Il Parlamento inglese sta sprofondando, e non per le imminenti elezioni governative

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Westminster sta letteralmente sprofondando. La storica casa del Parlamento inglese nel cuore di Londra sta pian piano cedendo sotto il peso delle tonnellate di pietra di cui è composta. La notizia già da un po’ che era nell’aria, ma ora quella che sarebbe potuta essere una ipotesi, è diventata una certezza.

Il problema è dato da danni strutturali che Westminster ha subito nel corso dei secoli in occasione di importantia accadimenti storici che non gli hanno mai dato vita facile: tra i tanti segnaliamo i due grandi incendi, il primo nel 1529, il secondo nel 1834, e poi i bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale. In tutti e tre i casi si dovette letteralmente ricostruire da capo la struttura centrale dato che era stata completamente distrutta.

Man mano che il tempo è passato, però, molti problemi tecnici sono venuti allo scoperto, tra impianti ormai antichi, e esigenze di rendere più sicure le circa 1000 stanze di cui Westminster è composto.

Non ultimo, il fatto che il Parlamento è stato realizzato sulle sponde del Tamigi e anche questo sta influenzando il fatto che la struttura anno dopo anno sta cedendo per via di un terreno sottostante sempre meno solido. Sono, infatti, sempre più frequenti gli allagamenti dei piani inferiori che stanno indebolendo la base di pietre.

House Of Commons Speaker Warns Of Extensive Renovations Needed At Houses Of Parliament

Una delle parti esterne di Westminster al centro di lavori di ristrutturazione

Una delle idee proposte è quella di spostare tutti i componenti della Camera dei Lord e dei Comuni nel vicino Queen Elizabeth Conference Center, per altro sede dei Casa Italia durante le olimpiadi inglese del 2012. Certo è, che il progetto generale prevede un drastico restauro dal costo di circa 4 miliardi di sterline, quasi 5 miliardi e mezzo di euro, che interesserà non solo la modernizzazione di antiquati impianti idraulici ed elettrici ma anche la rimozione di strutture in amianto, che potrebbe farlo rimanere chiuso fino a cinque anni dalla partenza dei lavori.

L’allarme è stato lanciato, si calcola che almeno per un’altra manciata di anni, circa venti, i componenti del Parlamento potranno ancora rimanere lì. La questione al centro dell’attenzione è, però, se conviene andare avanti ristrutturando pezzo dopo pezzo, anno dopo anno, o far uscire tutti in una volta sola e dare via a un unico generale progetto di restauro.

Tempo per rifletterci su ce n’è, anche se non molto, ma quanto basta per cercare di salvare uno dei simboli storici della capitale inglese che vanta una storia di quasi 1.000 anni, dato che la prima pietra venne posizionata nel 1035.

Dimenticavamo, il rinnovo del Parlamento inglese avverrà con le elezioni nazionali di giovedì prossimo 7 maggio, ma queste ovviamente non hanno nulla a che vedere con il resto della storia.