Italiani che vivono a Londra: l`esperienza di Cristina

0

Italiani che vivono a Londra – Ho il piacere di presentarvi Cristina Carducci, che gentilmente ha accettato di condividere la sua esperienza con noi e alla quale ho rivolto alcune domande.

Ciao Cristina, raccontaci in poche parole, chi sei, da quanto tempo sei a Londra e come mai hai deciso di trasferirti qui?

La mia avventura londinese è iniziata nell’agosto del 2010 quando poco prima di compiere i “trenta” ho deciso che era ora di tirar fuori quel sogno chiuso in un cassetto tanti anni prima, prendere un volo solo andata e vivere un’esperienza diversa, nuova, a Londra. Quell’anno è stato un periodo molto particolare e delicato della mia vita e la difficoltà a trovare un lavoro stabile mi ha dato una ragione in più per mettere le mie skills in valigia e provare ad usarle altrove. Non che non abbia avuto le mie soddisfazioni in Italia. Conseguita la laurea alla facoltà di Sociologia di Roma, città dove ho vissuto dieci anni imparando ad amarla anche nella sua caoticità a volte esasperata, ho lavorato come giornalista per diverse realtà, dalla carta stampata al web. Ho collaborato alla stesura di un libro sul giornalismo a firma di Franco Recanatesi e in tv, durante uno stage a Sky, ho avuto la fortuna di imparare tanti trucchi del mestiere da grandi professionisti come Paola Saluzzi che, umanamente e professionalmente, mi ha davvero dato molto. Li ho capito una volta di più, che l’unica cosa che davvero mi appassionava (e tutt’ora è così) è raccontare attraverso i miei occhi, un pezzetto della realtà intorno a noi. La decisione di partire non è stata semplice ma ho sempre amato le sfide e ho deciso che quello era il momento per mettermi alla prova. Non sapevo cosa aspettarmi ed all’inizio pensavo ad un’avventura di un anno. E così un bel giorno di giugno ho prenotato il mio biglietto solo andata per Londra, decisione di cui non mi sono mai pentita neanche per un secondo

Sei venuta su da sola, conoscevi qualcuno o hai utilizzato il servizio di qualche agenzia, in pratica come ti sei organizzata quando hai deciso di trasferirti a Londra?

Qui è venuto il bello. Un po’ incosciente lo sono sempre stata, devo ammetterlo, così sono partita senza alcun punto di riferimento iniziale. Certo avevo fatto domande ad amici di amici che sapevo erano già oltremanica, ma inizialmente veri e propri “appoggi”, non ne ho avuti. Non fidandomi di varie ed eventuali agenzie che promettevano di trovarmi casa e lavoro, ho preferito andare in esplorazione. Ho quindi prenotato tre notti in un ostello e ho dato il via alla mia ricerca lavoro/casa. C’è da dire che inizialmente il mio inglese era scarsetto, così all’inizio mi sono arrangiata e ho trovato lavoro in un ristorante portoghese dove ho trascorso i primi sei mesi cercando di migliorare il mio inglese il più velocemente possibile. Nel frattempo, un amico di un amico di un amico, mi ha offerto di occupare la sua stanza mentre era via, per darmi il tempo di trovare una sistemazione meno temporanea. Dopo due settimane dal mio arrivo, con molta fortuna devo dire, ho trovato una camera in una casa condivisa con altre persone di diverse nazionalità, ma non italiane. Infatti, uno degli obiettivi che mi ero proposta prima di partire, era quello di vivere e lavorare lontano dai connazionali in modo tale da migliorare più velocemente il mio inglese. Lavoro di giorno, college di sera, i primi tempi sono stati abbastanza duri, ma del resto si sa, Londra è una città che viaggia veloce..

– Qual`e` la tua professione e quanto tempo hai impiegato a trovare lavoro?

Dunque, dopo il ristorante, è stata la volta del bar di una grande catena inglese per poi approdare ad un lavoro più stabile e meno faticoso in un ufficio di cambio valuta. Nel frattempo però, una volta stabilizzata e acquisita una certa fluenza con l’inglese, ho deciso di riprendere la penna in mano e per iniziare ho aperto un blog. A febbraio dell’anno scorso infatti è nato Londrachiamaitalia, una piattaforma online nata dal mio desiderio di condividere con le migliaia di italiani presenti qui a Londra, la scoperta degli angoli più nascosti della città, i mercatini meno turistici, i caffè dove ho trascorso tante ore a scrivere carta e penna i miei pensieri, e mai avrei immaginato che quel blog mi avrebbe portato tanta fortuna. Dopo un paio di mesi infatti, è iniziata la mia collaborazione con Paper Project.it, un web-magazine italiano che mi ha dato l’opportunità di avere la mia pagina su Londra e raccontare anche lì le mie esperienze, la città come la vedono i miei occhi. Da lì, altre collaborazioni, ViviLondra, Cv&Coffee, Trivago e pian piano sto tornando a fare quella che è la mia passione: scrivere. L’obiettivo a cui lavoro insomma, è trasformare la mia passione nella mia occupazione principale.

Quanto ci vuole a trovare lavoro a Londra… Dipende molto, moltissimo dal livello di inglese che si possiede all’arrivo. Poi certo, dipende anche da che tipo di lavoro si cerca. Qui si da molta importanza alle esperienze precedenti, specie su territorio inglese, e il curriculum è assolutamente in un formato diverso dall’Euro Pass che in Italia fanno passare come esser buono ovunque. La competizione è altissima e si va avanti solo se si dimostra di meritarlo. Quel famoso concetto di meritocrazia tanto discusso da noi in Italia, qui è una realtà.. (non è una leggenda metropolitana..). Insomma, credo non si possa quantificare in termini di tempo, ciò che suggerirei io a chi vuol provare a tentar la fortuna qui è di venire con qualche risparmio in tasca così da avere il tempo di cercare il lavoro che si desidera.

Hai trovato difficolta` a inserirti ed ambientarti nella vita sociale di Londra?

Londra non è una città semplice e non lo dico tanto per dire. Culturalmente c’è un grande divario che ci divide e per quanto io sia contro lo stereotipo che vede gli anglosassoni come popolo “freddo”, certo è che sono molto riservati. Ci vuole un certo tempo per ambientarsi e capire quali sono le regole del gioco, come interagire e cosa è meglio evitare piuttosto che non.

Per quanto mi riguarda, a qualche giorno dal mio arrivo a Londra ho contattato una ragazza che avevo conosciuto a Roma attraverso amici comuni, abbiamo stretto amicizia, ora qui è la mia famiglia e lei che viveva già a Londra da un po’ mi ha aiutato molto inserendomi nella sua cerchia di amicizie. Per aprirsi un varco in questa città, bisogna sudare, fare del proprio meglio per superare i propri limiti, in ogni ambito ed anche in quello delle relazioni personali. Bisogna abituarsi a stringere rapporti che sai potrebbero avere una scadenza perché in questa città sono tante le persone che arrivano, quante quelle che decidono di andar via. L’aspetto positivo di questa cosa però, è che alla fine ti ritrovi con mille amici sparsi per il mondo ed è divertente incontrarsi in altre città e magari ricordare insieme i bei momenti trascorsi a Londra. Io sono innamorata di questa città e non so quando e se, sarò capace di andarmene. E’ un po’ come salire su una giostra e non voler scendere mai, ma chiamare un altro giro e poi uno ancora…

Dovresti tornare indietro, lo rifaresti e se si, che cosa cambieresti?

Se tornassi indietro lo rifarei, nonostante non sia sempre stato facile infatti, ho imparato tantissime cose e ho avuto delle opportunità dal valore inestimabile. Questa è una città in cui ogni giorno impari una cosa nuova, conosci un personaggio diverso, scopri in continuazione che il mondo è fatto di mille colori e che tu ancora non li conosci tutti.

Cosa cambierei… Probabilmente partirei prima e frequenterei l’Università qui e non perché la formazione sia migliore, anzi, ma il sistema vigente permette agli studenti di misurarsi con il lavoro prima ancora di conseguire la laurea, rendendoli competenti e competitivi, pronti insomma, ad un mercato del lavoro che è si flessibile ma molto selettivo.

– Hai un consiglio che vorresti dare agli Italiani che vogliono trasferirsi a Londra ?

Non dimenticare che se si viene qui con l’idea di viverci, bisogna esser disposti a fare grandi sacrifici a livello umano, perché infondo non ci si abitua mai ad essere lontani dai propri affetti e perché qui i ritmi sono davvero frenetici; a livello economico, perché questa città ha davvero un costo della vita molto alto, (anche questa, non è una leggenda metropolitana) e a livello sociale perché per crearsi una rete di conoscenze c’è bisogno di tempo.

Credo che la ragione che spinge tanti connazionali a trasferirsi qui, sia l’esistenza di opportunità lavorative. Non a costo di pochi sacrifici certo, ma il fatto che all’orizzonte si intraveda una possibilità è quello che al momento manca nel nostro bellissimo Paese che tanto avaro si è  dimostrato nei confronti della mia generazione e non solo.

Bisogna essere preparati, testardi e pervicaci.
Poi una cosa che mi sentirei di consigliare vivamente è di uscire alla scoperta ogni volta che si può. Londra è un pozzo senza fondo per chi ama conoscere, dall’arte all’architettura, stili di vita, cibi e spezie di tutto il mondo, ogni angolo di questa città ha delle bellezze che aspettano solo di essere colte dall’occhio curioso di chi non si ferma all’apparenza. Non è solo Big Ben e Harrods, Londra è molto di più è può dare tanto a chi non si accontenta di vivere qui ma la città decide di viverla.

Secondo te come vengono visti gli italiani a Londra?

Questa è una bella domanda. Dunque, per quella che è la mia esperienza ci sono ancora molti stereotipi che legano l’italiano alla “pizza-mandolino-mafia (recentemente purtroppo anche al bunga bunga), noi siamo solo una delle mille nazionalità presenti in questa città e non saprei dire se tra le più amate. Ma suscitiamo anche molta simpatia e non capita di rado quando si parla con qualche inglese, di sentirsi chiedere come mai siamo andati via dal Paese più bello del mondo. Insomma, non farei di tutta l’erba un fascio e comunque se si lavora sodo, si è apprezzati a prescindere dalla provenienza.

Qual è il tuo posto preferito a Londra?

Sono tanti i posti a cui sono legata ma quando ho bisogno di tirarmi su il morale o fare una passeggiata a piedi o in bicicletta, magari per schiarirmi le idee, amo andare lungo il Tamigi nel tratto che collega SouthBank a London Bridge, amo osservare i turisti che passeggiano, gli atleti che corrono lungo la riva del fiume, gli artisti di strada e magari fare una capatina alla Tate Modern, la mia galleria d’arte preferita.

In 10 anni dove ti vedi, ancora qui a Londra o…?

La cosa che dico sempre quando qualcuno me lo chiede è che il mio unico piano al momento, è non fare piani a lungo termine. Infondo quando sono arrivata qui, pensavo di fare un’esperienza di un anno, poi son diventati due, poi tre ed ora sono nel quarto.. Non so se avrò mai il coraggio di scendere da questa giostra..Chi vivrà, vedrà..

Un Grazie Speciale a Cristina alla quale auguro personalmente all the best for her future!!

Vivi a Londra, e hai piacere di condividere la tua esperienza qui su Londonita? Contattami

Leave A Reply

Iscriviti alla Newsletter di Londonita

Scarica le Nostre GUIDE IN OMAGGIO, rimani aggiornato. ricevi i nostri regali, le nostre offerte e promozioni

Leggi Normativa Privacy ai sensi del Regolamento UE 2016/679
NORMATIVA PRIVACY

Questo sito utilizza Cookie di terze parti per personalizzare gli annunci pubblicitari e analizzare il traffico in ingresso. Fornisce informazioni ai Partner sul modo in cui utilizzi il sito, i quali potrebbero utilizzarle secondo quanto previsto delle proprie norme. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie clicca su Maggiori Info. Cliccando sul pulsante ACCETTO, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookies. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi