Remembrance Day a Londra

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Il 28 novembre dovrebbe terminare la raccolta dei papaveri ancora rimasti intorno alla Torre di Londra ( buona parte di questi sono stati venduti per 25 sterline l’ uno e il ricavato andrà in beneficenza).
Il legame tra la Remembrance Sunday,( in Inghilterra si ricorda in particolare nella seconda domenica di novembre, mentre nel resto d’ Europa viene festeggiato l’ 11 novembre, giorno in cui venne firmato l’ armistizio nel 1918.) deriva dalla poesia “Nei campi di Fiandra”, dell’ufficiale medico canadese John McCrae.
Il simbolo del papavero venne scelto perché questi fiori crescevano nei campi delle Fiandre dove si sono combattute cruente battaglie con migliaia di morti.
Il colore rosso simboleggia lo spargimento di sangue della guerra di trincea.
Quest’ anno ricorreva il centenario dall’ inizio della Grande Guerra e il popolo inglese e  ha risposto riversandosi in massa a Londra dove miglia di persone si sono concentrate per l’ occasione intorno alla Torre di Londra, fulcro della manifestazione e per l’ occasione circondata da più di 888.256  papaveri rossi, uno per ogni caduto durante la prima guerra mondiale.

Torre-di-londra-con-papaveri-rossi

Questo è quanto scrive a riguardo Cecilia

“Fino a qualche decennio fa, le scuole italiane chiamavano ancora la Prima Guerra Mondiale la IV Guerra di Indipendenza, ignorando bellamente l’enorme complessità internazionale del conflitto. Di fatto, noi italiani siamo entrati in azione solo il 24 maggio 1915, quando il resto d’Europa già versava sangue da un anno. In Inghilterra quindi il centenario dell’entrata in guerra è caduto quest’anno, e, considerando l’orribile balzello di giovani vite sacrificate a una lotta della quale gli storici ancora non sanno spiegare le  vere motivazioni, le commemorazioni sono state numerose e profondamente sentite. Uno dei tributi più suggestivi è l’immenso prato di papaveri di ceramica rossa che è sorto intorno alla Torre di Londra, a memoria dei papaveri fioriti nelle Fiandre sui campi annaffiati dal sangue
dei caduti. Così come il nostro grande Ungaretti scrisse strazianti versi mentre era soldato sul Carso, anche gli inglesi ebbero i poeti della guerra (leggete, se potete, le tragiche rime di Owen e Sassoon). Britten ne musicò le parole nel suo monumentale Requiem di Guerra, che in questi mesi ha risonato in chiese e sale da concerto britanniche. Nuove commissioni della compositrice Sally Beamish e collaborazioni fra l’inglese London Symphony Orchestra e la tedesca Berliner Philharmoniker hanno offerto il loro contributo all’anniversario, mentre una mostra gratuita alla Royal Academy of Music fino al 21 marzo presenta documenti e spartiti del periodo, oltre a strumenti musicali usati nelle trincee, ammaccati dai proiettili e anneriti dal tempo. E poi ci sono le note di Stille Nacht, che i soldati tedeschi cantarono a quelli inglesi durante la notte di Natale del 1914, quando i fanti di entrambi i fronti attraversarono la “terra di nessuno” per una tregua spontanea,  scambiandosi auguri e miseri regali: un gesto di umanità attraverso la musica che rivelò come i nostri migliori istinti possano sopravvivere anche alla barbarie della guerra. Buon Natale!” ( Cecilia Rivers )

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Per questo articolo vogliamo ringraziare per il contributo scritto Cecilia Rivers e per le foto Carolina Coleo e  Enza Larocca

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