Il NHS, com’è regolato il sistema sanitario nel Regno Unito?

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Il NHS, com’è regolato il sistema sanitario nel Regno Unito?

Uno degli argomenti cui si deve pensare quando ci si trasferisce in un altro Paese è il sistema sanitario. Spesso non si sa a chi rivolgersi o come muoversi per ricevere assistenza. Il sistema sanitario britannico è regolato dal National Health Service, meglio conosciuto come NHS, che offre assistenza medica a tutti coloro che risiedono in uno dei quattro paesi appartenenti al Regno, Inghilterra, Galles, Scozia e Nord Irlanda.

Il National Health Service, che vige in tutto il Regno Unito, è in vigore dal 5 luglio 1948 a seguito del National Health Service Act del 1946. Il NHS mantiene delle linee guida precise e vigenti in tutti i Paesi del Regno Unito. Nonostante ciò, mantiene una propria fisionomia dal punto di vista organizzativo, finanziario e operativo in ciascuno dei singoli Paesi anglosassoni. Il NHS include anche l’assistenza di primo soccorso, la degenza ospedaliera a breve e a lungo termine, i servizi specialistici come quelli oftalmologici e odontoiatrici.

Per tutti i residenti che intendono trovare un medico di base e ricevere assistenza è consigliabile iscriversi per tempo al General Practioner, detto GP, dell’area in cui si risiede. Per l’iscrizione è necessaria la propria carta d’identità o il passaporto e il proprio indirizzo di residenza. Il consiglio è di cercare il proprio GP il prima possibile in modo da sapere dove potersi recare in caso di necessità e rimanere aggiornati su eventuali novità, orari e visite specialistiche gratuite. Spesso il proprio GP tende a inviare messaggi o comunicazioni importanti relative a programmi di consulenza o screening messi a disposizione dal centro.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’NHS, www.nhs.uk .

Nel Regno Unito è possibile, inoltre, disporre dell’assistenza privata continua parallela all’NHS, finanziata da assicurazioni private, anche se è usata da una scarsa percentuale della popolazione.

Tra i servizi gratuiti a disposizione dei residenti, sia lavoratori dipendenti sia autonomi, vi è anche il ricovero ospedaliero. Altri servizi gratuiti riguardano i casi di emergenza, il trattamento per malattie trasmissibili escluso HIV/AIDS, la cui prima diagnosi è però gratuita e il trattamento psichiatrico obbligatorio. Ogni decisione è presa a discrezione di ogni singolo Ospedale.

IL NHS, il sistema sanitario inglese, è stato più volte messo in discussione a causa di ritardi e alcune inefficienze che a volte fanno rimpiangere la sanità italiana. Il problema è considerato cosi allarmante tanto che, secondo quanto scrive La Stampa, al congresso ESMO di Vienna il sistema sanitario britannico è stato descritto come il peggiore dell’area Ovest. Infatti quasi tre quarti degli Ospedali del Paese non offre garanzie ai pazienti.
Se da un lato il Regno Unito vanta la diffusione delle cure palliative, valutate tra le migliori al mondo, dall’altro l’assistenza sanitaria nel Regno Unito, è giudicata sotto lo standard, con numerosi tagli a servizi essenziali e al personale nonostante l’assunzione di numerosi medici e infermieri provenienti dall’estero.

Per cercare di risolvere tale problema, il NHS ha recentemente adottato una campagna di sensibilizzazione verso i medici e l’estensione dei programmi di screening. L’ente ha inoltre investito sulla qualità del servizio sanitario, riducendo il numero dei centri, e di conseguenza il personale, ottimizzando cosi i costi e puntando su un servizio altamente specializzato anche per ciò che riguarda gli interventi chirurgici.

Decisione che non è stata presa positivamente dai giovani medici, in formazione nell’NHS, che hanno protestato con uno sciopero durato tutto il mese di Aprile. All’origine della protesta ci sono alcuni motivi come l’orario di lavoro sette giorni su sette senza aumento di stipendio e le prospettive di lavoro all’interno del servizio sanitario nazionale inglese. E’ una grana alla quale Jeremy Hunt, ministro della salute dell’attuale governo Cameron, dovrà far fronte, possibilmente prima del voto sul Brexit che a seconda del risultato potrebbe complicare ulteriormente la situazione.

Visto tutto ciò, gli italiani, residenti o no, cercano solitamente di rivolgersi a medici italiani a Londra.
Fino a pochi anni fa, per una qualsiasi visita o per semplici analisi, si rientrava in Italia, tanta era la mancanza di fiducia nel sistema sanitario inglese. Oggi le cose, almeno in parte, sono cambiate; il Sistema sanitario ha fatto dei passi in avanti importanti ( la ricerca è un altro discorso e le università del Regno unito sono sempre state ai vertici Mondiali) e soprattutto ci sono tanti medici provenienti da tutto il Mondo, Italia compresa.
Trovare uno specialista italiano non è difficile e sono tanti ormai giovani laureati italiani che si specializzano nelle università del Regno Unito per poi stabilirsi stabilmente non appena vengono assunti negli ospedali inglesi.
Molti medici italiani svolgono anche la libera professione. In conclusione, in caso di malattia, niente paura!

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