Remembrance Sunday

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Remembrance Day , commemorazione dei caduti e ricordo della fine della prima guerra mondiale

 

E’ segno che si avvicina il Remembrance Day, una data che in Italia, almeno un tempo, era addirittura festa nazionale. In Gran Bretagna, la data che segna la fine del I° conflitto mondiale è l’11 novembre, perché fu in questo

Remembrance day, novembre a Londra

Remembrance day, novembre a Londra

giorno, e precisamente nel 1918, alle 11, che fu dichiarato l’Armistizio. Il Remembrance Day (Giorno della Commemorazione dei Caduti in Guerra) è una tradizione molto sentita nel Regno Unito ( come in Francia e nel Belgio). Nacque come data in cui ricordare e onorare il giorno in cui cessò ufficialmente la Prima Guerra Mondiale e i militari morti in quella tragica guerra. I poppies ( i papaveri rossi ) vengono appuntati sui baveri delle giacche, sulle cravatte, nei taschini delle camicie, su borsette e anche tra i capelli. L’armistizio della Prima Guerra Mondiale infatti iniziò alle 11 del mattino del 11 novembre 1918. Ogni anno viene quindi celebrata questa data con due minuti di silenzio.

Ma perchè proprio i papaveri rossi sono il simbolo di questa celebrazione?
Questi fiori erano gli unici a crescere attorno ai corpi dei soldati caduti nei campi di battaglia della Francia settentrionale e del Belgio, più precisamente nella regione delle Fiandre. Sono citati anche in un poema di John Mc Crae e sono quindi diventati un simbolo dei morti in guerra. Nel 1921 la Royal British Legion organizzò la prima vendita di remembrance poppies.

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Questa tragedia coinvolse 28 nazioni provocando oltre 17 milioni di morti tra militari e civili di ambo i fronti. Nacque per un “pretesto”: l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede dell’Impero Austro-Ungarico, e di sua moglie avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo da parte di uno studente bosniaco.
Per celebrare questo giorno è stata creata un’installazione intorno alla Torre di Londra, più precisamente nel suo fossato. E’ stato scelto proprio questo luogo perché proprio li si era tenuto il giuramento ufficiale di quasi 2000 uomini facenti parte del 10° Battaglione del Reggimento Reale di Fucilieri. L’opera consiste in una marea di papaveri in ceramica, ben 888.246, corrispondenti ai militari britannici morti durante la Grande Guerra.
La musica è da sempre uno strumento di denuncia sociale e molto spesso le canzoni si sono trasformate in un inno per intere generazioni.06

La guerra di Piero di Fabrizio de Andrè, fa parte di quella categorie di canzoni denominate: “Canzoni contro la guerra”, e questa struggente e profonda canzone ne è un chiaro esempio.
“Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi (…)
Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue”

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Non è certo un caso che i papaveri rossi si ritrovino così in tante canzoni contro la guerra: tradizionalmente, soprattutto nel mondo anglosassone. Ad esempio, in Gran Bretagna, nell’Armistice Day, tutti portano un papavero rosso all’occhiello. Ma la cosa sembra risalire a ad un tempo lontano: si narra che Gengis Khan, l’imperatore e condottiero mongolo che conquistò il più grande impero che la storia abbia mai visto, portasse sempre con sé dei semi di papavero che spargeva sui campi di battaglia dopo le sue vittorie, in ricordo e rispetto di coloro che vi erano caduti, ed anche per “segnare”, con il colore di quei fiori, che là si era svolta una battaglia e il “ rosso” rappresentava il sangue di tante vite spezzate e cadute in battaglia, ma anche un “nuovo” sangue che dopo questa battaglia, avrebbe dato vita ad altre vite, in un periodo di pace e di speranza.

Simone Palermo