Scotland Yard parlerà arabo. Gli uffici dell’intelligence londinese trasformati in appartamenti di lusso

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La celebre sede della polizia metropolitana di Londra, Scotland Yard, icona di memorabili film e romanzi dalle milioni di copie vendute, tra qualche tempo non ospiterà più alcuni degli investigatori più in gamba del mondo, ma alcune delle persone più ricche del pianeta che si godranno una vista esclusiva su Westminster.

I 56mila metri quadrati caratterizzati dal triangolo che gira sulla piazza frontale, sono stati appena acquistati da un fondo di investimento arabo, l’Abu Dhabi Financial Group, che ha speso 370 milioni di sterline, quasi 450 milioni di euro, per accaparrarsi l’edificio di 20 piani, incastrato tra le esclusive strade di Broadway e Victoria.

Ovviamente si è trattata di una trattativa partita da una proposta avanzata proprio dalla Metropolitan Police Service di Londra che aveva annunciato un paio di mesi fa l’intenzione di cedere l’headquarter, e trasferire tutti i suoi intelligence offices in altra sede, lasciando di fatto la sua storica sede all’offerta più interessante e al relativo futuro che l’acquirente avrebbe studiato per Scotland Yard.

Il fondo arabo non si è fatto scappare l’occasione tanto che ha rilanciato l’offerta base di ulteriori 120 milioni di sterline fino ad aggiudicarsi il prezioso immobile il quale ora entra nella lista dei celebri palazzi che proprio in questo periodo sono al centro di trattative a livello internazionale.

Questa di Scotland Yard è solo l’ultima di una serie di acquisizioni “celebri”, dove la celebrità è data non solo dal valore economico della trattativa ma proprio dal valore storico e culturale che le strutture in questione rappresentano. Come il palazzo Lloyds sede degli assicuratori più famosi di tutti i tempi, entrato nelle proprietà di un fondo di investimento cinese. Oppure il Gherkin acquisito poche settimane fa dal miliardario brasiliano-libanese a capo di Safra group che ha lo ha comperato oltre 900 milioni di euro. Negli ultimi giorni ha invece tenuto banco la gara per accaparrarsi Canary Wharf, nella quale è coinvolto il fondo sovrano del Qatar.