L’arte Giapponese e la sua evoluzione in mostra a Londra

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Sou Fujimoto Architects, House NA, Tokyo, Japan, 2011. Photo Iwan Baan

Sou Fujimoto Architects, House NA, Tokyo, Japan, 2011. Photo Iwan Baan

Se siete amanti dell’arte e del design e volete conoscere quello giapponese, questo evento vi aprirà le porte di un mondo sconosciuto che però in punta di piedi, con eleganza e leggerezza, irrompe nella cultura europea di oggi. Benvenuti alla mostra Giapponese, dedicata all’arte del design, con una riflessione profonda sul concetto di “costruzione armonica leggera” associata alle case giapponesi con un profondo senso di spiritualità, che da sempre contraddistingue questa leggera forma d’arte.

Il design giapponese è un argomento che spesso non viene trattato nei manuali di storia e nel disegno industriale, eppure ha avuto, ed ha tuttora, una grande influenza sui prodotti occidentali; va anche detto che attualmente la produzione proveniente da questa nazione è molto numerosa, specie in campo microelettronico. La tradizione culturale nipponica ha origini molto antiche ed è strettamente legata alla religione professata in Giappone: lo Scintoismo, che negli anni 1100-1200 subì anche alcune influenze da parte del Buddismo portato da monaci cinesi arrivati in Giappone attraverso la Corea. Per l’antica tradizione giapponese non vi è un dio che ha creato la natura, anche il divino nasce con l’universo fenomenico e vi rimane perciò trasfuso.

Da ciò discende l’amore per la materia, i materiali e le materialità ben visibile nell’accurato metodo di realizzazione degli oggetti d’uso e quindi anche nel design. Il design giapponese è differente da quello occidentale: in occidente si parte sempre da un’esperienza etica con l’intento di migliorare le cose e si approda solo successivamente alla ricerca estetica; nella cultura giapponese, invece, l’estetica è già compresa nella natura, rapportandosi in maniera corretta con la natura automaticamente si può ottenere una soluzione anche etica. Questo forte legame con la natura si nota , per esempio, molto bene osservando le case giapponesi nelle quali la natura quasi entra a farvi parte.

Caratteristica dell’architettura nipponica è la leggerezza che riprende l’architettura dei tempi buddisti cinesi. La stessa disposizione interna degli arredi richiama un certo senso di leggerezza partendo dal centro dell’ambiente e ampliandosi verso il perimetro che però non è mai un perimetro perfettamente definito ma aperto verso l’esterno, verso il giardino. Un’altra caratteristica dell’architettura giapponese è il basarsi sulla ripetizione di elementi modulari come il tokung (mensole per il tetto) o il tatami (tappeto la cui dimensione è usata come modulo per progettare), gli elementi sono costruiti separatamente e poi assemblati insieme secondo le esigenze.

Il concetto del fare leggero, piccolo e modulare è applicata anche agli oggetti d’uso; caratteristica peculiare del design giapponese è quindi quella di produrre oggetti anonimi ma molto ben curati. Questo gusto per la miniaturizzazione presente da sempre nella cultura nipponica ha notevolmente avvantaggiato la produzione giapponese in campo microelettronico; l’avvento della microelettronica si sta indirizzando sempre più verso la resa quasi bidimensionale degli oggetti, l’essersi da sempre dedicati alla leggerezza e alle piccole dimensioni ha quindi agevolato i designer giapponesi nell’avvicinamento a questa nuova concezione degli oggetti.

A major new exhibition on Japanese domestic architecture.
Barbican Centre, Silk Street, Londra
Dal 23 Marzo al 25 Giugno 2017 

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