I Duran Duran

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I DURAN DURAN negli anni 80

Parlare di questa band non è affatto facile: analizzare e capire il fenomeno Duran Duran in poche righe è quasi una “mission impossible” ma farò del mio meglio. Gruppo “simbolo” della musica made in UK anni ’80, signori incontrastati delle classifiche mondiali (persino di quelle statunitensi, generalmente chiuse alla musica straniera), responsabili di crisi isteriche di massa da parte di adolescenti impazzite (prima di loro solo i Beatles…) sarebbe in realtà molto facile considerarli un semplice fenomeno modaiolo e superficiale orchestrato ad arte per meri fini commerciali. In effetti, uno sguardo disattento potrebbe percepire poco più di un look curatissimo e musica orecchiabile di pronto consumo… e invece no, c’è molto di più!
AlbumDuranDuranCon un occhio sempre attento alla situazione politica, economica e sociale del Regno Unito in quel decennio, vediamo che il gruppo si forma nel 1978 su iniziativa di due adolescenti di Birmingham, studenti della locale art school – tali Nigel Taylor (John per gli amici) e Nicholas James Bates (che cambierà poi in Nick Rhodes) – innamorati dei Roxy Music e desiderosi di uscire dalla staticità e dalla depressione di una cittadina economicamente prostrata. L’esplosione del punk-rock offre loro la possibilità di sperimentare con le prime esibizioni e, soprattutto, al sopraggiungere dei nuovi membri Andy Taylor (chitarra) e Roger Taylor (batteria), di partire alla ricerca di un proprio stile personale all’interno delle nuove influenze di Ultravox e Simple Minds. Ancora privi di una voce solista la band articola una musicalità fortemente caratterizzata dalle varie correnti new wave e new romantic del tempo: un punk più sofisticato nei contenuti e nelle forme la cui “ossessione” per l’estetica nasconde finalità molto concrete,
Per la scelta del nome Duran Duran si ispirano ad un personaggio del famoso lungometraggio di Roger Vadim “Barbarella” con Jane Fonda; quella del cantante, invece, ha dell’incredibile! Le cronache narrano di un certo Simon John Charles Le Bon, studente di drammaturgia e poeta in erba, non particolarmente intonato ma dotato di notevole carisma, il quale si presentò all’audizione in pantaloni leopardati rosa, occhiali da sole e quaderno con alcune improbabili poesie da lui scritte che diventeranno poi testi dei loro primi lavori.
Racconta John Taylor che il look definitivo fu adottato una mattina in cui, dopo aver letto un articolo sugli Spandau Ballet che cominciavano ad imperversare nei locali londinesi, convinse i compagni a dirottare su un abbigliamento fatto di “pizzi e merletti”.
Il contratto con la casa discografica Emi porta al loro primo singolo pop-dance tecnologico Planet Earth, grande successo del 1981 dovuto in parte anche all’idea di legare l’immagine al suono accompagnando la diffusione del brano con un videoclip originale ed avveniristico.
Fa seguito il loro elegante primo album Duran Duran contenente le storiche Girls on Film (il cui videoclip fu oggetto di scandalo) e Tel Aviv.
Il loro secondo album Rio – 1982 vanta brani storici come Save a Prayer e Hungry Like The Wolf. E’ un enorme successo planetario coadiuvato da spettacolari videoclip girati in località esotiche che porta la band negli USA per una serie di concerti: la stampa li battezza The Fabulous Five (chi erano i Fab Four???) e la compianta Principessa di Galles rompe l’etichetta per dichiararsi loro grande fan.
A causa dello stile di vita dissoluto, dei sopraggiunti problemi di alcool e stupefacenti, il gruppo iniziò la produzione del terzo album in Francia, per poi spostarsi ai Caraibi ed infine in Australia. Il risultato finale Seven and the Ragged Tiger – 1983, nonostante la presenza di grandi successi come The Reflex e New Moon on Monday, sarà piuttosto deludente ma nel 1984 il mega tour degli Stati Uniti (54 date sold out), che culminerà con una spettacolare e scenografica esibizione al Madison Square Garden di New York, li consacrerà definitivamente THE MOST FAMOUS BAND IN THE WORLD.
AlbumArena-DuranDuranAlla fine dello stesso anno uscirà l’album dal vivo Arena, accompagnato dal singolo inedito Wild Boys (ricordate che tormentone???? ): in contemporanea la loro partecipazione al progetto Band Aid del quale abbiamo già parlato in precedenza ed ancora parleremo in seguito.
Tra i singoli componenti della band, però, le cose non funzionano: schiacciati dal peso del successo ognuno di loro ricerca strade alternative dove poter sperimentare qualcosa di nuovo. A New York John e Andy insieme a Robert Palmer e agli Chic danno vita ad una band nuova di zecca – i Power Station – e ad un singolo Some Like It Hot, un rock/soul tecnicamente perfetto. L’inaspettato e repentino successo dona ai due Taylor un rinnovato entusiasmo.
Come Duran Duran nel 1985 realizzano il sound track dell’ultimo film su 007 – A View To a Kill con un singolo omonimo (n. 1 nelle classifiche di tutto il mondo fuorché nel Regno Unito…) correlato da immancabile videoclip girato sulla Torre Eiffel. Proprio a Parigi i tre “reduci” Le Bon, Rhodes e Roger Taylor portano avanti un nuovo progetto liberi da ogni pressione commerciale: nome della neo formazione Arcadia, titolo dell’album So Red The Rose.
Non possiamo non ricordare in quell’anno la partecipazione dei Duran al Festival di Sanremo, le scene di delirio collettivo da parte delle giovani fans (giuro, non ero tra loro!!!) e l’indimenticabile esibizione sul Palco dell’Ariston con un Simon Le Bon azzoppato ed ingessato!
Ma le cose tra loro andavano sempre peggio: dopo numerose insistenze Bob Geldof riuscì a farli partecipare al mega concerto dal vivo Live Aid nel luglio del 1985: l’esibizione fu un disastro, Le Bon prese una “stecca” memorabile e fu l’inizio del declino.
Nel 1986 Roger Taylor, stanco e stressato, abbandona il gruppo. Alla fine dello stesso anno esce l’album che avrebbe dovuto segnare il loro rilancio, Notorious ma, nonostante il buon singolo omonimo, il disco delude le aspettative: è il primo loro lavoro che non vende.
AlbumDecade-DuranDuranCi riprovano nel 1988 con l’album Big Thing ed il relativo singolo I Don’t Want Your Love: nel complesso un buon lavoro ma il pubblico non sembra proprio interessato. La raccolta di successi Decade del 1989 è l’ultimo album del periodo di mia competenza; vorrei però spendere ancora qualche parola sui Duran Duran.
Il gruppo è sempre rimasto in attività, la fiamma in loro non si è mai spenta e questo fà di loro, se non altro, dei veri musicisti. Se ne avete soltanto sentito parlare provate a ritagliarvi un’ora o due di tempo per ascoltare e capire quello che davvero hanno rappresentato negli anni ’80. Nel 2004 sono tornati a scalare le classifiche mondiali con l’album Astronaut ed il brano Reach Up For The Sunrise che ha fatto riesplodere la Duran Duran-mania. Nel luglio 2012, in tour, il gruppo ha toccato alcune località italiane tra cui Verona, Roma, Cattolica e Lucca: ebbene, a Cattolica c’ero anch’io, e vi posso assicurare che “le tigri sono ancora vive”!!! “You can touch the sunrise Feel the new day enter your life”…..  ( di Luisa Volpicelli )

Ecco alcun album dei Duran Duran

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