Paul Strand, il grande fotografo in mostra a Londra

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Paul Strand: Photography and Film for the 20th Century

Con la sua collezione di oltre 500.000 fotografie risalente al 1856, il Victoria and Albert Museum è senza dubbio il più antico archivio fotografico del mondo. Una collezione che di recente è stata allargata dall’ acquisizione della serie Outer Hebridis del fotografo americano Paul Strand (1890-1976).

Contemporaneo del più famoso e acclamato Ansel Adams (1902-1984), Paul Strand era un personaggio molto particolare. Socialista convinto, nutriva un interesse spirituale per il benessere di tutte le culture, genti e razze – cosa che lo portava spesso ad indignarsi e ad entrare in conflitto con persone ed istituzioni, soprattutto quelle americane.

Wall Street, New York, 1915 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Wall Street, New York, 1915 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Cosa che accadde puntuale quando, nel 1954, venuto a conoscenza dell’impellente sorte degli abitanti di South Uist, isola dell’arcipelago delle Ebridi al Nord-Ovest della Scozia, le cui tradizioni e lingua gaelica erano minacciate da quello che, ai suoi occhi, era un ennesimo esempio dell’aggressivo militarismo della NATO (gli Stati Uniti pensavano di utilizzare l’isola come campo prova per i nuovi missili nucleari), Strand decide di fotografare la comunità dell’isola per preservarene la memoria. Ciò che ne segue è un magnifico libro fotografico, Tir un Mhurain (1954). Tuttavia, la sua presenza sull’isola in un periodo il cui la Guerra Fredda era al suo culmine, unita alle sue idee marxiste (cosa che gli aveva messo l’FBI alle costole), fa sì che per anni gli Stati Uniti vietassero la pubblicazione del libro. Il fatto poi che, per ragioni tutte sue, Paul Strand si fosse intestardito a far stampare il libro nella Germania dell’Est non fu d’aiuto alla sua causa…

Con queste referenze, non sorprende che ancora oggi Paul Strand non sia conosciuto come merita. Un’ingiustizia a cui il Victoria and Albert Museum spera di porre rimedio con una la grande retrospettiva dedicata a questo grande fotografo americano dal titolo Paul Strand: Photography and Film for the 20th Century.

Nato a New York al tramonto dell’Ottocento, Strand studia alla Ethical Culture Society  School della megalopoli americana, un istituto fondato nel 1880 con lo scopo di sviluppare negli studenti idee socialmente progressiste. E’ in occasione di una gita scolastica che Strand visita per la prima volta la galleria d’arte 291 gestita dal grande fotografo modernista Alfred Stieglitz (1864-1946), la cui guida fa sì che Strand si avvicinasse, nel corso degli anni, allo stile grafico e modernista che lo contraddistingue. Basta guardare l’iconica Wall Street 1915 – i passanti ridotti a semplici macchie scure le cui ombre, così elegantemente delineate, completano armoniosamente le torreggianti masse dell’edificio circostante – per vedere all’opera quel Modernismo che tanta influenza avrà su un altro grande americano, Edward Hopper (1882-1967). Le sue immagini delle strade di New York, con la sua umanità varia ed eventuale, sono così evocative che gli si perdona il fatto di aver adottato trucchi degni di un reporter scandalistico (come l’utilizzare una lente nascosta per scattare foto agli ignari passanti) per ottenere il suo scopo. Ma nonostante lavorasse in strada e all’aperto, Paul Strand non si considerò mai un fotoreporter, preferendo le lunghe esposizioni e il lavoro in studio alla velocità e all’immediatezza della street photography.

Sea Rocks and Sea, The Atlantic, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Sea Rocks and Sea, The Atlantic, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Sebbene sia stato anche un regista cinematografico, Strand è tuttavia perlopiù noto per le sue suggestive immagini in bianco e nero, progetti immensi che lo hanno portato dalle Ebridi al New England, dalla Romania alla Francia, al Nuovo Messico e al Ghana e che raccoglie in libri fotografici. I volti tranquilli dei suoi soggetti – pastori, operai, contadini e pescatori, come il giovane Angus Peter MacIntyre, fotografato a South Uist nel 1954, emanano una luminosa dignità che emerge dall’asprezza della loro vita quotidiana. Ma Strand fotografa anche paesaggi e gli umili oggetti quotidiani – una finestra rotta, una porta aperta, briglie e finimenti per animali, una roccia e dei rami secchi – immortalandoli con tale precisione ed esattezza che per un attimo sembra quasi possibile sentire i suoni, gli odori, i profumi, i colori di quel mondo.

Sebbene non sia mai stato ufficialmente un membro del partito comunista, Strand non nascose mai le sue simpatie marxiste, circondandosi per tutta la vita di amici e collaboratori socialisti o appartenenti al Partito, cosa che non gli rese la vita facile nell’America dei primi anni Cinquanta, in preda al fervore anti-comunista istigato dal senatore repubblicano Joseph Raymond McCarthy (1908-1957). Eventualmente, stanco di essere perseguitato per le sue simpatie politiche e di essere accusato di essere una spia sovietica, nel 1949  Strand ne decide di trasferirsi in Francia, nel villaggio di Orgeval, dove visse fino alla sua morte avvenuta nel 1976.

The Family, Luzzara The Lusetti, 1953 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

The Family, Luzzara The Lusetti, 1953 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Una delle più celebri collaborazioni di Paul Strand fu quella con il nostro Cesare Zavattini (1902-1989) che l’americano conosce nel 1949 a Perugia durante il convegno internazionale Il cinema e l’uomo moderno. Zavattini, del quale Strand condivide le simpatie comuniste, gli suggerisce per il suo prossimo progetto Luzzara, il suo paese natale, un piccolo borgo rurale in provincia di Reggio Emilia noto per l’industria casearia, i cappelli di paglia e le briglie per cavalli e per essere apertamente “Rosso”. Strand non si fa pregare e nella primavera del 1953 passa oltre cinque settimane a fotografarne gli sconcertatati abitanti (non capitava spesso di trovarsi al cospetto di un americano comunista negli anni Cinquanta) impegnati nella loro vita quotidiana .

Ciò che ne risulta è il magnifico libro fotografico Un Paese (Portrait of an Italian Village) (1955), con racconti dello stesso Zavattini. In copertina è The Family (1953), forse una delle immagini più emblematiche create dal fotografo americano. Si tratta dei cinque fratelli Lussetti che, a piedi nudi, posano con la madre (il padre comunista era stato picchiato a morte dai fascisti) davanti alla porta della loro casa e che Strand aveva conosciuto grazie a Zavattini. Sembrano usciti da un quadro di Piero della Francesca, o da una scena di Ladri di Biciclette: le loro espressioni calme e dignitose cariche dei taciti traumi di chi ha molto sofferto durante la Guerra e il Fascismo.

Per Paul Strand la fotografia è un processo artigianale che vede ogni foto come l’unione perfetta di luce e composizione. È un processo lento, lentissimo e le sue fotografie richiedono una grande attenzione da parte dello spettatore. Prendetevi il tempo per farvi assorbire dai volti dei suoi soggetti, perdervi nelle consistenze dei suoi paesaggi e nella magia del suo mondo.  Perché quelle di Paul Strand non sono solo fotografie, ma piccole opere d’arte attentamente costruite.

2016, scritto da Paola Cacciari

Paul Strand: Photography and Film for the 20th Century 

Londra// fino al 3 Luglio 2016

Angus Peter MacIntyre, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Angus Peter MacIntyre, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Victoria and Albert Museum

Vam.ac.uk/paulstrand

Ingresso £9

 

Didascalie

Wall Street, New York, 1915 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

The Family, Luzzara (The Lusettis), 1953 © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Sea Rocks and Sea, The Atlantic, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation

Angus Peter MacIntyre, South Uist, Hebrides by Paul Strand, 1954. Victoria and Albert Museum, London © Paul Strand Archive, Aperture Foundation