Londra: la tea-house è a tempo

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Ziferblat

L’idea di un imprenditore russo. Sveglia scandisce i secondi sul tavolo, la tariffa è di 3 penny al minuto. “Un modo per creare affinità tra i clienti di diversi gruppi”

Si paga “a minuto”. E si consuma liberamente, con un cronometro – o meglio, una sveglia – che sembra fissarvi dal tavolo, a mo’ di torneo di scacchi – per scandire il tempo. E’ l’ultima novità in fatto di offerta di servizi in una delle capitali del pianeta, Londra, dove è stato da poco aperto, a Shoreditch, nell’East End.

E’ il primo esempio simile in una città (e a maggior ragione in una capitale) dell’Europa Occidentale, ma non una novità assoluta. Il suo ideatore, un 29enne russo, Ivan Mitin, ne ha già aperti 10 nel suo Paese d’origine e uno in Ucraina. Il costo per la permanenza è di 3 centesimi di sterlina inglese (penny) al minuto, circa 3,6 centesimi di euro. All’ingresso si prende una sveglia da uno scaffale dedicato, la si fa partire, la si appoggia sul tavolo e si consuma liberamente. Si paga alla fine, in base al tempo di permanenza. Non molto, soprattutto per gli standard londinesi, se è vero che a conti fatti un’ora costa poco pià di 2 euro. E’ vero che la proposta prevede che gli utenti lavino le stoviglie impiegate (per la verità il gesto è soltanto “gradito”, non imposto, come per il ritorno dei vassoi nei McDonald’s), ma anche questo fa parte della filosofia alla base della proposta del giovane imprenditore russo.

“Amo l’idea che le persone possano entrare qui ed essere loro stesse – spiega Mitin -. Grandi città come Londra finiscono per farci comportare in modi tale che sembra che indossiamo una maschera”. Il proprietario dello Ziferblat, letteralmente “orologio in faccia”, in russo, è infatti convinto che un locale impostato nel modo da lui ideato favorisca l’instaurarsi di relazioni umane, anche tra persone o piccoli gruppi che arrivano da mondi diversi, al contrario di quanto accade nelle grandi catene mainstream, che a suo dire sembrano fatte apposta per indurre gli avventori a barricarsi davanti al proprio laptop o quantomeno a chiudersi nelle rispettive cerchie di contatti umani.

“Il tuo tavolo diventa il tuo piccolo mondo, e non percepisci altro. Senza contare, poi che nei locali mainstream – spiega Mitin – tu paghi per il servizio e giustamente lo pretendi. Nello Ziferblat, nessuno ti aiuta, ti servi da solo. E pagare ‘a tempo’ ti fa in qualche modo essere parte dello spazio che occupi, è come se lo avessi affittato in coabitazione con gli altri”.

Ziferblat, ospita fino a 40 persone. Nei suoi primi giorni, a detta del suo ideatore, ha creato interesse e consensi, ma soprattutto è sembrato essere quel volano di nuove relazioni sociali che Mitin è sicuro possa diventare. “Gli ospiti si incontrano, si scambiano posti nei tavoli, poi vanno insieme a fare la spesa, comprano vegetali, poi tornano e preparano insalate nella cucina (il menu base infatti prevede tè e biscotti), invitano i nuovi entrati ad aggregarsi…”.

Benché entusiasta del suo progetto, Mitin ne scorge le potenziali controindicazioni: nella sua stessa Russia, infatti, esistono ristoranti che praticano tariffe a tempo in simultanea al normale servizio à la carte. E spera che non si crei “una Londra distopica nella quale si dovrà pagare per entrare in una biblioteca o per il tempo trascorso in strada…”

Fonte: Repubblica

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