Londra, cultura e accessibilità

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di Eugenio Elia per per Italian Kingdom / Londonita.com

La cultura, con i suoi eventi e con i luoghi in cui si manifestano, ha sempre avuto a Londra un ruolo primario per ogni persona.

Nella capitale inglese è possibile percepire il legame tra lo stato di benessere dell’individuo e la partecipazione ad eventi culturali intesi come parte di un percorso di educazione permanente, di intrattenimento e soprattutto come momenti in cui ci si può sentire parte della società. Le manifestazioni culturali londinesi, infatti, rispondono al bisogno degli abitanti di non perdersi nella moltitudine di etnie e religioni, di non essere soli in mezzo a tanti ma elementi che fanno parte dello stesso organismo.

Per questo motivo, a Londra come in ogni altro posto del mondo, il diritto di accesso alla cultura non dovrebbe essere limitato a nessuno. La cultura è un diritto di tutti e deve soddisfare le esigenze specifiche dei suoi fruitori, come quelle legate alla disabilità di ordine fisico, sensoriale, psicologico o cognitivo che, a loro volta, possono manifestarsi in forme e modi differenti da individuo a individuo.

Se questo diritto viene compromesso a causa di barriere fisiche o percettive, viene a mancare il ruolo che la cultura stessa deve svolgere e che rende Londra uno dei centri più attrattivi del mondo. Se il diritto d’accesso alla cultura è negato o ridotto da condizioni sociali o dell’ambiente fisico disabilitanti, viene compromessa la piena ed effettiva partecipazione su basi paritarie di molte persone. Per maggiori informazioni.

Nell’ambito della fruizione museale, ad esempio, la prima istanza di accessibilità a cui si fa riferimento è quella fisica, in riferimento alla possibilità per tutti di accedere e muoversi in autonomia all’interno degli spazi e dei luoghi in cui si svolgono attività culturali (es. ingressi senza gradini, rampe di comoda pendenza, porte ampie o automatiche, ascensori al posto delle scale).

Un visitatore, all’interno di un museo, vive un handicap non solo perché la sua mobilità è ridotta, bensì perché il messaggio culturale non lo ha raggiunto. Questo significa anche sperimentare percorsi basati sulle diverse forme di comunicazione che facciano ricorso alla multisensorialità per rispettare il diritto di acquisire conoscenza e informazione, attraverso i sensi (udito, vista, tatto, gusto, olfatto). In alcuni musei è  ancora negata, ad esempio, la possibilità di fruire di descrizioni in braille o parlate delle opere, non sono disponibili pannelli, mappe o cartine in rilievo, non ci sono percorsi audio guidati, strisce di segnalazione del percorso museale o visite guidate con personale specializzato ed altro ancora.

Anche le strategie di comunicazione devono essere accessibili per consentire ai fruitori disabili di essere a conoscenza delle potenziali barriere che incontreranno e per supportarli nella scelta dei luoghi da visitare.  Ecco allora che qualunque museo si deve mettere “in ascolto” di un pubblico sempre più differenziato ed eterogeneo, per programmare azioni di miglioramento nella comunicazione dei contenuti e dei servizi per costruire strumenti di dialogo e di fidelizzazione.

In un contesto così delineato, la comunicazione riveste un ruolo fondamentale all’interno della valorizzazione del patrimonio artistico perché può favorire una partecipazione informata in grado di costruire una coscienza critica nei cittadini. In tal senso è importante la formazione del personale addetto al contatto con il pubblico e la scelta dei mezzi comunicativi comprese tutte le tecnologie che, se in alcuni casi possono sembrare invasive, in altri casi servono per avvicinare la cultura a tutti. Per approfondire.

La percezione che ho maturato in questi miei primi mesi di permanenza a Londra è che chiunque lavori in ambito culturale sia consapevole dell’importanza della cultura accessibile e faccia il possibile per promuovere esperienze fruibili da tutti.

Da anni nella città di Londra si sperimentano nuovi modelli di accessibilità culturale e inclusione sociale. Questione di leggi, ma anche di cultura e di buon senso.

Nei prossimi mesi vorrei raccontarvi come Istituzioni culturali come i musei tengono conto delle caratteristiche di tutte le persone, con particolare attenzione alle persone con disabilità e con pluri-disabilità.  Sarà stimolante ascoltare il punto di vista di coloro che intervengono, a vario titolo, nella realizzazione di un evento, dai progettisti delle strutture culturali, ai curatori e in particolare gli artisti, per comprendere come qui a Londra essi considerano le istanze della cultura accessibile nel loro lavoro.

Di fronte a questo sintetico quadro sull’accessibilità culturale, soffermarsi su tutti i principali punti critici è molto complesso. Tuttavia, lo scopo dei prossimi articoli sarà quello di fornire indicazioni utili a coloro che desidereranno pianificare una esperienza culturale o magari anche progettarla.

CON IL SOSTEGNO DELLA ASSOCIAZIONE CULTURALE SINEMÒ.
FOTOGRAFIA DI COPERTINA DI STEFANO BROLI.

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