Cinque notti “di nascosto” all’interno del tate di Londra grazie al robot di un italiano

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A chi non è mai balenata l’idea di introdursi di nascosto in un museo? Di girovagare tra gli enormi stanzoni in compagnia solo dell’eco dei propri passi? Indisturbati da tutto e da tutti, nell’ammirare faccia a faccia la tempesta di Turner, il satana di Blake o il bagno di fango di Bomberg. Passando da un piano all’altro senza che nessun addetto alla sicurezza ti segua con la coda dell’occhio, senza mai attendere il proprio turno in fila di fronte all’opera più richiesta.

Ed è ciò che è possibile fare per cinque notti consecutive in uno dei più famosi musei d’arte inglese al mondo: il Tate Britain di Londra. Da mercoledì e fino a domenica 17 agosto dalle 10 di sera alle 3 di notte, prende il via “After Dark”, un progetto che permette a qualsiasi persona, in giro per il mondo, seduta di fronte al proprio display, tablet, laptop o desktop che sia, di camminare letteralmente all’interno delle stanze del milleottocentesco palazzo sulle rive del Tamigi.

La scelta del nome non è casuale, “After Dark”, dopo l’oscurità, e questo è reso possibile grazie all’utilizzo di un robot nato espressamente per l’esplorazione in notturna, ma riadattato per questo progetto. Uno dei test di guida è stato effettuato Chris Hadfield, celebre astronauta canadese, che dal suo ufficio a Toronto ha pilotato uno dei robot.  Attraverso il sito internet chi vorrà potrà prenotare la propria visita a distanza ma, come anticipato, non sarà una semplice visita passiva all’interno del Tate Britain, quanto si potrà interagire attivamente, controllando il robot e decidendo quale percorso fargli fare, e di fronte a quale opera soffermarsi. Il sistema deciderà, ogni manciata di minuti, di affidare il controllo a un nuovo utente, così per tutta la notte.

“After Dark” è anche il nome del progetto vincitore dell’IK Prize, dedicato a Irene Kreitman signora della filantropia, che premia innovazioni scaturite da singoli, gruppi o aziende, le quali attraverso la tecnologia mettono in connessione i 500 anni di arte inglese e mondiale del Tate, con il pubblico di tutto il mondo e che vanta, tra coloro che hanno deciso a chi assegnare le 70mila sterline di finanziamento, poco più di 87mila euro, anche Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia.

Quest’anno ad aggiudicarselo è stato lo studio di produzione digitale “The Workers” di Londra fondato nel 2010 dall’inglese Ross Cairns e dall’italiano di Roma Tommaso Lanza i quali hanno collaborato a stretto contatto con un altro inglese David Di Duca, designer e ricercatore, e soprattutto con il RAL Space, il Rutherford Appleton Laboratory, che a sua volta lavora per conto dell’agenzia spaziale inglese.

Quattro i robot, ai quali per altro non sono stati assegnati nessun fantasioso nome, predisposti per girare all’interno del Tate e che verranno controllati dal pubblico “da casa” in presa diretta, alti un metro e venti centimetri, dotati di telecamere e faretti orientabili. I quattro sono gestiti da un software che può anticipare eventuali errori degli utenti per non mettere a rischio le opere esposte, ma fino a quel momento ognuno potrà sentirsi libero di essere per pochi minuti l’ospite speciale di uno dei più prestigiosi musei del mondo.

After Dark Tate Britain Londra

After Dark Tate Britain Londra

Da sinistra David di Duca Ross Cairns e Tommaso Lanza Londra

Da sinistra David di Duca, Ross Cairns e Tommaso Lanza

Info: http://afterdark.tate.org.uk/

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