“Londra l’ho scoperta tardi, ma ora è amore vero”: Caparezza si racconta in esclusiva in vista del suo concerto al Koko del 12 ottobre

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Conto alla rovescia per il concerto di Caparezza a Londra sul palco del celebre Koko, domenica 12 ottobre curato dalla TIJ Events. Sarà la quarta tappa che il cantante pugliese terrà in Europa in occasione di un tour breve ma intenso: cinque live in sette giorni. Emozionato, carico e ovviamente pronto a presentare idee e novità che in parte si discattacano dalla sua recente tournée italiana che lo ha visto girare dal nord al sud, isole comprese, riscuotendo sempre enorme successo. In questa occasione, sia per motivi logistici che per i tempi più ridotti, saranno concerti differenti ma che non mancheranno di catturare l’attenzione sia degli italiani all’estero che dei locals, visto che lo spettacolo è stato ripensato anche per loro.

Il prossimo 9 ottobre compirai 41 anni e per altro sarai a Parigi per un live, quale miglior modo di festeggiare il compleanno regalandoti la tua prima tournée europea?

Si è vero, nonostante non sia la prima volta che festeggio il mio compleanno lavorando, anche se questa volta sarà davvero speciale – racconta Caparezza, raggiunto al telefono negli studi di Milano -. Mi è successo sia una volta che ero chiuso in studio di registrazione per preparare un nuovo album, e un paio di anni fa ero in volo per andare a suonare negli States; tra fusi orari vari è come se avessi festeggiato due volte. Alla fine non mi è andata poi tanto male. Ogni tanto mi chiedo: ma voglio proprio fare il cantante da grande? La risposta è sempre la stessa: non credo che possa ormai fare altro. Ho avuto la grande fortuna di inquadrare cosa volevo nella vita e alla fine lo sto ottenendo. Meglio di così!

Come anticipato, questa sarà la tua prima tournée fuori dall’Italia: il 7 ottobre sarai a Barcellona, il 9 a Parigi, il 10 a Bruxelles il 12 a Londra e il 13 ad Amsterdam: è stata una tua scelta tentare questa carta di comune accordo con la tua produzione, oppure non ci avevi proprio pensato ma te l’hanno proposta e ti è piaciuta l’idea?

La verità è che questa tournée l’avremmo potuta organizzare già parecchio tempo fa, però mi sono sempre fermato a un passo nell’allestirla perché ho creduto che le cose che facessi erano troppo “italiane” per essere esportate. Quest’anno invece c’è stata un’alchimia strana che mi ha portato a mixare il disco fuori dall’Italia (a Los Angeles dal pluri-blasonato Chris Lord Alge) anche se è stato prodotto interamente a casa mia, nei mie studi di Molfetta. Però quando ero in Nord America si respirava una certa atmosfera che mi ha fatto pensare “Se non ora quando”. Ed ecco che ho deciso di giocarmi la carta Europa.

Quindi, dato che questa chiacchierata ce la stiamo facendo ancor prima che parta la tournée europea, il tuo obiettivo è quello di cercare di abbracciare un pubblico internazionale e non solo italiani che vivono all’estero?

C’è stata già una sorta di anticamera di questa tournée dove ho sperimentato alcune cose che presenterò nella tournée: lo scorso mese di agosto sono stato allo Sziget Festival a Budapest dove sul palco per ragioni tecniche non sono riuscito a portare lo stesso spettacolo altisonante della torunée italiana, ma qualcosa di più ridotto che però mi ha ricordato i miei primi passi decine di anni fa nei club italiani, ma ripensato con inserimenti teatrali in inglese proprio per abbracciare una cerchia più ampia di pubblico. Quando l’ho presentato a Budapest, per altro durante una giornata piovosa, ho visto che c’erano molte persone non italiane che, incuriosite, sono rimaste fino alla fine. Ecco, questo mi fa ben sperare sul fatto che l’aver voluto dare un taglio più internazionale alla tournée possa essere stata una mossa vincente, ovviamente pensando sempre agli italiani all’estero visto che soprattutto per loro girerò l’Europa.

Con tutto rispetto per Barcellona, Parigi, Bruxelles e Amsterdam, città che ho avuto anche l’onore di visitare, ma Londra è Londra e soprattutto il Koko di Camden è il Koko: 101 anni di storia da cinema a teatro a sala concerti, prima di te sono saliti su quel palco Sex Pistols, Iron Maiden e The Clash tanto per nominarne alcuni, oltre ad essere stato cuore del movimento punk inglese. Emozionato?

Ovviamente sì! Ti menziono anche un’altra cosa: quando con alcuni miei amici siamo stati al Whisky A Go Go a Los Angeles (locale che ha ospitato, tra gli altri, Aerosmith, The Byrds, Alice Cooper, Buffalo Springfield, The Doors, Toto, Jimi Hendrix) siamo entrati in religioso silenzio. Ci siamo guardati e ci siamo detti “Ok, stiamo zitti e respiriamo rock and roll”. Lo stesso sarà per il Koko di Londra: sono strutture dove si è fatta la musica e dove si farà per decenni e decenni ancora. E visto che hai anche citato The Clash: da loro prendo spunto con “No input no output”. Prenderò molto da questa esperienza per poi riversarla nel mio prossimo album.

Saranno cinque live molto intensi che ti faranno girare l’Europa in circa una settimana accompagnato dalla tua band. Hai preparato qualcosa di speciale o seguirai sempre una sorta di canovaccio della tua recente tournée italiana?
Sarà un mix di cose già presentate e cose nuove, dettate ovviamente dall’impossibilità di portarmi dietro la stessa struttura teatrale dell’esperienza italiana. Ma non per questo sarà minore di effetto. Per questo ho creato nuove gag, nuove situazioni per dare vita a una sorta di greatest hits sia dell’ultimo album ma anche del meglio della mia carriera.

Sei mai stato a Londra?
Ho conosciuto Londra molto tardi, di solito è la prima meta extra Italia quando sei adolescente, ma io ho avuto il grosso handicap di non esserci mai stato da ragazzo perché poco convinto dagli atteggiamenti dei miei amici che, tornando da lì, parlavano e facevano cose in maniera differente, quasi più per moda che per altro. Invece poi quando ho fatto pace con questa mia predisposizione mentale ho deciso finalmente di andarci, spinto anche dal mio amore per i “Monty Python” e la curiosità di vedere i posti dei loro sketch. Inutile che ti dica che mi ha affascinato fin da subito, tanto che ci sono già stato parecchie volte, anche cantando con un gruppo di beneficenza. E non ti nascondo pure che ho sempre da parte delle sterline che non ho mai cambiatp, a rappresentare il fatto che il mio rapporto con la città di Londra non si è mai chiuso. Anzi, dal prossimo 12 ottobre sarà più aperto che mai.

INFO biglietti Concerto Caparezza Londa http://www.seetickets.com/Event/caparezza/koko/786372

Caparezza a Londra concerto