corso esperimenti sui dinosauri, un uomo viene aggredito e ucciso da uno di essi, un velociraptor. Nonostante questo grazie alla tecnica della clonazione, si riuscirà a realizzare nell’isola una sorta di parco di divertimenti formato da dinosauri. Le creature, per motivi di sicurezza, si trovano all’interno di recinti elettrificati per cinquanta miglia, e, per evitare che si riproducano, sono tutte di sesso femminile. Hammond, in sostanza, ha invitato i due studiosi per ottenere un beneplacito, una recensione positiva che permetta di rassicurare i finanziatori del progetto. Tutto sembrava andare bene, fino a quando i dinosauri, si liberano dai loro recenti e cominciano a seminare il terrore.

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Se sei un amante o lo sei stato di questo strepitoso film, non puoi perderti l’appuntamento al Museo di Storia Naturale di Londra. Una serata dedicata a questi animali, purtroppo scomparsi, ma che rivivono oggi nelle tante stanze del museo.
Perché i dinosauri affascinano tanto al cinema? In effetti, sui rettili preistorici esistono talmente tanti film – alcuni scaturiti proprio dal successo di Jurassic Park e dei suoi seguiti – che stilarne una lista sarebbe controproducente. Il cinema è sicuramente l’arte della spettacolarità e quella più vicina alla realizzazione dei sogni e di ciò che è impossibile vedere nella realtà. Attraverso i suoi trucchi rende possibile (almeno visivamente) l’impossibile. E dato che tutti, da bambini, abbiamo passato il ‘momento dinosauri’ l’associazione è presto fatta: non c’è niente di più intrigante che veder muoversi su grande schermo creature altrettanto grandi che si pretende essere estinte da eoni. Questo “senso di meraviglia” è tra l’altro centrale anche a livello narrativo proprio nel primo capitolo della serie di Jurassic Park, perché attraverso l’abile scrittura di Michael Crichton e David Koepp e la regia di Steven Spielberg si crea un parallelismo fortissimo tra i protagonisti umani del film e gli spettatori.

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Jurassic Park” ha vinto tre Premi Oscar: per i migliori effetti speciali (Michael Lantieri, Dennis Muren, Phil Tippett e Stan Winston), per il miglior montaggio sonoro (Richard Hymns e Gary Rydstrom) e per il miglior sonoro (Gary Rydstrom, Ron Judkins, Shawn Murphy e Gary Summers). Tra gli altri riconoscimenti ottenuti dalla pellicola, vale la pena di citare le tre nomination ottenute agli Mtv Movie Awards per il miglior film, il miglior cattivo (il tirannosauro) e per la migliore scena d’azione (l’aggressione del tirannosauro alla jeep), e il premio Bafta per i migliori effetti speciali.

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Jurassic Park at the Natural History Museum
See Speilberg’s giant hit film with Dippy the Diplodocus looking over your shoulder.
Natural History Museum, Cromwell Road, Londra
Il 12 Dicembre 2016

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