Prezzi delle case alle stelle? A Londra la soluzione è vivere in una chiatta. Lo hanno fatto già in 10.000

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Se in Italia ancora persiste la figura del “bamboccione” a Londra sta prendendo il sopravvento quella dei “boat boys“.

Stessi problemi ma metodi differenti nell’affrontarli. In comune i “bamboccioni” e i “boat boys” hanno l‘impossibilità a sostenere i costi di un affitto o un mutuo che gli possa permettere di andare via da casa dei genitori, soprattutto ora che nella capitale britannica i costi degli affitti sono schizzati alle stelle: un appartamento in una zona decentrata con una sola camera, living con cucina, bagno e spese incluse arriva anche a 1.500 sterline di affitto, circa 2.000 euro, mentre uno studio flat (un unico ambiente dove dormire, mangiare e vedere la tv, più il bagno) nel nuovo quartiere residenziale di Battersea Park parte da 450.000 sterline se si decide di acquistarlo.

Inoltre una recente indagine pubblicata dall’Evening Standard ha fatto emergere che per sostenere i costi di un mutuo per acquistare una casa dal costo medio (circa 550.000 sterline) bisogna quantomeno far leva su un salario di circa 100.000 sterline annue (quasi 130.000 euro netti), dando anche un 20% di anticipo. Insomma, i giovani italiani e quelli londinesi condividono gli stessi problemi, ma li affrontano in maniera differente: i “bamboccioni” rimangono con i genitori, si sa, i sudditi di Queen Elizabeth culturalmente predisposti ad abbandonare il nido già a 18 anni, se non possono mettersi un tetto di cemento sopra alla testa, ne scelgono uno di legno. Ossia se ne vanno a vivere dentro una barca o meglio in una narrowboat.

In una delle circa 5.000 ormeggiate lungo i quasi cento miglia di canali che ci sono a Londra, tutti collegati al Tamigi. A riportarlo è la ricerca della società governativa “London Assembly” che ha analizzato il fenomeno, per nulla incoraggiante. Visto che le barche in questione sono vecchie chiatte risistemate per l’occasione dove anche intere famiglie sono state costrette a trasferirsi per via dell’affitto più alla mano, circa 600 sterline al mese per una intera chiatta. O dove ragazzi laureandi pur di non stare sotto al tetto dei genitori, hanno deciso di vivere a costi che si aggirano in media sulle 200 sterline al mese per una stanza di pochi metri quadri, senza depositi e senza agenzie di intermediazione. Poi c’è anche chi crede sia un buon investimento come un genitore che per 30.000 sterline ha comprato e risistemano una chiatta/casa per sua figlia in vista di poterla rivendere magari in età adulta e guadagnarci qualcosa. E’ stato calcolato che ad oggi sono circa 10.000 coloro che a Londra si sono trasformati in “boat people” e il numero, secondo gli ultimi dati, tende a crescere sempre di più. Il vantaggio è quello di avere un proprio spazio a prezzi ragionevoli, se paragonati al resto del mercato, lo svantaggio è dettato dalla restrizione delle comodità che alcune volte arriva al minimo sindacale. La scelta è ovviamente soggettiva, certo è che sia “italiani bamboccioni” o “boat boys londinesi”, la crisi generale sta colpendo tutti indistintamente, sia nelle città italiane dove si annaspa per arrivare a fine mese, sia in quella più ricca del mondo. E anche la più costosa, narrowboat a parte.

E voi ci vivreste in una narrowboat?

Chiatta Londra

Interno di una chiatta a Londra