Harry Potter: A History of Magic

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La British Library festeggia i 20 anni dall’ uscita del primo libro della saga di Harry Potter con una mostra sensazionale e con un libro ad essa dedicato che tratta tutto ciò che riguarda Harry Potter.
Un meraviglioso viaggio nel mondo del fantasy  tra Magia e Mito che porterà  i visitatori ad approfondire e conoscere meglio il mondo di Harry Potter e dei suoi personaggi fantastici: i manoscritti originali della Rowling, testi antichi, documenti inediti, illustrazioni, immagini, filmati e tutto ciò che concerne il Mondo fantastico e forse più reale di quanto possiamo immaginare, del mago più famoso del Mondo.
Mostre, esibizioni, concerti e tanto altro….per celebrare il fenomeno dell’anno.

Harry Potter piace così tanto e non può essere considerato un semplice romanzo di formazione;  perchè ha tutto questo successo?

C’era una volta una donna, Jessica. Passeggiava ogni giorno con sua figlia neonata lungo le strade di Edimburgo e si fermava in un pub dove – approfittando del sonnellino della bambina – scriveva, scriveva, scriveva. Quelle che buttava giù sulla carta, ma non disdegnava neanche i tovagliolini del bar, non erano solo parole in fila. Erano di più: un romanzo. Più che altro Jessica scriveva perché purtroppo non se la passava molto bene: non aveva lavoro e pagava l’affitto con i sussidi di disoccupazione. Scrivere le permetteva di rimanere viva, di non sprofondare nella depressione e nella disperazione che stava attraversando. Quando il suo romanzo fu terminato provò a inviarlo a tante case editrici, ma ben 13 la rifiutarono. Jessica sapeva però che quello poteva essere il suo momento, credeva nella sua storia e così non si perse d’animo. Trovò finalmente l’editore disposto a darle una possibilità. Dopo che il libro uscì Jessica non fu più solo Jessica, ma J.K. Rowling e il romanzo che aveva concepito in un pub era il primo capitolo della saga di Harry Potter, “Harry Potter e la pietra filosofale”.

Da quel momento – era il 1997 – tutto il mondo di Jessica cambiò. J.K. Rowling – così aveva dovuto firmarsi perché le scrittrici di fantasy allora facevano storcere il naso – è diventata una delle donne più ricche di sempre, la saga del mago occhialuto ha venduto oltre 450 milioni di copie in tutto il mondo (venendo tradotto anche in greco antico e latino), così come i vari capitoli cinematografici sono una delle opere più viste di ogni tempo. I sette volumi hanno poi dato origine ad un mondo che ha travalicato quello delle pagine e che è diventato un culto. I 7 capitoli della saga contengono infatti dei valori universali, che hanno importanza non solo da bimbi, ma anche da adulti. Per esempio quello dell’amicizia tra Harry, Ron e Hermione e quello della famiglia, che non sempre è quella biologica ma che ti vuole bene lo stesso e forse di più. E poi ancora i grandi temi dell’amore, della lealtà e della fiducia e anche dell’ineluttabilità della morte e del dolore che non risparmiano nessuno. Non si tratta solo del classico romanzo di formazione ed i personaggi cambiano man mano che crescono e diventano adolescenti così come le atmosfere che diventano via via più cupe ma quasi di persone, nella propria complessità e nelle proprie sfaccettature, esattamente come le potresti trovare nella realtà. Chi è buono è veramente buono fino in fondo e viceversa? Anche nella vita vera l’anima è divisa in tanti pezzettini.

Ad esempio la Rowling è riuscita nell’intento di creare un protagonista con cui a volte non ti ci ritrovi, complice magari quei momenti dell’adolescenza che abbiamo passato tutti. Sicuramente però uno dei motivi per i quali la saga è amata è la sua capacità di creare un mondo fantastico ricco di particolari, un universo fatto da incantesimi anche questi descritti minuziosamente dalla vita nella scuola di magia, al Quidditch, fino ad arrivare al lato oscuro che è dipinto con la stessa abilità di un amanuense. Pezzo dopo pezzo al lettore pare di appartenere a quel mondo, così particolareggiato da toccare con mano, ci entra dentro e finisce per non uscirne più. La saga rappresenta un perfetto esempio di libri che ti costringono ad essere letti, una creazione che non è solo fiction nel senso etimologico del termine ovvero “costruire”, “inventare” ma che si avvicina molto al gioco. E per gioco intendiamo l’invenzione di mondi immaginari pensiamo ad esempio a quelli di ruolo che si arricchiscono di particolari man mano che si procede con la narrazione.

 

Sì, decisamente non si può dire che Harry Potter sia solo un ciclo di avventure per i più piccoli, anche se con loro ha in comune una cosa: la voglia di vivere con la fantasia. Perché, come diceva George Bernard Show: “L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”.

 

 

Harry Potter: A History of Magic
An exhibition to celebrate the 20th anniversary of Harry Potter and the Philosopher’s Stone.
British Library, 96 Euston Road, Londra
Dal 20 Ottobre al 28 Febbraio 2018

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