Quanto sono sicure le case in cui abitiamo? Cresce la paura dopo l’incendio della Grenfell Tower

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Il caso della Grenfell Tower accende le polemiche sulla sicurezza degli edifici a Londra.

L’incendio divampato nella Grenfell Tower mercoledi scorso, nel quale hanno perso la vita anche due giovani italiani, ha sconvolto Londra. Il bilancio è drammatico. Ad oggi si contano 12 vittime, 68 feriti  di cui 18 ricoverati in gravi condizioni. Un bilancio che è destinato ad aggravarsi. Proteste contro il sindaco Sadiq Khan e Theresa May, responsabile dei tagli alla spesa pubblica durante il mandato del governo Cameron. Oggi ispezioni in tutta l’Inghilterra in edifici simili alla Grenfell Tower.

Le fiamme sono divampate nelle prime ore di mercoledi mattina, un grattacielo di 24 piani a ovest di Londra, nel quartiere di West Kensington. L’incendio scoppiato al secondo piano, si è esteso velocemente arrivando fino al 24esimo piano in meno di 24 ore.  Al momento la polizia britannica sta indagando sul come l’incendio si sia esteso cosi velocemente in questo grattacielo costruito negli anni 70 ma restaurato solo l’anno scorso. Sulla carta grattacieli come il Grenfell sono progettati e costruiti secondo precise norme di sicurezza, con l’uso di materiali isolante e resistenti a episodi del genere. L’incendio di mercoledi che ha trasformato il Grenfell Tower in una torcia di fuoco è stato qualcosa di mai visto ma che probabilmente, poteva essere evitato.

Da quanto si apprende, lo scorso Marzo, Ronnie King, membro del gruppo parlamentare relativo a sicurezza e procedure antincendio, racconta che il governo ignorò le sue raccomandazioni in seguito ad un incidente simile avvenuto nel 2009. Si fa riferimento ad un incendio scoppiato nel Lakanal House, un edificio a sud di Londra, dove persero la vita sei persone. Nel rapporto, King suggeriva di rivedere alcuni normative e dettagli dal punto di vista urbanistico. Ma il Parlamento ignorò le sue segnalazioni.

A quanto pare, in Inghilterra, su 200 abitazioni almeno una è un grattacielo. A Londra è diverso. Con 8 milioni di persone vivere in un grattacielo è la normalita. Dato il poco spazio che offre il territorio, si tende a costruire in verticale. Su settecento palazzi, almeno cinquecento sono stati costruiti tra gli anni ’50 e ’70. Molti di questi, in particolare quelli di proprietà del Comune, sono in cattivo stato e non rispettano gli standard di sicurezza. L’incendio del Greffel ha messo in allarme le persone che abitano in edifici di questo tipo.

L’architetto Douglas Murphy denuncia le norme e il materiale usato per le ristrutturazioni, in particolare nei palazzi destinati a persone con un budget basso. Il modo in cui i contratti sono sottoscritti è uno scandalo. Da quanto si legge, Murphy è convinto che l’obiettivo principale di molte imprese è quello di completare il lavoro nel minor tempo possibile e per pochi soldi. Questa politica è dannosa per la sicurezza delle persone.

Su Twitter si legge che già dal 2013, il GAG, il comitato dei residenti, non si sentiva al sicuro nella Grenfell Tower. I residenti lamentavano scarsa sicurezza, nessuna procedura di evacuazione e la mancanza dell’allarme antincendio.  Gli estintori non venivano controllati da molto tempo e c’era solo un’uscita di emergenza, stretta, dalla quale i Vigili del fuoco non sarebbero mai riusciti ad entrare e salvare i residenti dei 24 piani. Inoltre, più gli abitanti del palazzo avevano segnalato delle irregolarità nell’energia elettrica in particolare delle scintille e del fumo proveniente dalle prese elettriche. Si presuppone che la causa dell’incendio sia stata proprio la presa elettrica di un frigorifero presente in un appartamento al secondo piano. Allarme che nessuno ha potuto attivare mercoledi scorso, giorno della tragedia. Segnali di allarme ignorati dalla Kensington and Chelsea Tenant Management Organization, società proprietaria dell’edificio, per ben 4 anni.

Nel Luglio 2016, la Grenfell Tower è stata poi soggetta a ristrutturazione. Un intervento costato circa 10 milioni di sterline. Il nuovo rivestimento avrebbe contribuito al far divampare velocemente l’incendio che ha letteralmente avvolto la struttura dell’edificio, in meno di 24 ore, non lasciando scampo agli abitanti. E’ quanto affermano alcuni architetti. A sua discolpa, lo Studio E Architects, che si è occupato del progetto, dichiara di aver utilizzato del materiale a norma e antincendio. Purtroppo, i fatti hanno dimostrato il contrario. Secondo alcuni esperti, rivestimenti simili sono stati utilizzati alcune in altre palazzi della città perchè economici. Ora la domanda sorge spontanea: quanto sono sicure le case in cui abitiamo?

Dopo il disastro, accade sempre così, le autorità stanno sgomberando centinaia di persone che vivono nelle diverse centinaia di grattacieli simili al Grenfell Tower.
Disagi che dovranno affrontare migliaia di persone perchè le loro case, quelle comunali, vengano messe a norma; la prima cosa che si sta facendo è l’ eliminazione radicale dei rivestimenti in plastica, causa principale della propagazione delle fiamme. La speranza è che le decine di morti della tragedia del Grenfell Tower, contribuiscano a dare maggiore garanzie alle migliaia di persone che abitano questi edifici.
Si tratta di case comunali, council flat, distribuite in tutte le zone della città, in maniera “democratica” dalle zone più ricche a quelle più povere, secondo il principio di non “ghetizzare” le persone più disagiate. Fortunatamente la maggior parte delle case comunali sono bassi caseggiati ( 3-4 piani al massimo) e non grattacieli come quello diventato tristemente famoso per l’ incendio.
Molti di questi sono stati venduti dal comune negli anni passati ai primi assegnatari che le hanno riscattate e di seguito sono entrate a far parte del mercato immobiliare inglese e di Londra in particolare. Questo ha consentito una miglior cura degli appartamenti da parte dei proprietari privati e dello stesso comune che pensa agli aspetti condominiali e agli spazi di uso comune.
Oggi alle council flat puntano coloro che vogliono acquistare casa a Londra ma non hanno grandi risorse. Rispetto al mercato immobiliare ” normale” si possono trovare appartamenti a partire da 300.000 sterline anche in zone centrali della città. Questo permette anche ai lavoratori della classe media di acquistare casa anzichè pagare affitti esorbitanti.
Ora ci saranno maggiori controlli da parte delle autorità locali e da parte del governo centrale, perchè sia garantito il diritto alla casa ma anche la sicurezza dei suoi abitanti.