Alice nel paese delle Meraviglie, in mostra a Londra

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Aperta fino al 17 aprile 2016 la mostra su Alice in Wonderland alla British library per celebrare i 150 anni dalla pubblicazione dell’opera di Lewis Carroll.

150 anni non sono bazzecole. Il mondo cambia alla velocità della luce, si fa la storia e si ha persino il tempo di tramandarla ad almeno 5 differenti generazioni. 150 anni sono sufficienti per osservare il susseguirsi di gusti, opinioni, persone, storie e avvenimenti, che a seconda della moda del momento, rischiano il più delle volte di finire nel dimenticatoio. Stupisce quindi e fa riflettere come, a 150 anni dalla sua pubblicazione, auguriamo ancora buon compleanno ad Alice che, girovagante nel Paese delle Meraviglie ha fatto sognare generazioni di ragazzi e ha appassionato numerosissimi esponenti della cultura, pronti regalare una personale interpretazione del testo.

Era infatti il 26 novembre del 1865 quando il celebre libro di Lewis Carroll veniva pubblicato e quest’anno la British Library, luogo perfetto per parlare di libri che prendono vita, ha deciso di celebrare l’anniversario con una mostra a tema decisamente interessante. Situata in prossimità della grande hall, Alice in Wonderland accoglie i visitatori nel fantastico mondo del nonsense, con un labirinto che rievoca spirali vorticanti e gli episodi più famosi della fiaba. Qualche passo dopo si è pronti per entrare nella tana del Bianconiglio, dove il viaggio nell’immaginario di Lewis Carroll e dei fenomeni che ha generato inizia per davvero.

Dimenticate giochi interattivi, sculture a misura d’uomo e riproduzioni di scenari fantastici: qui regna sovrano il potere della parola, della carta pregna di inchiostro e fantasia e dell’immaginario più fervido, ma siamo certi che sarete stupiti dalla foto della vera Alice (che a voler essere precisi era castana e non bionda) e il primo manoscritto di Carroll corredato dalle prime illustrazioni abbozzate del personaggio. Ed è proprio sullo scrittore che vale la pena soffermarsi un po’.

Lewis Carroll

Figura decisamente discussa nell’ultimo secolo, Lewis Carroll ha subito a fasi alterne giudizi di ogni tipo e ancora oggi resta molto contraddittoria. Ciò che sappiamo è che, all’epoca della pubblicazione dell’opera, Carroll aveva 33 anni ed era un docente matematico a Oxford. Il suo vero nome era Charles Lutwidge Dodgson e aveva l’abitudine di intrattenere le tre figlie di un decano del Corpus Christi College: Lori, Edit e, per l’appunto, Alice Liddell. In un caldo pomeriggio estivo i quattro stavano facendo una gita in barca e Lewiss, nel tentativo di intrattenere le bambine, raccontò loro una storia: quel testo così appassionante colpì tanto l’attenzione della piccola Alice, che lo pregò di scrivere per lei un libro. Il desiderio fu accolto quella stessa sera, quando Carroll cominciò a tessere la trama di Alice nel paese delle meraviglie (curiosità: la prima edizione ancora non ospitava né il Cappellaio Matto né lo Stregatto). Pubblicato due anni dopo, il libro uscì nel 1865, ma i rapporti tra lo scrittore e Alice Liddell si erano già interrotti bruscamente nel 1863 per volere della madre della bambina. Nonostante tutto, l‘autore regalò ad Alice il manoscritto originale che si rivelò per lei un salvavita, visto che all’età di 76 anni, trovandosi sola e in disgrazia, potè metterlo all’asta evitando di finire il resto dei suoi giorni in miseria.

Alice in Wonderland, il libro

Quanto al contenuto del libro, in molti hanno provato a interpretare quello strano mondo di gatti sorridenti, conigli ritardatari, regine perfide e bruchi che fumano il narghilè: un mondo dai tratti psichedelici e visionari, riprodotto sul grande schermo per la prima volta già nel 1903, quando i registi Cecil Hepworth e Percy Stowe realizzarono una pellicola di 12 minuti. Tutti, comunque, siamo cresciuti con la versione Disney e abbiamo apprezzato (forse non proprio tutti) l’adattamento del 2010 di Tim Burton.

Una mostra su Alice in Wonderland a Londra

La mostra alla British Library è la celebrazione di tutto questo: le origini, lo sviluppo, la creazione del mito. A contornarla e conferirle quel tocco in più, i pannelli di indicazioni stradali ‘Non andare da questa parte, vai di qua’, che, nel tipico stile della fiaba indicano al visitatore il giusto verso della mostra e una straordinaria disposizione di materiale ispirato ad Alice. Dalle illustrazioni più antiche, ai poster psichedelici, passando per piccoli giocattoli, tazze, film e barattoli da tè. Vero cuore pulsante restano però il manoscritto originale e la prima edizione del libro, le cui illustrazioni, ad opera di John Tenniel, furono influenzate dall’amico pre-raffaellita di Carroll, Dante Gabriel Rossetti. Tra blocchi di legno incisi con passi dell’opera, lo stile eccentrico vittoriano del libro e la pioggia di riadattamenti riproposti dopo il 1907, allo scadere del copyright è facile intuire la malleabilità di un testo che nelle varie epoche ha assunto significati differenti: veicolo di satira negli anni ’30, metafora del consumismo e delle sostanze stupefacenti dopo gli anni ’60 e, in tempi più recenti, perfetto esempio di avanguardia surrealista dove Alice è il simbolo di una donna multisfaccettata che rivendica la sua identità.

A qualunque di queste correnti e interpretazioni aderiate, resta innegabile lo stupore di scoprire e affezionarsi a un intero mondo di creature stravaganti, tra le quali Alice primeggia, senza tempo e in costante lotta tra il razionale e l’irrazionale, la necessità di crescere e il desiderio di restare ancorati alla propria innocenza. Perché in fondo, come scrive anche Aldo Busi nell’introduzione a Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie: «Questo è il libro che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e poi, improvvisamente, non essere più bambini».

Nota per i visitatori. Vale la pena farsi un giro nel pop-up store dedicato alla mostra: siamo sicuri che troverete tante idee regalo per i vostri amici amanti di Alice!

Alice in Wonderland
aperta fino al 17 Aprile 2016
ingresso libero
The British Library (metro: King’s Cross St. Pancras)
www.bl.uk

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