La barriera di Londra


Poiché Londra sprofonda sul suo stesso suolo, anche se in maniera impercettibile, occorreva porre fine al rischio che maree e venti incontrollabili allagassero la città o meglio il centro di Londra per un’estensione di oltre cento chilometri quadrati (circa 38,67 miglia quadrate)

Ecco allora che viene costruita la barriera del Tamigi, una struttura lunga oltre 520 metri (circa 569 yarde) che taglia il fiume all’altezza di Woolwich Reach (Borough di Greenwich)  e mette al riparo la città dalle esondazioni del fiume.

Non si tratta di una diga.

E’ appunto una barriera formata di paratie mobili che, se aperte, rimangono adagiate sul fondo del fiume, in maniera che le navi possano effettuare il loro tragitto.

Se invece queste paratie vengono chiuse, trattengono l’acqua che altrimenti allagherebbe la città.

La barriera, pur senza necessità, è stata chiusa una decina di volte.

Queste arcate d’argento luccicano al sole e attraggono molti turisti.

La loro resistenza e robustezza fu testata nel 1997 quando un incrociatore, in un mattino nebbioso, andò a sbattervi contro e subì danni superiori a quelli della barriera stessa…

L’opera è costata 500 milioni di sterline.

I londinesi apprezzano questo costoso investimento che li preserva da eventi indesiderati e, contemporaneamente, porta tanti visitatori come la sottoscritta ha potuto constatare, anche se la giornata scelta a tale scopo, nuvolosa e a tratti piovosa, non era delle migliori per questo particolare e piacevole appuntamento.

La barriera di Londra si raggiunge con il trenino elettrico delle Docklands la DLR.  Per informazioni su come spostarsi in Londra: Trasporti pubblici