Frankie Goes To Hollywood

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FRANKIE GOES TO HOLLYWOOD

“Frankie says RELAX!”: chi di noi, adolescenti degli anni ’80, non possedeva questa mitica T-shirt??? Il riferimento, per chi non lo sapesse, è al brano Relax (1983) dei Frankie Goes to Hollywood, di sicuro la band più provocatoria e irriverente del decennio e che io ho adorato così come si può adorare solo ciò che è anni luce lontano da noi.

Non sono certo la persona più adatta per esporre in questa sede argomentazioni su AIDS e Movimenti di liberazione omosessuale ma non posso non farne almeno un breve cenno per riuscire a collocare questo gruppo musicale, gruppo “meteoraWelcome to the Pleasuredome”, in realtà, all’interno degli eighties, gruppo che ha esaurito il suo ciclo senza apparentemente lasciare nessuna eredità musicale ma proprio per questo da custodire come un gioiello unico e prezioso.

Procediamo con ordine: il movimento omosessuale contemporaneo – che ebbe simbolicamente inizio nel 1969 a New York con i moti di Stonewell – ed il suo percorso per l’acquisizione dei diritti fondamentali dovettero fare i conti con l’insorgere dell’epidemia dell’AIDS (Sindrome Da Immunodeficienza Acquisita), la cui data ufficiale di inizio risale proprio al giugno del 1981. Poiché le prime vittime erano giovani uomini omosessuali, nell’opinione pubblica si diffuse l’idea che l’AIDS fosse correlato all’omosessualità; ciò, anche per effetto della propaganda di alcune Chiese, soprattutto negli Stati Uniti, che diffusero la convinzione che la malattia fosse una “punizione di Dio” verso i gay. Ad alimentare questa idea la morte per Aids di diversi esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo notoriamente omosessuali.

La formazione (che trae il proprio nome da un titolo giornalistico riferito a Frank Sinatra), nasce a Liverpool nel 1981; il vocalist William “Holly” Johnson insieme agli amici Paul Rutherford, Peter “Ped” Gill, Mark O’Toole e Brian “Nasher” Nash comincia l’attività musicale esibendosi in vari locali gay della città natìa. Dopo un’apparizione all’interno del popolare show televisivo The Tube i cinque vengono notati dal produttore Trevor Horn: comincia così un’intensa preparazione e revisione del brano Relax sia in sala d’incisione sia a livello pubblicitario ove si decide di mettere in evidenza i temi principali della band (sesso, guerra e religione) nonché l’aperta e manifesta omosessualità dei membri Johnson e Rutheford. Si arriva persino a coniare slogan decisamente eccessivi e feroci (ricordate? “”Frankie Goes to Hollywood are coming… making Duran Duran lick the s….(biiiip) off their shoes…”).

Il brano, partito inizialmente in sordina ed accompagnato da un video a tema sadomaso censurato ovunque (da BBC a MTV) tanto che ne dovrà essere girata una nuova versione decisamente più soft, esplode a livello internazionale diventando il n.1 agli inizi del 1984.album-FRANKIE GOES TO HOLLYWOOD

Il loro primo album Welcome to the Pleasuredome (1984) contiene i due singoli che, a loro volta e nello stesso anno, raggiungeranno la prima posizione nelle classifiche inglesi: Two Tribes e The Power of Love. Su quest’ultimo devo necessariamente soffermarmi perché, a mio avviso, è un brano straordinario che rivela l’insospettabile sensibilità melodica di Holly Johnson. Se non lo conoscete dovete assolutamente concedervi cinque minuti per immergervi in una musica ed un testo ipnotici ed inebrianti: mai prima (e mai più dopo) l’amore è stato cantato in modo così cosmico e totalizzante!

Il secondo LP Liverpool (1986) sarà anche quello un successo ma ormai, causa dissidi tra Johnson e il produttore Horn, la band era già al capolinea: si scioglierà nel 1988 con una serie di strascichi legali.

Holly Johnson continuerà come solista pubblicando nel 1989 l’ottimo album Blast.

Mi congedo a malincuore da questa band le cui melodie sono legate a doppio filo con i miei ricordi di gioventù.

I’ll protect you from the hooded claws, keep the vampires from your door – (The Power of Love)  ( di Luisa Volpicelli)

 

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