Gli Style Council e Paul Weller

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Gli Style Council di Paul Weller

La fortuna di scrivere sulla musica anni ’80 è che, di tanto in tanto, ci si imbatte in dei veri e propri “mostri sacri”: è il caso di Paul Weller, parlare del quale mi incute una sorta di timore reverenziale, un’ansia di non riuscire a far arrivare il personaggio nelle sue innumerevoli sfaccettature artistiche e musicali.
La mia analisi, trattando gli 80s, riguarderà il suo percorso artistico all’interno degli Style Council, gruppo raffinato dal sound soul-pop/jazz che, nonostante ciò, non mancherà di farsi portavoce dei mali di cui la Gran Bretagna soffriva all’epoca, dal razzismo alla disoccupazione.
weller-watson-STYLE-COUNCILGli Style Council nascono, in realtà, dalle ceneri del mitico gruppo punk anni ’70 dei Jam, sui quali ci sarebbe veramente molto da scrivere e che, per questo, mi auguro di vedere presto all’interno della sezione dedicata a quegli anni…
Nel 1982, quindi, dopo pochi mesi dallo scioglimento dei Jam, Paul Weller insieme al tastierista Mick Talbot e al batterista Steve White fonda questa nuova band.
Nel 1983 esce il loro primo album Introducing The Style Council che, nonostante un paio di buoni singoli come Speak Like A Child e Long Hot Summer, sarà solo una sorta di prova generale prima del successivo Café Bleu, considerato il vero capolavoro della band. Di questo disco veramente notevole fanno parte brani come You’re The Best Thing (grande successo del 1984), Headstart For Happiness e Dropping Bombs On The Whitehouse; da citare anche l’originale My Ever Changing Moods.
Il buon successo di pubblico e di critica porta alla nascita di un nuovo filone musicale denominato “cool inglese” e alla partecipazione della band al progetto “Do They Know It’s Christmas” del quale abbiamo già ampiamente parlato e del quale parleremo ancora tra breve in occasione del trentennale del mitico concerto dal vivo che ne fece seguito: il Live Aid!
Nel 1985 Paul Weller&Co. Centrano un altro bersaglio con l’album Our Favorite Shop di stampo fortemente R&B grazie anche alla presenza della brava corista Dee C. Lee che Paul sposeràTheStyleCouncill’anno successivo: imperdibile l’ascolto di Walls Come Tumbling Down e Shout To The Top.
Il 1986 porta la band alla registrazione di un album dal vivo (Home and Abroad: Live) e di un singolo (Have You Ever Had It Blue) che sarà incluso nella colonna sonora del mitico film musicale (che vidi al cinema non meno di quattro o cinque volte consecutive) “Absolute Beginners” di Julian Temple.
The Cost The-Style-Council-YoureTheBestThingOf Loving (1987) a causa del suo livello piuttosto mediocre, porta pubblico e critica ad ipotizzare circa un prossimo scioglimento della band la quale inizialmente sorprenderà tutti con la pubblicazione nel 1988 dell’album estremamente ambizioso Confessions Of A Pop Group (un insuccesso!) concludendo, poi, con lo scioglimento definitivo dopo che la casa discografica respinse il loro lavoro successivo Modernism – A New Decade.
La raccolta di Singoli The Singular Adventure Of The Style Council chiuderà definitivamente la loro esperienza.
Come dicevo inizialmente, Paul Weller conserva una sua personale peculiarità artistica non solo per le esperienze all’interno di Jam e Style Council ma anche e soprattutto per come ha saputo coltivare fino ad oggi la sua crescita da solista, qualificandosi a tutti gli effetti come precursore del brit-pop, fenomeno di massa degli anni ’90 (inutile citare Oasis, Pulp, etc.) che ha scalato le classifiche di mezzo mondo lasciando un’eredità ed un seguito di fans affezionati come poche volte nella storia della musica.  ( by Luisa Volpicelli)