Londra così “piccola”, così affascinante. Immortalta in “Air” di Vincent Laforet

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Sembrano tanti piccoli modelli di palazzi, piazze, auto, strade e persino persone. Miniature perfette nelle loro proporzioni, con quei colori sgargianti, quasi fosse data loro una mano di vernice per aggiungere lucentezza al prodotto finito. E invece è tutto reale. Reale come è la città di Londra, immortalata nelle foto di Vincent Laforet, celebre per i suoi scatti dall’alto.

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Vincent Laforet a bordo dell’elicottero

E quando intendiamo alto, parliamo di molto alto, quasi ad avvicinarsi all’esperienza che può vivere un pilota nel condurre un aereo con il pavimento in cristallo. Perché è quella la sensazione che Laforet vuole condividere con chi si sofferma ad ammirare le sue foto: la sensazione di volare sulla città appesi al nulla.

Sensazione racchiusa nel suo progetto dal titolo “Air” che dopo Los Angeles, New York, Las Vegas e San Francisco, approda per la prima volta in Europa partendo proprio dalla capitale inglese. Il fotografo, nato in Svizzera e poi cresciuto tra la Francia e l’America, è tra i pionieri della tecnica tilt-shift, ossia la tecnica utilizzata per effettuare scatti a grandi distanze con il prodotto finale paragonabile a uno scatto ravvicinato su un modellino; oltre a essere un esperto della fotografia aerea e dell’hd-dslr per le riprese cinematografiche. Ha vinto nel 2002 il premio Pulitzer per i suoi scatti aerei in Afghanistan e Pakistan durante i conflitti dopo l’11 settembre, più altri tre premi nel 2010 al Cannes Lions International Advertising Festival. Vanity Fair, The New York Times Magazine, National Geographic, Sports Illustrated, Time, Newsweek, Life e tanti altri importanti magazine internazionali hanno pubblicato suoi lavori.

Nel progetto londinese di “Air”, Vincent Laforet si è avvalso dell’utilizzo di un elicottero sorvolando la città a circa 2.300 metri e utilizzando varie macchine fotografiche senza però mai usare uno zoom, quindi catturando proprio cosa l’occhio umano vedeva da quelle altezze. Poi un lavoro di post-produzione ha dato quel tocco in più a ogni scatto selezionato offrendo così al pubblico, il prodotto che oggi è davanti a tutti, racchiuso nel libro fotografico.

E’ stato davvero difficile rapportarmi con Londra – ha detto Vincent Laforet in occasione della presentazione del progetto pochi giorni fa -. Credo che si tratti della città europea più difficile in assoluto, a causa della sinuosità del Tamigi che non mi ha permesso di seguire una linea retta della città, essendo il fiume ricco di curve. Inoltre Londra, come è risaputo, non gode di una pulizia geometrica motivo in più che mi ha portato a un maggiore utilizzo di energie rispetto a tante altre città, per cercare di dare una linearità al progetto. Ma a suo favore, gode di alcuni dei dettagli più belli che abbia mai visto: dai ponti sullo stesso Tamigi, Tower Bridge su tutti, alla maestosità del London Eye passando per il Gherkin, fino alle piazze e soffitti delle stazioni ferroviarie. Erano più le volte che guardavo ad occhi nudi la bellezza di quelle strutture, rispetto a fotografarle”.

Qui il suo progetto http://www.laforetair.com/

©Vincent Laforet - AIR©Vincent Laforet - AIR

©Vincent Laforet - AIR

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