Londra è una piacevolissima, straordinaria città, che elargisce sorprese e coinvolge il visitatore dandogli l’impressione di conoscerla già un pò, proprio per i nomi noti che incontra ad ogni passo: Hyde Park, Buckingham Palace, Trafalgar Square, Piccadilly Circus…
Tuttavia, per conoscerla al meglio, è necessario seguire delle tappe obbligate che però non potranno mai esaurire la piena conoscenza di questa immensa metropoli: ci saranno sempre luoghi, momenti, occasioni vere da scoprire…
Londra ha il potere di stupire non solo ed esclusivamente per i suoi monumenti, i suoi infiniti musei, i suoi pub, il suo oserei dire magico Tevere. Londra ha la prerogrativa di farci meravigliare perchè non ci si immagina, ad esempio, di scorgervi la tipica affezione per il passato che contraddistingue gli Inglesi.
Già: gli Inglesi
Come consideravano nei secoli scorsi gli Italiani?
Gli Inglesi “separavano”, se si può dire, il nostro “Paese” dai suoi abitanti. Agli Inglesi sembrava impossibile che una tale “razza” avesse potuto creare tanti meravigliosi capolavori… E se qualcuno, magari qualche politico italiano, era in grado di superare i loro giudizi (o meglio pregiudizi) era perchè sembrava un gentiluomo inglese… E’ tutto detto.
E gli Italiani, di converso, come giudicavano gli Inglesi?
All’epoca del primo fascismo Churchill apprezzava e stimava Mussolini. Questo fino alla dichiarazione di guerra del 1940. Esisteva all’epoca uno slogan che diceva testualmente: “Dio stramaledica gli Inglesi”.
Conservo una poesia del poeta italiano Vincenzo Monti che la mia maestra mi dettò sul quaderno di “Cultura fascista”, esattamente il 20 maggio 1940 XVIII
All’Inghilterra
Luce ti nieghi il sol,
erba la terra, malvagia,
che dall’alga e dallo scoglio
per la via dei ladron
salisti al soglio
e con l’arme di Giuda
esci alla guerra!
Fucina di delitti,
in cui si serra
tutto d’Europa il danno
ed il cordoglio, tempo verrà
che abbasserai l’orgoglio
se stanco alfin, pur Dio
non ti sotterra.
La man che tempra
dei latini il fato
ti scomporrà le trecce
e fia che chiuda questo
di sangue umano empio mercato,
pace avrà il mondo
e tu feroce e cruda
nel mar tiranna,
all’amo abbandonato
farai ritorno pescatrice ignuda.
Considerazioni nel merito
Sicuramente, all’epoca, noi bambini della quarta elementare, nella nostra beata ingenuità, non ci rendevamo minimamente conto della pessima educazione che il momento storico, le circostanze ci imponevano.
Anche persone miti, responsabili, capaci, per nulla infatuate del regime come era la mia cara maestra, dovevano “ubbidire”. E chissà quanti genitori all’epoca si saranno indignati di fronte a tanta cultura dell’odio, a tanto scempio della didattica, per altro impossibilitati a reagire come una qualunque democrazia avrebbe dato loro facoltà. Ma tant’è.
(A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che mio padre fu una delle tante vittime del regime fascista).
Tutto questo per dire come a quel tempo gli Inglesi rappresentavano il nostro peggiore nemico da tenere alla larga, da insultare, anche da ridicolizzare.
Poi però a fine guerra tutto cambia.
Con il passare degli anni arrivano da noi parole, termini, vocaboli inglesi che fanno ormai parte del nostro linguaggio familiare. Giungono a noi dall’Inghilterra musicisti e tutta una “letteratura” che ci rivela il carattere indomito, formale, a volte altezzoso, forse solo apparentemente schivo, di queste persone. Ricordo una frase che è diventata famosa: “Tempesta sulla Manica: il Continente è isolato”…
Gli Inglesi raggruppano in sè una molteplicità di caratteri. Il loro tipico humour a volte maschera la malinconia mentre la sensibilità fa sparire la meschinità… Il mondo inglese manifesta la vita.
* Email pervenuta da Maria A. M. alla quale vanno i nostri piu` sentiti ringraziamenti






