Londra: Il Tamigi e i cigni

Una particolare attrattiva di Londra sono i cigni.

Questi bellissimi uccelli acquatici hanno la loro “sede” sul Tamigi.

Da sempre proprietà della Corona, recare danno a questi animali significava offendere la persona del re.

Pertanto i cigni sono sempre vissuti abbastana sereni e tranquilli: nessuno osava molestarli in quanto anche il solo furto di un loro uovo comportava il carcere, per non parlava poi della loro uccisione.

Attualmente i cigni che vivono sulle acque del grande Fiume non sono molti, circa 500 esemplari. Negli anni 50 ammontavano a un migliaio.

Appartengono tutti, in primis, alla regina e poi alle corporazioni dei “Dyers” o dei “Vintners”.

Pare che anche l’Eton College possa avanzare dei diritti di proprietà nel merito.

Come è possibile scoprire il proprietario di uno qualunque di questi eleganti bipedi?

Dall’epoca di Enrico VIII esiste un sistema sicuro, anche se rischioso, per chi intende accertarsene. Occorre esaminare il becco della bestiola: se evidenzia una tacca, significa che appartiene alla corporazione dei Dyers. Se presenta due tacche, è di proprietà della corporazione dei Vintners. Se invece il suo becco è privo di tacche vuol dire che la proprietaria è la regina.

I primi cigni sono arrivati in Gran Bretagna quando regnava Riccardo I, come dono della regina Beatrice di Cipro.

La carnedei cigni è una prelibatezza. Si dice che abbia il sapore a metà tra un vitello e un pesce o a metà tra un tacchino e un pesce.

Viene cucinata alla cena annuale dello”Swan Upping”, cioè la cerimonia della raccolta dei cigni per la marchiatura.

Il “rito” della marchiatura è presieduto dal custode dei cigni stessi, disposto a suo tempo dalla regina.

Come tutte le cerimonie regali, anche questa è solenne e folcloristica.

Tuttavia il lavoro dei marchiatori, “uppers”, è rischioso perchè i cigni possono indispettirsi e un colpo delle loro splendide ali potrebbe arrivare anche a fratturare un braccio al malcapitato operatore…

Quando i cigni scivolano maestosi, eleganti e silenziosi sul Tamigi, è impensabile immaginare che tanta grazia possa, in certe circostanze, tramutarsi in altrettanta forza, altrettanta potenza…