Charles Dickens

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Charles Dickens nasce il 7 febbraio 1812 a Portsmouth, nell’Hampshire, nella costa meridionale dell’Inghilterra.
A Londra si trasferisce con la famiglia quando ancora era un bambino e proprio a Londra vive gli anni più difficili della sua vita, quando si vede costretto a dover lavorare in una fabbrica di lucido a causa delle pessime condizioni economiche in cui la famiglia era caduta.
« Le strade attorno sono misere e chiuse; povertà e dissolutezza si trovano purulente per le strade, volere e sfortuna sono represse nell’angusto carcere… » dal Il Circolo Pickwick
Il padre di Charles, infatti, in quel periodo venne arrestato per debiti ( poco più di 40 sterline) nella famosa prigione della Marshalsea , cosa assai frequente in quella Londra Vittoriana.
Qualche mese dopo viene comunque liberato, grazie a una eredità ricevuta e quindi alla possibilità di ripagare il debito. ( da quel carcere non si usciva infatti fino a quando non era stato ripagato l’ ultimo scellino di debito). Charles potè così riprendere gli studi, ma quel periodo appena trascorso lo sconvolse profondamente segnandolo per tutta la vita. Molto della sua infanzia non facile la ritroveremo infatti nelle sue opere più famose : da quelle umoristiche come “Il circolo Pickwick” ai romanzi sociali e di denuncia , come “Oliver Twist”, Tempi difficili” e “David Copperfield” …
Terminati gli studi, a 15 anni entra come praticante in uno studio legale con l’ intento di diventare avvocato; il diritto però non lo appassiona e decide di studiare stenografia. Nel 1829 esordisce come giornalista, arrivando in poco tempo a diventare un apprezzato stenografo parlamentare.
Dickens HouseNel 1936 sposa Catherine Hogarth da cui avrà ben 10 figli ( in quell’ epoca sembra una cosa normale; lui stesso aveva numerosi fratelli e sorelle). Nell’ aprile di quell’ anno la famiglia si trasferisce nel quartiere londinese di Bloomsbury, al 48 di Doughty Street.
A dicembre del 1838 si trasferiranno al numero 1 di Devonshire Terrace, vicino a Regent’s Park.
In quegli anni pubblica a puntate sul Morning Chronicle “ Il Circolo Pickwick” e di seguito ( 1837-1838) “Oliver Twist”,  Nicholas Nickleby ( 1838-1839), “ The Old Curiosity Shop” (1840), “Barnaby Rudge” ( 1841).
Sempre negli anni ’40 scrive “ The Christmas Books” I Canti di Natale; “David Copperfield” (1849-1850)
Negli anni ’50 la situazione familiare non è delle più serene. Prima si ammala la moglie e poi muore una figlia. Negli anni il matrimonio entra in crisi, ( pare che Dickens già allora avesse una o più amanti) fino alla separazione ufficiale nel 1858; la sua scrittura si incupisce ancora di più andando a riportare una realtà triste e quasi senza speranza: di questi anni sono “ Bleak House” (Casa Desolata, 1853), “ Hard Times” ( Tempi difficili, 1854), “ Little Dorrit” ( la Piccola Dorrit, 1857-1858), “ A Tale of Two Cities”, ( Le due città, 1859) e “Great Expectations”, (Grandi speranze, 1860-1861)
Nel 1864-65 scrive il suo ultimo romanzo, “Our Mutual Friend” ( il nostro comune amico)
Dopo una malattia che lo affliggeva da qualche anno, l’8 giugno del 1870 è colto da uno svenimento causato probabilmente da un’emorragia cerebrale. Muore il 9 giugno alle 18.00 a Higham, nel Kent.
Charles Dickens il 14 giugno viene sepolto nella Abbazia di Westminster , nell’ angolo dei poeti.
Nei suoi romanzi, Dickens descrive una Londra in piena rivoluzione industriale, dove il veloce aumento degli abitanti, il trasferimento dalle campagne alla città, le condizioni di lavoro pessime e la precarietà degli alloggi, portarono nella città, la formazione di un proletariato urbano molto povero.
Ma fu anche la Londra Vittoriana, centro di progressi tecnologici e scientifici, come ad esempio la costruzione di ferrovie e l’illuminazione a gas.
Dickens era sensibile alle ingiustizie sociali, ma condivideva nello stesso tempo da buon vittoriano, un’enorme fiducia nel progresso. Descrisse le contraddizioni di un’ epoca fatta di progressi enormi nella scienza, nell’ industria, nel commercio, ma anche di una povertà estrema di una massa di popolazione che viveva ai limiti dell’ umano, in una condizione molto vicina alla schiavitù.
Spesso i protagonisti delle sue opere sono bambini che la miseria ha ridotto a figure rapaci, pronte a tutto, creature comunque fragili, malate e deformi; altre volte sono giovani senza speranza, dediti ai furti e alla mala vita; oppure padri di famiglia incapaci di garantire la sopravvivenza ai propri figli.
Eppure, Charles Dickens, nel sottolineare gli aspetti più bassi di questa variegata umanità, riesce a far intravedere sempre un barlume di speranza e una via di rinascita.
Londra-vittorianaRiesce sempre a illuminare di uno spiraglio di luce, anche il buio più tetro di quella Londra offuscata non solo dai fumi delle fabbriche, che come mostri sorgevano sempre più diventando parte caratteristica del paesaggio della Londra Vittoriana, ma una Londra resa ancora più tenebrosa da personaggi senza scrupoli e malvagi fino al disprezzo più totale della vita altrui.
La bellezza e il fascino delle sue opere, fatta anche di una capacità descrittiva ineguagliabile, ha attratto l’ attenzione di generazioni di lettori di tutte le età: nonostante le traversie della vita, le difficoltà enormi che i personaggi principali devono affrontare nella lotta per la sopravvivenza, quasi tutti i romanzi di Dickens si concludono con un lieto fine.
A tutti è concessa la speranza più grande: quella di ricominciare.

Era uno scrittore con un talento unico di osservazione e per questo riuscì a descrivere la città, come nessuno fino ad oggi è mai riuscito a fare.
Tutta la sua vita la trascorse praticamente a Londra, camminando tutti i giorni per le strade ed osservando i colori, i suoni, gli odori e le luci, che emanava questa metropoli. Lui stesso affermava di poter “fotografare” con lo sguardo tutto ciò che gli interessava e di archiviare in memoria anche i più piccoli particolari che poi avrebbe riportato nelle sue opere.
Leggendo i suoi romanzi come “Oliver Twist”, “David Copperfield”, “Casa desolata”, “Tempi difficili”, eccetera, si ha una fotografia ben precisa di quello che doveva essere Londra in quel periodo; una città piena di problemi sanitari, inquinata all’ inverosimile dai fumi delle fabbriche, piena di escrementi di animali nelle strade, di sporcizia, di criminalità, di uomini, donne e bambini ubriachi, di mendicanti, di ammalati, ……

La Londra descritta in maniera minuziosa da Dickens, con l’entrata del 1900 e la morte della regina Vittoria, pian piano scompare, infatti il periodo vittoriano andava terminando. Tantissime malattie di quell’ epoca, andavano ad eliminarsi, grazie alla tecnologia, alle riforme sociali ed anche alla coscienza sociale alimentata  dagli scritti di Charles Dickens, diventati famosi in tutto il mondo.

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