La geniale e provocante schizofrenia di Alexander McQueen ora in mostra al V&A di Londra

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Quando si varca l’ingresso non si attraversano i primi metri di una esposizione, ma si entra nel cervello di una persona. Quelle che sembrano pareti sono in realtà contenitori di pura immaginazione. La sensazione non è quella di osservare l’esterno che ci avvolge attraverso i nostri occhi , bensì dall’intero di questa testa, spiare tutto ciò che ha potuto creare, attraverso i due globi oculari. Quelli di Alexander McQueen.

Alexander McQueenSavage Beauty, il titolo dell’esposizione, per altro la più vasta dedicata al fashion dal Victoria & Albert Museum di Londra, è un mondo che esplora la mente di McQueen, considerato uno degli stilisti più stravaganti e irriverenti che la cultura inglese abbia fino a oggi partorito, capace di scioccare con le sue creazioni estreme, e di incarnare quel sogno che, forse proprio grazie all’influenza e all’ispirazione della capitale inglese, permette a qualsiasi persona di diventare qualcuno. Alexander McQueen, prima di morire suicida all’eta di 41 anni, era proprio un “qualcuno” a livello mondiale.

Già una retrospettiva nel 2011 del Metropolitan Art Museum di New York mise a nudo, in un luogo solo, tutto quel concentrato di fantasia e genialità, ma anche schizofrenia (come si autodefiniva) che caratterizzò la vita personale e professionale di McQueen, ed ora è la volta di uno dei più celebri musei di Londra, omaggiare un “figlio” della propria terra.

10._Installation_view_of__Platos_Atlantis_gallery_Alexander_McQueen_Savage_Beauty_at_the_VA_c_Victoria_and_Albert_Museum_LondonQuello che emerge fin da subito, varcando la soglia dell’area dedicata a Savage Beauty, che il V&A non ha semplicemente allestito una mostra, ma ha voluto creare quella sensazione di viaggiare all’interno della mente di McQueen. Spostandosi da una zona all’altra del suo cervello, si viaggia in realtà tra quelle zone di materia grigia dove era racchiuso il suo animo più sensibile e romantico, poi quello più oscuro, gotico, quindi lì dove la sua fantasia è tornata a uno stato primordiale, quasi animalesco, fino a riemergere dalle profondità più buie della sua mente inseguendo un puntino di luce composto di pura energia. Forse, qui, uno dei momenti massimi di Alexander McQueen che, nell’esposizione del V&A si trasforma in uno splendido angelo che volteggia libero nell’aria. Angelo che corrisponde alle fattezze di Kate Moss.

In totale la mostra presenta più di 200 completi e accessori, il più grande numero di pezzi disegnati da McQueen e collaboratori mai visto assieme. I pezzi vanno dalla raccolta postlaurea del 1992 di McQueen alla Central Saint Martins School, ai suoi disegni finali dell’ultima collezione del 2010, completati dopo la sua morte. Riprodotta anche una grande stanza dei giochi (o un nuovo angolo della sua mente): una sorta di armadio gigantesco che mette in mostra i disegni prodotti da McQueen in collaborazione con alcuni compagni creativi, come il gioielliere Shaun Leane e il cappellaio Philip Treacy. Presentate in una galleria a doppia altezza, intervallati da filmati di quasi tutte le sfilate di McQueen, vengono mostrati circa 40 oggetti aggiuntivi che non sono mai stati precedentemente visti assieme.

INFO: Savage Beauty, dal 14 marzo al 2 agosto www.vam.ac.uk

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8._Installation_view_of_Voss_Alexander_McQueen_Savage_Beauty_at_the_VA_c_Victoria_and_Albert_Museum_London

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