Nelle viscere di Londra ogni giorno un mondo prende forma. Ora un video ne racchiudere l’essenza

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Prima lenta, poi veloce, poi nuovamente lenta, quindi ancora veloce fino poi a scemare quando sta per giungere all’orario di chiusura. Questo, il classico andamento della tube di Londra, una delle più grandi al mondo con le sue dodici linee sottoranee, più overground, Drl, ovovie e altro ancora. Ma stavolta, l’attenzione non è tanto alla struttura, quanto alle persone: milioni al giorno che si muovono da un capo all’altro della capitale inglese. E un artista, che corrisponde al nome di Will Gallia, ha ricreato questo quotidiano formicolio, dall’orario di apertura e fino a quello di chiusura, attraverso l’utilizzo dell’oyster card, oggetto simbolo proprio della tube di Londra, oltre che strumento indispensabile.

Quanto emerge dal video di Will Gallia, realizzato grazie ai dati che gli ha fornito la TFL, la società che gestisce i trasporti pubblici, che esistono ovviamente zone più battute e meno battute nel corso della giornata, linee più intasate di altre, così come orari che si trasformano nei classici rush-hour quando conviene farsi una bella passeggiata anziché rimanere bloccati sulle scale in attesa di raggiungere uno dei tornelli di accesso.

tube_mapOltre 500.000 viaggi registrati nel corso della giornata per conto di milioni di persone, compongono i 120 secondi di video. Ogni puntino che si può vedere nel video è una persona che si muove in questa immensa rete sotterranea che in questo 2015 festeggia 152 anni dalla sua fondazione. Inaugurata il 10 gennaio 1863, la Tube di Londra comprende infatti 12 linee e 382 stazioni. Secondo la Transport for London, la società che gestisce la metropolitana, ogni treno percorre circa 123.600 chilometri all’anno, pari a circa 3 volte la circonferenza della Terra.

Gli accessi registrati ogni anno sulla Tube sono 1 miliardo e 171 milioni. La stazione più trafficata è quella di Waterloo, con 57 mila passeggeri che vi transitano ogni giorno nelle tre ore di punta mattutine.

Prima del 1931 la cartina della underground londinese indicava l’esatta posizione geografica delle fermate. Fu Harry Beck, un impiegato della London Underground, a capire che per i passeggeri che si trovassero all’interno del metrò sottoterra non era di grande importanza capire le esatte coordinate geografiche di una stazione, quanto capire quali linee cambiare per raggiungerla

Beck concepì così una cartina schematica, le cui linee potessero andare solo in direzione orizzontale, verticale e obliqua, che rinunciasse alla rappresentazione in scala a favore di una maggiore leggibilità e che riproducesse anche la posizione del Tamigi rispetto alle varie linee. Fu un successo: dalle 500 copie iniziali, ne vennero diffuse, l’anno successivo, 70 mila. L’attuale cartina è un’evoluzione di quella di Beck, anche se nel 2009, con grande disappunto di molti londinesi, dalle mappe è stato cancellato il Tamigi, ma poi introdotto di nuovo gli anni successivi.

Il video di Will Gallia, però, per una semplicità di utilizzo e visualizzazione non fa vedere il Tamigi, ma non per questo perde di intensità emotiva, quando si nota che dalle prime ore di apertura e fino all’orario di chiusura, un mondo intero si sveglia, vive e poi si riaddormenta nelle viscere della capitale inglese.

Cliccando qui si può vedere il video