Fabi, Gazzé, Silvestri per due notti padroni di Londra

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Più che un tour per presentare il loro album “Il padrone della festa”, è una celebrazione delle loro carriere che, miscelate sapientemente come solo loro sanno fare, esplode in un evento di musica, emozioni ma anche colori e ricordi. Così come accaduto per due sere di fila a Londra prima al Bush Hall, ambientazione pomposa tra enormi lampadari pendenti e spesse tende rosse di velluto, e poi al Dingwalls, atmosfera underground, soffitto basso, il nero a predominare su ogni cosa, cavi elettrici e casse pendenti in ogni angolo.

In entrambe Niccolò Fabi, Max Gazzé e Daniele Silvestri hanno registrato il tutto esaurito consapevoli che la loro forza da solisti sommata in versione trio, diventa una miscela esplosiva che registra grandi numeri. E così è stato con centinaia di ragazzi che hanno riportato la loro mente ai tanti concerti del passato, vissuti a migliaia di chilometri di distanza, quando in giorni e luoghi differenti hanno cantato e ballato prima con uno, poi con l’altro e infine con l’altro ancora. Ora con tutti e tre insieme.

E le aspettative non sono state per nulla deluse, anche se il rischio non era neppure nell’aria. “Thank you so much!” ripete più volte Gazzé da quei due piccoli stage, così stretti per quei tre rispetto all’enorme palco che li attende al Palalottomatica a metà novembre momento clou dell’imminente tournée italiana che segue questa europea. “Thank you so much! Is there here anybody who doesn’t speak Italian?” chiede Gazzé. Gli risponde un ragazzo, in inglese, ma scherza. E’ un italiano doc, come tutti gli altri del pubblico delle due notti. Londra, stavolta, si mette in un angolo a guardare. Deve lasciar strada ai tre, quasi fossero i tre colori della bandiera verde, bianco e rosso, ad avvolgere ogni cosa in un enorme abbraccio.

Si parte con  “Alzo le mani”, passando per “Monetine” di Daniele Silvestri, “Cara Valentina” di Max Gazzè e “Una buona idea” di Niccolò Fabi. Per ognuna c’è quel tocco di magia data dal contributo degli altri due. Si divertono e fanno divertire: Fabi si alterna tra chitarra e percussioni, lo stesso per Silvestri al piano, mentre Gazzé ama rivestire un ruolo più di direttore d’orchestra sincronizzando note e voce dei fans. Il ritmo sale sempre di più con “Salirò” e “Capelli”… “Che se fossimo stati qui, negli anni ‘60/’70 e la canzone si fosse intitolata Hair – dice Fabi – magari ora sarebbe un inno alla libertà per i figli dei fiori. Ma si chiama “Capelli” è per il festival dei fiori e forse mai entrerà nella storia del rock. Ma ‘sti cazzi, a noi piace lo stesso così!”. E via giù di giro di chitarra e salti della gente e manzi alzati quasi a sfiorare il soffitto.

Spazio anche agli inediti contenuti in “Il padrone della festa”, brani intimi dove l’anima intellettuale dei tre si mette più a nudo, tra tutti “Life is sweet”. La notte è anche questo: riflessione, poesia. Anche se dietro l’angolo c’è sempre l’eterno Peter Pan dei tre a prendere il sopravvento: “Si questi due sono bravini, faranno strada!” scherza Silvestri in direzione dei suoi due compagni d’avventura.  ”Cantiamo di tutto, e scriviamo di tutto. E ora vi dimostro che si può scrivere e cantare anche di cazzate”: annuncia ancora scrocchiando le dita prima di rimettersi di fronte al piano per cantare “Il flamenco della doccia”. Come a significare che se c’è la giusta amalgama tra pubblico e musicisti, tutto il resto non conta. Anche quando “L’amore non esiste” che Fabi chiude con “…ma esistiamo noi 3!” incorniciato nell’applauso del pubblicoal quale il riccioluto romano dedica poi “Costruire”: “Si lo so, è una dedica un po’ paracula, ma ci sta in una notte come questa, insieme a voi che avete deciso di costruire qualcosa lontano da casa”.

Due ore di musica ininterrotta, prima del bis, ormai scontato per ogni live che si rispetti, ma non per il secondo bis per il quale i tre non si sono fatti pregare due volte partecipando con “Cohiba”. Così come all’incontro finale coi fans che, tra autografi e selfie, si è trasformato in un brindisi generale a calici di birra per festeggiare la due giorni londinese.

Perché, a conti fatti, anche per Gazzé, Silvestri e Fabi sono stati due giorni nella capitale inglese all’insegna della spensieratezza girando per mercatini e tour sul Tamigi, fino ad incontrare il sindaco di Camden, il veneto Lazzaro Pietragnoli con il quale hanno parlato di Londra, italiani e politica, per un documentario in fase di realizzazione che li vede direttamente protagonisti, immortalando così in un video quanto di bello i ragazzi italiani all’estero, e non solo a Londra, ma anche Parigi, Colonia, Berlino, Lussemburgo, Amsterdam, Valencia, Barcellona e Madrid, ossia le varie tappe della tournée europea de “Il padrone della festa”, hanno vissuto grazie ai loro tre indimenticabili “amici” musicisti.

L’organizzazione della tournée è stata curata dalla TIJ Events che ha ora in calendario sempre a Londra Caparezza il 12 ottobre al Koko, Brunori Sas il 30 novembre e Tiromancino l’8 dicembre.

Foto Francesco Cardio

Incontro con il Sindaco di Camden. Foto di Francesco Cardio

Silvestri al Dingwalls di Londra

Silvestri al Dingwalls di Londra

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