Samuel Pepys

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Samuel Pepys, il più famoso diarista di tutti i tempi

Sebbene a rigore non si tratti di un uomo di lettere e la sua cospicua attività culturale non sia precipuamente oggetto di studio letterario, ciononostante Samuel Pepys, amministratore delle flotte navali e membro del Parlamento, costituisce una di quelle personalità forti e carismatiche, senza la quale la comprensione del secolo XVII sarebbe parziale e incompleta, dal momento che egli fu il testimone oculare dei tre più grandi eventi della storia d’Inghilterra nel Seicento (la vittoria navale sul Dutch, Pepys portrait by KnellerGrande Peste di Londra  del 1665 e il Grande Incendio di Londra), che trascrisse con acribia e straordinaria dovizia di particolari nei suoi famosi Diari. E appunto come il più famoso diarista di tutti i tempi, o iniziatore di questo nuovo genere “letterario”, è ancora ricordato negli annali della storia e della cultura non solo inglesi. Samuel Pepys nacque a Londra nella Salisbury Court, in Fleet Street il 23 febbraio 1633, figlio del sarto John Pepys, e di Margaret Kite, figlia di un macellaio di Whitechapel. Sebbene di famiglia alquanto modesta, purtuttavia vantava origini nobiliari. Il suo prozio, Talbot Pepys, fu Membro del Parlamento per il distretto di Cambridge nel 1625; il primo cugino di suo padre, Sir Richard Pepys, fu eletto Membro del Parlamento per il distretto di Sudbury nel 1640, e quindi in seguito venne nominato Barone del Tesoro il 30 maggio 1654 e Lord Supremo di Giustizia in Irlanda il 25 settembre 1655. Samuel fu il quinto di undici figli, ma a quel tempo la mortalità infantile era molto alta sicché egli rimase l’unico sopravvissuto di tutta la numerosa schiera di fratelli. Fu battezzato nella Chiesa di St. Bride il 3 marzo dello stesso anno. Pepys non trascorse tutta la sua infanzia a Londra; per un breve periodo fu inviato dalla famiglia a vivere con una nutrice, Goody Lawrence, a Kingsland, a nord della città. Intorno al 1644 iniziò a frequentare la Scuola di Grammatica di Huntingdon, mentre tra il 1646 e il 1650 continuò la sua formazione culturale nella Scuola della Cattedrale di San Paolo. Nel 1649, all’età di 16 anni, assistette all’esecuzione capitale di Re Carlo I. Nel 1650 fu ammesso all’Università di Cambridge, avendo ricevuto due borse di studio dalla Scuola di San Paolo (forse dovute all’influenza di Sir George Downing, che fu Presidente della commissione dei giudici e per il quale Pepys più tardi lavorò al Tesoro) e una sovvenzione dalla Compagnia dei commercianti. 14BuckinghamStreetPlaque2Nell’ottobre del 1651 fu ammesso al Magdalene College come sizar, ossia studente che percepiva il sostentamento economico direttamente dal College e che allo stesso tempo doveva sottoporsi a lavori servili all’interno della stessa struttura scolastica. Quivi rimase fino al 1654, anno in cui conseguì il suo Bachelor of Arts degree, ossia la Laurea in scienze umanistiche. Nel 1655 Samuel Pepys entrò a far parte della famiglia di un altro cugino di suo padre, Sir Edward Montagu, il quale più tardi fu nominato Primo Conte di Sandwich; sempre nello stesso anno egli sposò la giovane quattordicenne Elisabeth de Saint Michel, una discendente di ugonotti francesi emigrati in Inghilterra, prima secondo il rito religioso il 10 ottobre 1655, e poco dopo secondo il rito civile, il 1 dicembre 1655 nella Chiesa di St. Margaret a Westminster. Nel 1658 si trasferì ad Axe Yard, non molto lontano dall’odierna Downing Street. Ivi lavorò come cassiere del Tesoro sotto George Downing. Il 1 gennaio 1660 Pepys iniziò a scrivere quel famoso Diary, autentico registro di memorie pubbliche e private, che egli compilò fino al 1669, quando dovette interromperne la scrittura a causa di alcuni problemi di riduzione della vista. Intanto i suoi interessi si andavano sempre più concentrando sulla flotta

17 Fleet Street Londra nei ricordi di Samuel Pepys

17 Fleet Street Londra nei ricordi di Samuel Pepys

navale inglese, di cui in breve tempo divenne amministratore e geniale progettista di nuovi modelli di navi. Dal 1660 al 1664 ricevette una serie di incarichi e nomine pubbliche, che lo videro coinvolto in prima persona come amministratore del tesoro nelle colonie inglesi di Tangeri e come negoziatore diplomatico per la Commissione monarchica della Pesca nei mari della Norvegia. Samuel Pepys visse, lavorò e scrisse il suo diario in un periodo di eventi storici significativi, tra cui la Seconda guerra Anglo-Olandese del 1665-1667, la grande peste del 1665, e il grande incendio di Londra del 1666. In molteplici occasioni nel 1667 e nel 1668 apparve di fronte ad una commissione scelta del Parlamento inglese per difendere la contabilità del Ministero della Marina e per persuadere all’emissione di fondi sufficienti al mantenimento della flotta. Insieme alla moglie si prese una vacanza in Francia e Paesi Bassi da giugno a ottobre del 1669, ma al loro ritorno Elisabetta si ammalò, e morì il 10 novembre 1669. Pepys le eresse un monumento nella chiesa di St Olave’s, Hart Street a Londra. Nel 1673 fu promosso Segretario di Commissione del Ministero della Marina, e eletto Membro del Parlamento (MP) per Castle Rising (Norfolk). Nel 1676 fu eletto Master della Trinity House, e all’inizio del 1679 fu eletto M.P. per Harwich. Nel maggio 1679 fu attaccato dai nemici politici; si dimise dal Segretariato per il Ministero della Marina e fu imprigionato nella Torre di Londra con il sospetto di tradimento per carteggi con la Francia. Fu rilasciato a luglio, ma i procedimenti contro di lui non caddero fino all’estate seguente, giugno 1680. Nel 1683 fu mandato a Tangeri per aiutare Lord Dartmouth ad evacuare la colonia inglese Bust of Samuel Pepys, Seething Lane, London EC3 - geograph.org.uk - 1077498locale, e dopo sei mesi di servizio tornò in Inghilterra il 30 marzo 1684 attraverso la Spagna. Nel giugno 1684, ancora una volta ritornato in grazia, fu nominato Segretario del Re per gli affari della Marina, una carica che mantenne fino alla morte di Carlo II nel febbraio 1685 e dopo l’ascesa al trono di Giacomo II. Dal 1685 al 1688 fu attivo non solo come Segretario della Marina, ma anche come parlamentare per Harwich. Fu un leale sostenitore di Giacomo II, e quando costui abbandonò il paese alla fine del 1688, anche la carriera di Pepys si concluse; nel gennaio 1689 fu battuto alle elezioni parlamentari a Carsiche e nel febbraio, una settimana dopo l’ascesa al trono di Guglielmo e Maria, si dimise dal Segretariato. Da maggio a giugno 1689, e nuovamente nel giugno 1690, fu imprigionato con il sospetto di essere seguace del Giacobitismo (di essere seguace di Giacomo II), ma contro di lui non furono mai portate accuse. Dopo il suo rilascio, all’età di 57 anni, egli si ritirò dalla vita pubblica. Dieci anni più tardi, nel 1701, si trasferì fuori Londra in una casa di campagna a Clapham, dove visse fino alla morte, avvenuta il 26 maggio 1703. Non ebbe figli, ma lasciò i suoi beni al nipote John Jackson. Oltre ad essere uno dei più importanti servitori dello Stato, Pepys fu un uomo enormemente colto, i cui interessi spaziavano dalla letteratura alla musica, dal teatro alla scienza. Il suo contemporaneo John Evelyn lo ricorda come “universalmente amato, ospitale, generoso, istruito in molte cose”. Il carattere di Pepys sembra tutto inscritto nel suo motto mens cujusque is est quisque, che può tradursi in “La mente di ogni uomo è ciò che egli è” o più poeticamente, “La mente è l’uomo”. Diary.
Samuel Pepys fu un grande bibliofilo e curò attentamente la sua grande collezione di libri, manoscritti e stampe. Alla sua morte aveva più di 3.000 volumi, compresi i diari, tutti attentamente catalogati e indicizzati. Essi formano la più importante biblioteca privata del XVII secolo sopravvissuta fino ai giorni nostri. In essa ci sono notevoli esempi di incunaboli, manoscritti e ballate. Pepys diede disposizioni dettagliate nel suo testamento, per la conservazione della sua collezione di libri, e quando suo nipote John Jackson morì nel 1723, essa venne trasferita intatta alla Pepys Library del Magdalene College di Cambridge, dove risiede tuttora. L’eredità comprendeva tutte le librerie originali e le sue elaborate istruzioni che “il posizionamento in base all’altezza sia osservato strettamente e, quando necessario, più graziosamente aggiustato”. Tra i pezzi più importanti della libreria sono i manoscritti originali del diario di Pepys. Anche se è chiaro dal contenuto che venne scritto puramente come registrazione personale della sua vita e non per essere pubblicato, ci sono indicazioni che Pepys operò attivamente per conservarlo. Oltre al fatto che scrisse il diario in bella copia partendo da fogli di brutta, egli fece anche rilegare i vari fogli in sei volumi, e li catalogò nella sua libreria assieme agli altri libri, e deve aver saputo che eventualmente qualcuno li avrebbe trovati interessanti. Il Diary di Samuel Pepys fu scritto in una delle molte forme standard di stenografia usate al tempo di Pepys, ma quando il college si interessò al diario, si pensò che fosse cifrato. Il reverendo John Smith venne incaricato

The Cock Tavern 22 Fleet Street

The Cock Tavern 22 Fleet Street

di trascrivere i diari in inglese, e lavorò a questo per tre anni, dal 1819 al 1822, apparentemente senza sapere che una chiave per il sistema di stenografia era conservata nella libreria di Pepys pochi scaffali sopra i volumi del diario. La trascrizione di Smith (anch’essa conservata nella Pepys Library) fu la base per la prima edizione del diario, pubblicato in due volumi nel 1825. Una seconda trascrizione, fatta con la chiave per interpretare la stenografia, ma spesso meno accurata, venne completata nel 1875 da Mynors Bright, e pubblicata nel 1875–1879. Henry Wheatly, prendendo da entrambi i predecessori, produsse una nuova edizione nel 1893–1899, rivista nel 1926 con l’aggiunta di note e un indice. L’edizione completa e definitiva, redatta e trascritta da Robert Latham e William Matthews, venne pubblicata in nove volumi, più due separati di accompagnamento e indice, tra il 1970 e il 1983. Sono disponibili anche diverse versioni concise del testo, in singolo volume. Pepys registrò la sua vita quotidiana per quasi dieci anni, con sorprendente onestà; le donne cui corse dietro, i suoi amici, i suoi affari, sono tutti descritti. Il suo diario rivela le sue gelosie, insicurezze, preoccupazioni, le sue romanze e la relazione irritabile con la moglie. È un importante resoconto della Londra degli anni 1660. Vi si trovano le sue personali descrizioni della restaurazione della monarchia, della grande peste del 1665, del grande incendio di Londra del 1666, e dell’arrivo della flotta olandese e di altri eventi della Seconda guerra Anglo-Olandese (1665-1667). Il suo lavoro gli richiedeva di incontrare molte persone per dispensare soldi e firmare contratti. Egli spesso si lamentava di come “perse il suo tempo” essendosi recato a qualche appuntamento in un locale o una taverna, per scoprire che la persona che stava cercando non si trovava li. Questa era una costante frustrazione per Pepys. Similarmente il diario dà un dettagliato resoconto

La Chiesa di St Bride's dove è stato battezzato Samuel Pepys

La Chiesa di St Bride’s dove è stato battezzato Samuel Pepys

della vita privata di Pepys. Amava il vino e il gioco, e la compagnia di altre persone. Spese inoltre molto tempo nel valutare la sua fortuna e il suo posto nel mondo. Era sempre curioso e spesso assecondò la sua curiosità, così come seguì quasi tutti i suoi impulsi. Era appassionatamente interessato alla musica e componeva, cantava e suonava per diletto. Insegnò a cantare alla moglie e le pagò delle lezioni di danza (anche se queste cessarono quando diventò geloso del maestro di danza). Aveva una visione abbastanza puritana della vita, e periodicamente si riprometteva di dedicare più tempo al lavoro che ai piaceri. Ad esempio, in questa annotazione del 1º gennaio 1661 dice: “Ho nuovamente prestato solenne giuramento di astenermi dal gioco e dal vino…” I mesi seguenti svelano le sue mancanze al lettore, come ad esempio il 17 febbraio, quando scrive: “E qui bevo vino secondo necessità, essendo malato per il desiderio di esso”. Il diario dà un resoconto dettagliato del percorso della vita di Pepys. Leggendolo non si può fare a meno di pensare come tutti noi siamo in fondo uguali. La sua caratteristica frase di chiusura era: “E ora a letto.”
Gaetano Algozino London, South Norwood 28 luglio 2015

Un itinerario interessante sulle orme del Diario di Samuel Pepys è organizzato dalle nostre brave guide italiane a Londra e quindi potete richiederlo inviando email a redazione@londonita.com