Quarant’anni di movimento Punk. A Londra 2016 di celebrazioni

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Storia del movimento Punk a Londra

Quarant’anni di cultura Punk, celebrati da chi, proprio quel movimento, lo ha visto nascere fino ad esplodere a livello mondiale. Parliamo di Londra, e di questo speciale 2016 che sarà interamente dedicato proprio a quello che per molti, agli inizi, era considerato semplice rumore, fastidio, momento di ribellione, messo in scena da un gruppo di ragazzi che volevano andare contro tutto e tutti. Insomma, qualcosa che sarebbe durato non molto, giusto il tempo di diventare adulti e mettere la testa a posto.

Sex Pistols

I Sex Pistols

E invece quei ragazzi, che corrispondevano al nome di Clash o Sex Pistols, da lì a poco sarebbero diventati icone del movimento Punk che avrebbe fatto poi parte della storia mondiale nei decenni a seguire. Era il 1976 e i Clash cantavano “London calling to the faraway towns”, mentre i Sex Pistols pubblicavano il loro primo singolo “Anarchy in the U.K.” di quello che sarebbe rimasto il loro unico album, “Never Mind the Bollocks”.

Bastò poco e la voce si sparse, varcando i confini. Questo momento di rottura musicale e culturale catturò adepti anche dall’altra parte dell’oceano, dove grazie a The Stooges e Ramones si iniziò a diffondere anche negli States: era l’inizio del Punk a Stelle&Strisce.

Ma il Punk è soprattutto un fenomeno culturale e di costume, se si pensa che il look di Johnny Rotten, voce dei Sex Pistols, venne costruito a tavolino dal manager musicale Malcolm McLaren nel negozio d’abbigliamento “Sex” di Londra, gestito con sua moglie, la stilista Vivienne Westwood.

Dalla storia passata, a quella più recente, ossia ai 12 mesi che Londra ha in cantiere, dedicati proprio a celebrare la cultura Punk, in tutte le sue forme ed espressioni. Obiettivo, oltre che ricordarne radici e momenti topici, esplorare l’influenza che ha avuto sul cinema, sulla musica, sulla cultura, sulla società e sulla politica in quasi mezzo secolo di trasgressioni e di incidenza sulla moda e sui comportamenti dei giovani di allora.

Il primo ad aprire le danze, in tutti i sensi, è stato il The 100 Club che, così come 40 anni fa, anche oggi ospita band seguaci di questo movimento, ora chiamate sullo stage in occasione del Resolution Festival che andrà avanti ancora per alcune settimane. Non solo i locali ma anche musei, come la British Library o The Photographers’ Gallery; ed ancora l’etichetta indipendente Rough Trade e il Roundhouse saranno solo alcuni dei miti e dei luoghi che faranno parte della festa che durerà per tutto il 2016.

Per rimanere sempre aggiornati: www.punk.london

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