La dinastia dei Tudor

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La dinastia dei Tudor nella storia di Londra e dell’ Inghilterra

La dinastia dei Tudor è stata la più grande delle dinastie regnanti inglesi di tutti i Tempi. I Tudor di origini gallese regnarono sul Regno d’Inghilterra e sul Regno d’Irlanda dal 1485 al 1603.
I regnanti furono in tutto cinque e furono in ordine di successione Enrico VII, Enrico VIII, Edoardo VI (il re fanciullo), Maria I ( la sanguinaria), Elisabetta I (la regina vergine).
La dinastia dei Tudor ebbe un ruolo molto importante nella trasformazione dell’Inghilterra; da paese di periferia dell’Europa medievale diventa una delle più grandi potenze mondiali nei secoli avvenire.

Ma come nasce la dinastia dei Tudor?

Enrico VII

Il primo a salire sul trono inglese della dinastia dei Tudor fu Enrico Tudor nato il 28 gennaio 1457 al Castello di Pembroke. Figlio di Edmondo Tudor (fratellastro di Enrico VI d’Inghilterra) e di Margaret Beaufort, discendente della famiglia dei Lancaster.

King Henry VIIEnrico conquista la corona nella Battaglia di Bosworth Field ( 22 agosto 1485) vincendo su Riccardo III d’Inghilterra ( fratello del Re Edoardo IV, morto prematuramente di malattia; colui che rinchiuse nella Torre di Londra i due giovani principini, suoi nipoti legittimi eredi al trono, facendoli scomparire nel nulla) e mettendo fine alla guerra delle due rose che durava da 30 anni, sposando Elisabetta di York, (figlia di Edoardo IV).
Sale al trono nel 1485 prendendo il nome di Enrico VII.
Enrico VII e Elisabetta ebbero molti figli, ma quelli che sopravvissero furono il primogenito Arturo, Enrico, Margherita e Maria.
La grandezza di Enrico VII stava nella sua alta capacità politica interna ed esterna, segnando le basi fondamentali del potere assoluto dei Tudor. Infatti per rafforzare la propria posizione dinastica in Europa, fece sposare il suo primogenito Arturo con Caterina d’Aragona, figlia di Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia. Ma il futuro re d’Inghilterra Arturo dopo solo quattro mesi di matrimonio muore a causa di un’epidemia, quindi l’erede al trono diviene il giovane fratello Enrico. Re Enrico VII decide allora di far sposare al figlio Enrico la cognata rimasta vedova, ottenendo una dispensa papale perché il matrimonio non era stato consumato.
Enrico VII fece quello che i regnanti prima di lui non erano riusciti a fare. Diede all’ Inghilterra un vero Rex Imperator e non più un primus inter pares, come erano stati i suoi predecessori, sempre soggiogati alle correnti di corte e alle singole fazioni. ( forse uno dei pochi a distinguersi in questo senso fu Edoardo IV, che però morì troppo giovane per portare a termine il suo programma).
Enrico VII era un sovrano attento e ligio al dovere, astuto e coraggioso, buon amministratore e prudente in materia finanziaria; andò in guerra solo due volte, nel 1496 quando la Bretagna fu invasa e nel 1499 contro la Scozia che appoggiava Perkin Warbeck che pretendeva di essere Riccardo di York, uno dei figli rimasti vivi di Edoardo IV d’Inghilterra. (secondo questa versione, solo uno degli eredi al trono rinchiusi nella Torre dallo zio Riccardo III venne realmente ucciso; l’ altro era un bambino che assomigliava al fratello, sostituito con l’ inganno dalla mamma Elisabetta Woodville, la Regina moglie di Edoardo IV).  Per suggellare definitivamente la pace Enrico VII nel 1502 fece sposare la figlia Margherita con il re di Scozia.
Un problema enorme per Enrico VII quando salì al trono furono le casse reali, perché a causa della guerra che tormentava il paese le trovò quasi vuote. Ma questo non lo fermò, infatti adottando una severa politica monetaria riuscì a sistemare le finanze lasciando al suo successore le casse reali piene.  Anche la giurisdizione e il rispetto delle leggi e della Corona raggiunsero posizioni soddisfacenti sotto il regno di Enrico, così come l’ amministrazione e le finanze reali, come abbiamo visto, anche grazie al c.d Patronato, il sistema utilizzato di conferire cariche e regalie varie agli alti funzionari di corte per accattivarsene il servizio e la fedeltà. I ministri venivano scelti direttamente dal re, in base alla capacità, alla scaltrezza e alla lealtà dimostrata. Tutto passava sotto la supervisione del Re e nulla fuggiva alla sua attenta capacità governativa; era coadiuvato dal Consiglio del re, formato dai suoi fedelissimi.  Sembrerebbe, nonostante tutto, che la vendita eccessiva di cariche politiche, militari, giudiziarie,… portò a una corruzione senza pari nell’ ambito della macchina governativa intesa nel suo complesso.
Durante tutto il suo regno Enrico VII era riuscito a rafforzare le finanze reali, a tenere lontano tutti i pretendenti al trono ed a rafforzare il sistema giudiziario.
Enrico VII muore il 21 aprile 1509, lasciando il trono al suo secondogenito Enrico.

Enrico VIII

Il successore di Enrico VII fu il suo secondogenito, che salì al trono con il nome di Enrico VIII.
Enrico VIII è conosciuto dalla storia perché fece nascere la Chiesa Anglicana, di cui si fece proclamare capo, si sposò 6 volte e perché ebbe il potere più assoluto tra tutti i re britannici.
Il 24 giugno 1509 nell’Abbazia di Westminster viene incoronato insieme alla moglie Caterina D’Aragona, Enrico VIII.
1491 Henry VIIINei primi anni del regno Enrico VIII era considerato da tutti un re molto affascinante, bello, di buona cultura, generoso con i suoi sudditi e propenso al dialogo. Solo negli ultimi anni di regno divenne molto grasso, crudele e tiranno.
Nei primi anni Enrico VII fu affiancato dal vescovo Richard Fox e negli anni successivi dal Cardinale Thomas Wolsey. Quest’ultimo ebbe una forte influenza su Enrico VIII, specialmente quando l’Inghilterra decise di far parte della Lega Santa promossa da papa Giulio II, per cercare di ridimensionare la campagna espansionistica del re di Francia Luigi XII. Alla Lega Santa ne fanno parte anche l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Massimiliano I ed il re di Spagna, Ferdinando II. Dopo vari tentativi per assediare le città di Tournay e di Thérouanne, l’Inghilterra nel 1514 decide di far pace con il re di Francia.
Quando muore il re di Francia, Luigi XII il suo successore fu Francesco I che dichiara subito guerra a Carlo V, Imperatore d’Austria. Ma nel 1520 Francesco I temendo la forza dell’esercito imperiale, cerca di stringere un’alleanza con Enrico VIII che però fallisce, perché Enrico VIII decide di stringere un’alleanza con Carlo V. Infatti quando iniziò il conflitto tra la Francia e l’Austria, Enrico VIII sostenne Carlo V mandandogli la marina inglese.
Nel frattempo Enrico VIII era afflitto dal fatto che la moglie Caterina non riuscisse a dargli un erede maschio. Caterina diede alla luce due maschi che però morirono subito, ed una femmina, Maria. Per paura di non avere eredi maschi, Enrico VIII decide di chiedere al papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio. Decisione non facile visto che Caterina è la zia dell’Imperatore d’Austria.
Papa Clemente VII visto la situazione delicata non riesce a prendere una decisione adeguata anche perchè il rischio era di scontentare la Spagna.
L’anno successivo Enrico VIII prende la situazione nelle sue mani elaborando “l’Atto di Supremazia” dove afferma la sua volontà di diventare il Capo Supremo della Chiesa britannica.
Il Parlamento inglese vota a favore dell’”Atto di Supremazia” e quindi nel 1532 Enrico VIII diventa il capo della Chiesa inglese.
Sempre nel 1532 Thomas Cranmer diventa arcivescovo di Canterbury e Tommaso Moro prende il posto di Wolsey.
Tommaso Moro rifiuta di annullare le nozze e di confermare la supremazia di Enrico VIII sul Papa e sulla stessa chiesa Cattolica e per questo verrà condannato a morte per tradimento.
L’anno successivo Enrico VIII sposa Anna Bolena e Cranmer grazie ad un atto emanato mesi prima dove dice che la chiesa inglese è autonoma nelle decisioni nazionali, riesce ad annullare il matrimonio con Caterina ed a riconoscere ufficialmente quello con Anna Bolena.
Il distacco tra la Chiesa inglese e quella romana diventa sempre più grande, Cromwell con l’appoggio di Enrico VIII riesce a far accettare una legge che espropria alla Chiesa cattolica di Roma, i monasteri e le terre posseduti in Gran Bretagna.
Anche la seconda moglie Anna Bolena, non riesce a dargli un erede maschio e mette alla luce solo una femmina, Elisabetta ( 7 settembre 1533); per questo Enrico VIII inizia a frequentare la nobile Jane Seymour. Dopo poco tempo il re condanna a morte Anna per adulterio e cospirazione (1536). Il giorno dopo della decapitazione di Anna Bolena, Enrico VIII sposa la sua terza moglie Jane Seymour che riesce a dargli il suo tanto desiderato erede maschio, Edoardo. Purtroppo Jane muore dopo 12 giorni dal parto a causa di febbre puerperale.
Nel 1540 seguendo il consiglio di Cromwell, Enrico VIII sposa la principessa tedesca Anna di Clèves ( gennaio 1540). Ma dopo un brevissimo e litigioso matrimonio ( mai consumato) Enrico VIII lascia Anna ottenendo il divorzio.
Si sposa per la quinta volta con Caterina Howard, ma anche questo matrimonio è destinato a finire. Infatti dopo un po’ (1542)  Caterina viene condannata a morte per adulterio, insieme al suo amante.
Nel 1543 Enrico VIII si sposa per la sesta volta con la vedova Caterina Parr, una nobile di notevole intelletto e cultura.
In quest’ultimi anni di regno Enrico VIII riuscì ad unire il Galles alla Corona inglese ed a conquistare l’Irlanda, diventando anche il Capo Supremo della Chiesa irlandese.
Aumentò anche il potere del Parlamento, concedendo dei privilegi alle due Camere.
Caterina rimase al fianco del re fino alla sua morte e riuscì a farlo riavvicinare alle sue due figlie femmine, Maria e Elisabetta, inserendole di nuovo nella linea dinastica per la successione del trono. Enrico VIII muore a Londra il 28 gennaio 1547, a causa di una ferita molto grave riportata dopo un incidente a cavallo.
Il suo successore fu il suo unico erede maschio, Edoardo.

Edoardo VI (il re bambino)

Alla morte di Enrico VIII sale al trono il suo erede maschio, con il nome di Edoardo VI.
Portrait of Edward VI of EnglandEdoardo VI sale al trono nel 1547 a soli 9 anni, sotto la reggenza dello zio Edward Seymour, duca di Somerset e fratello della amata terza moglie di Enrico VIII, Jane Seymour( fece costruire la Somerset House). Il periodo di reggenza del conte di Seymour fu caratterizzata da una politica instabile, a causa soprattutto della guerra in essere contro la Francia e in contemporanea con quella tesa a dominare la Scozia. ( quì il Re Giacomo V morì lasciando come unica erede Maria Stward).
Nei pochi anni di regno di Edoardo VI, fu approvato il “Book of Common Prayer” (Il libro delle preghiere comuni), per sostituire il messale di rito romano e che ebbe ruolo di diffondere negli anni la nuova pratica religiosa con elementi luterano-calvinisti.
Edoardo VI molte volte cercò di costringere la sorella Maria di rinunciare alla sua fede per il cattolicesimo e quindi di sospendere le sue visite in Chiesa per la messa. Ma Maria non rinunciò mai alla sua fede e per questo i loro rapporti non erano buoni. Invece i rapporti con la sorella Elisabetta erano migliori, perché era una protestante.
Nel 1550 Edoardo VI si ammala e tutti i suoi consiglieri iniziano a preoccuparsi se alla morte del re, fosse succeduta la sorella Maria che avrebbe sicuramente abolito tutte le riforme contro il cattolicesimo. Anche Edoardo VI, pressato anche dal conte di Warwick che nel frattempo si era liberato di Edward Seymour, stipulò un testamento dove nominò come suo successore Giovanna Grey, nipote di Maria Tudor e nuora di Warwick. Jane era la figlia maggiore del marchese di Dorset, al terzo posto nella successione dopo Maria e Elisabetta.
A soli 16 anni, il 6 luglio 1553 Edoardo VI muore e Lady Jane Grey sale al trono. Ma solo dopo 9 giorni la vera legittima erede al trono ( per testamento di Enrico VIII e per diritto di nascita) Maria, con il suo esercito riesce ad arrestare e giustiziare Lady Jane Grey, riprendendosi il suo trono.
Nel 1553 sale al trono con il nome di Maria I. ( era la figlia di Caterina d’ Aragone e di Enrico VIII)

Maria I (la cattolica o la sanguinaria)

Mary I by Master JohnAppena salita al trono Maria I annunciò l’intenzione di volersi sposare con il figlio di Carlo V d’Asburgo, il cattolico Filippo II di Spagna. Agli inglesi questo matrimonio non entusiasmava, perché temevano che Filippo avrebbe usato il loro paese in guerre che non le spettavano.
Thomas Wyatt nel 1554 organizzò una rivolta per togliere il trono a Maria I, per darlo alla sorella Elisabetta. Ma il piano fu scoperto e Maria I imprigionò Wyatt torturandolo nella speranza di farsi dire se anche sua sorella fosse coinvolta. Anche se Wyatt non menzionò mai il nome di Elisabetta, Maria I la imprigionò per un periodo nella Torre.
Il 25 luglio Maria I sposa Filippo II di Spagna nella Cattedrale di Winchester. Ma Filippo II non era molto attratto dalla moglie quindi passò con lei pochissimo tempo; inoltre il loro matrimonio non portò nessun erede, perché Maria I non rimase mai incinta.
La delusione di Maria I nel non aver avuto nessun erede, la sfogò nella religione decisa a far ritornare in Inghilterra il cattolicesimo. Mandò al rogo tantissimi protestanti, ben 274 persone, e per questo venne chiamata Maria la sanguinaria. C’è da dire però che questo genere di comportamento era lo stesso usato da Enrico VIII e dallo stesso S. Tommaso Moro che mise al rogo diversi protestanti. Quindi diciamo che ad essere sanguinario e crudele era proprio quell’ epoca, dove la vita umana contava meno di niente.
Il suo regno non fu soltanto sanguinario, infatti introdusse un nuovo sistema monetario, che rimase in vigore fino alla fine del XVIII secolo, il suo matrimonio diede nuove vie commerciali; cercò di fermare l’inflazione, di aiutare i più poveri e affrontò le diverse crisi che colpivano il mercato. Riuscì ad allacciare rapporti commerciali con la Russia, con gli Stati baltici e con l’Africa. Il suo vero obiettivo era il ritorno dell’ Inghilterra a Roma, cosa che non le riuscì per l’ avvento di Elisabetta.
Il 17 novembre 1558 Maria I muore. il suo successore fu la sorella Elisabetta.

Elisabetta I (la regina vergine)

Durante l’incoronazione di Elisabetta I avvenuta il 17 novembre 1858, molti vescovi cattolici che erano stati nominati da Maria I, si rifiutarono di presenziare alla cerimonia. Fu il vescovo Carlisle Owen Oglethorpe a celebrare l’incoronazione, ma quando cercò di inserire delle parti cattoliche Elisabetta I se ne andò.
Darnley stage 3Agli inizi del suo regno Elisabetta I pubblicò due provvedimenti, “L’Atto di Supremazia” e “l’Atto di uniformità del 1559”, che approvavano ufficialmente la nascita della Chiesa anglicana con Elisabetta I come Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra.
Elisabetta I non si sposò mai, anche se sia il Parlamento e sia il Consiglio privato volevano che prendesse marito, per non lasciare il regno senza nessun erede, quindi la fine della dinastia Tudor. Da ogni parte del mondo arrivavano proposte di matrimonio, ma tutte rifiutate.
Nel 1558 l’ex marito di Maria I, Filippo II di Spagna manda contro Elisabetta I l’Invincibile Armata comandata da Alonso Pérez de Guzmàn. Ma nonostante l’esercito spagnolo fosse più numeroso di quello inglese, a causa del brutto tempo nella Manica ed a una buona abilità del conte di Nottingham e di Francis Drake nel gestire la situazione, Elisabetta I ha la meglio.
Il suo regno durò 44 anni venne ricordato come età dell’ oro,  grazie alla successiva propaganda che faceva riferimento in particolare al culto di Gloriana, della Regina Vergine, della raggiunta pace religiosa e della vittoria sulla Invincibile Armata spagnola. Ricordiamo che nel 1570 con la bolla Regnans in ExcelsisPapa Pio V aveva dichiarato Elisabetta scomunicata e deposta.
La su politica  interna ed estera fu da tanti definita disastrosa; le finanze raggiunsero i minimi storici senza una politica reale che potesse risanarle anche a causa di un sistema fiscale allo sfascio e di una amministrazione altamente corrotta.
D’ altra parte alcune cose nella vita quotidiana sotto i lunghi 40 anni di regno elisabettiano, dovevano pur migliorare: per esempio cresceva il sistema abitativo e ormai era divenuto quasi normale per una fascia sempre più ampia della popolazione, abitare in piccole case con ambienti separati: i contadini avevano così 2-3 camere contro un unico ambiente nel 1500 spesso condiviso con gli animali; molti potevano contare su una cucina e su un cammino interno; piccoli proprietari avevano case con 5-6 ambienti diversi. Si dava sempre maggiore attenzione anche agli arredi interni.
Tra le classi più agiate, sorsero grandi dimore in stile gotico medioevale alcune delle quali sono ancora oggi visibili e dove si vede la ricerca della privacy negli ambienti interni come mai prima di quel momento. L’ esempio da cui molte ricche dimore presero spunto era indubbiamente la bellissima Hampton Court, residenza di quasi tutti i Tudor, a iniziare da Enrico VIII.
Nel periodo elisabettiano notevoli furono anche i miglioramenti tecnici nel campo dell’ arte ( ricordiamo le miniature di Hilliard) e della musica che poteva avvalersi del mecenatismo regio e nobiliare. La Letteratura inglese in questo periodo poteva contare su personaggi del calibro di Edmund Spenser con il suo poema”La Regina delle Fate” dedicata proprio a Elisabetta; senza dimenticare pensatori e filosofi come Tommaso Moro e l’ influente Erasmo o il grande teatro elisabettiano con William Shakespeare e Marlowe con il loro quartier generale nel Globe Thatre.
Cresceva l’ istruzione e l’ alfabetizzazione anche spinti dalla voglia di conoscenza sempre più sentita anche dalle classi meno abbienti.
Il 24 marzo 1603 al Palazzo di Richmond, Elisabetta I muore senza aver nominato nessun erede al trono.

Con la morte di Elisabetta I finisce il regno dei Tudor, subentrando al trono la dinastia Stuart con Giacomo VI di Scozia, figlio della defunta Maria Stuarda. ( ricordiamo anche che Elisabetta, tanto era ossessionata da complotti papisti, che fece condannare a morte nel 1587 la cattolica Maria Stuarda, tenuta prigioniera in Inghilterra per diversi anni).

La dinastia dei Tudor

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