Birra a 1 sterlina: aprono negli UK i “PoundPub”. E scatta la polemica, per nulla “cheap”

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“God save the Queen” cantano gli inglesi nel loro inno ufficiale. Dio salvi la Regina e se i sudditi potessero scegliere cosa mettere al secondo posto nelle cose che dall’alto dovrebbero essere salvaguardate, sicuramente ci piazzerebbero la loro tanto amata birra.

Ma se l’arzilla capostipite dei Windsor pensa già da sé a tutelarsi dagli acciacchi del tempo che passa, per la Bionda più famosa del mondo sembra che neppure il buon Dio stia riuscendo a fermare i continui “attacchi” che sta ricevendo. Di appena un mese fa la notizia che sono 18 i pub in media che chiudono a settimana nel Regno Unito, lasciando il posto alle catene di supermercati che avanzano spedite.

E ora un’altra doccia fredda si abbatte su uno dei simboli dell’UK: il prossimo mese verrà aperto il primo di una lunga serie di PoundPub, ossia pub che venderanno birra a costi irrisori, tra 1 e 1 sterlina e mezza.

Il primo è previsto a Dovecot Street in Stockton-on-Tees, a seguire ne aprirà un altro a Greater Manchester e via via altri ancora. Dallo spillatore uscirà mezza pinta di Fosters o John Smiths e Strongbow per un pound e una pinta per uno e mezzo; qualche cents in più per altre qualità di birre come l’Heineken e Theakston, oltre a birre in bottiglia non alcoliche come la Becks Blue sempre a un pound, e allo stesso prezzo bevande gassate.

PoundPubOra, per capire come sia possibile tutto questo, ossia da dove scaturisca il guadagno calcolando i margini comunque limitati tra l’acquisto e la vendita della birra, basta spostare l’attenzione ai più celebri negozi di oggettistica varia delle catene “Poundland” e “99p”: arredamenti semplici o, per dirla all’inglese “no frills” (senza fronzoli), portando così all’osso i costi iniziali per far partire l’attività. Secondo poi relazioni dirette e “forti” con i fornitori che, ovviamente, assicurando loro una distribuzione maggiore del prodotto possono ottenere maggiore scontistica nell’acquisto della materia prima e, infine, eliminando totalmente spese per tv via satellite e “distrazioni” varie.

Insomma, ambienti cheap per birra cheap tanto che lo slogan scelto dalla catena “PoundPub” è “more round for one pound”, ossia più giri per una sterlina, dato che una delle usanze sacre degli inglesi è quella che ogni componente di un gruppo di amici debba offrire un giro di birra. Fin quando si è in tre, quattro ci può anche stare. Ma immaginatevi in comitive di dieci amici come si potrebbe trasformare il venerdì o il sabato sera in uno di questi “PoundPub”.

Ed infatti alla notizia del lancio della catena, ecco sollevarsi una serie di considerazioni e polemiche: tra tutte, quella legata al consumo sfrenato di alcol tipico degli inglesi, tanto da essere considerato un’emergenza nazionale che, anche se sembra essere sottocontrollo, nel fine settimana offre il peggio di sé con persone di ogni età barcollanti già dopo il tramonto, ragazze che girano scalze lungo le strade e fiumi di birra e super alcolici che sgorgano fino a notte fonda senza freni.

Guardando l’altro lato della medaglia, c’è chi invece abbraccia con una certa soddisfazione l’idea, tra tutti Mike Wardell, direttore della catena “Pubco Chain”, in procinto di convertire due pub nel nuovo brand a basso costo: “Sarà un ritorno al passato – ha detto – al concetto tradizionale del pub a prezzi accessibili e non un inno all’ubriachezza”. Se il suo pensiero dovesse trovare riscontro, solo il tempo ce lo potrà dire. Nel frattempo “God save the Queen” che tanto, dirlo, non ci costa nulla.

INFO: https://www.facebook.com/oldisaacs e https://twitter.com/PoundPub

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