Luca Zingaretti pronto a incantare Londra con la sua “Sirena”

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Non c’è nulla di peggio per un attore, nell’essere ricordato per un solo personaggio interpretato. Nonostante in carriera ne vanti altri dieci, cento, mille. E’ il caso di Luca Zingaretti che per il pubblico inglese sarà sempre e solo il Commissario Montalbano. Da quando, cioè, la BBC ha acquistato la celebre serie televisiva dalla Rai, trasmettendola ogni settimana da qualche anno a questa parte, registrando oltre il milione di audience a puntata.

La cosa mi onora tantissimo – ha detto l’attore incontrato a Londrasoprattutto perché la serie è stata acquisita da una televisione, la BBC, che storicamente è molto più attenta a quello che produce, rispetto a quanto prodotto in giro per il mondo. Quindi, essere stati oggetto di loro attenzioni, ben ripagate dal record di ascolti, non può far altro che piacere”. Tant’è che Zingaretti è forse uno dei personaggi italiani più riconoscibili e riconosciuti in Inghilterra, a dimostrazione del fatto che ogni qualvolta passeggia per le vie di Londra, non c’è occasione che un suo ammiratore lo fermi giusto per ricere conferma dei propri sospetti. “Sorry… sorry. Are you Commissario Montalbano, Mr Zingaretti!?”.

Luca Zingaretti con il direttore dell’Istituto italiano di cultura di Londra Marco Delogu

Perché questo successo? – prova a immaginare Zingaretti -. Credo perché sia unico e rappresenti un territorio unico. E tutto funziona per questa particolare alchimia. Mi immagino un Montalbano a Londra… no, non credo funzionerebbe, sarebbe pessimo. Questo commissario va bene così, perché Andrea Camilleri (l’autore della serie di libri a lui dedicati) lo ha reso unico, come detto in precedenza. Grazie all’ambiente che lo circonda, a quegli equilibri a dei particolari codici e rapporti che solo in quel luogo possono coesistere, e in nessuna altra parte del mondo”.

Però, come detto, Luca Zingaretti non è di certo solo il Commissario Montalbano, quanto molto di più. Compreso un lettore d’eccezione per una rappresentazione molto attesa in Inghilterra, in scena stasera a Oxford e domani a Londra: “La sirenatratta dal racconto “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’attore dà voce e corpo ad una storia intensa, scritta da Tomasi di Lampedusa poco prima della morte, trasmettendoci la ricchezza della poesia della terra siciliana. E’ la confessione di un professore e del suo amore vissuto in giovinezza con una sirena, creatura che per quella sua “bestiale gioia di esistere, una quasi divina letizia” diviene metafora della vita come impossibilità di accettare piaceri giudicati inferiori. Tutto avviene attorno a un caffé, e lì che l’anziano professore incontra un giovane giornalista, confrontandosi e discutendo sulla vita. E sui suoi contrasti: amore e eros, gioventù e vecchiaia, sogno e realtà, cinismo e fantasia.

In particolar modo, lo spettacolo di Londra di domani sera, venerdi, è inserito in una più ampia programmazione dedicata alla Sicilia; “La sirena” fa parte infatti della mostra dal titolo “Sicily: culture and conquest”, in programma fino al prossimo 14 agosto presso il British Museum. L’Istituto italiano di cultura di Londra, e in particolar modo il direttore Marco Delogu, hanno lavorato per fare in modo che alla mostra, che sta riscuotendo un successo incredibile, venisse accostato uno dei personaggi/attori che ad oggi, forse più di ogni altro, ben rappresenta quei luoghi. Da qui nasce l’idea di portare “La sirena” nella capitale inglese.

E’ un’opera che mi commuove. Sempre. Non c’è volta che al termine della rappresentazione, non si crei in me qualcosa – racconta Zingaretti -. Perché non racconta solo della vita, ma è proprio Vita. Avere un confronto così forte, intenso, non può lasciare nessun indifferente”.

L’opera di Tomasi di Lampedusa raccontata da Zingaretti è stata in tourné in Italia ma anche all’estero, prima di approdare in questi giorni nella capitale inglese. E’ proprio in queste occasioni che l’attore ha evidenziato quanto possa essere affascinante il Bel Paese. “Intendiamoci – aggiunge – non è che ci fosse bisogno che la cosa venisse evidenziata, è sotto agli occhi di tutti quanta ricchezza culturale l’Italia vanta. Ma, vedere come il pubblico all’estero, quasi ti invidia per quello che rappresenti, per il luogo dal quale provieni, ecco, forse in questo caso ti viene in mente quanto noi siamo poco bravi a valorizzarci, e quanto invece siano molto pià capaci a farlo all’estero”.

Per informazioni sullo spettacolo di domani si può cliccare qui