William Hogarth

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William Hogart e la borghesia londinese

William Hogarth - Self-Portrait - Google Art Project

Self-Portrait by Hogarth, ca. 1735,

Hogarth è un personaggio molto interessante di cui parlare non solo per le sue dotti artistiche, ma anche perchè rappresenta in pieno quella borghesia che negli anni in cui visse stava affermandosi nel panorama sociale inglese. Conoscere Hogarth vuol dire farsi un’ idea della società inglese e londinese in particolare della prima meta del ‘700
William Hogarth nasce a Londra il 10 novembre 1697 da una famiglia non certo benestante ( il padre era un maestro elementare).
Il giovane Hogarth, tra i tanti mestieri che si troverà a compiere, ancora giovanissimo, ha il tempo di frequentare come apprendista la bottega ( in Cranbourne street)  di un argentiere, Ellis Gamble, dove imparerà l’ arte della incisione e della riproduzione di tante figure in piccolissimi spazi. Imparò bene il mestiere e si mise in proprio iniziando a lavorare su qualcosa di simile alla cartellonistica pubblicitaria, su stampa satirica legata ad eventi mondani ( in alcune di queste stampe satiriche, commentò nel 1721, all’ età di 24,  il più grande scandalo finanziario mai avvenuto nella storia inglese, The South Sea Bubble ) e alla vita di teatro; In questo periodo ebbe un primo lavoro importante che probabilmente gli diede una spinta per i lavori futuri: fu lui a creare le illustrazioni per il Paradiso perduto di John Milton, opera di grande risonanza già in quei tempi.
La svolta la ebbe con la frequentazione dell’ accademia del pittore di corte sir James Thornhill dove perfeziona l’ arte della pittura fino ad allora solo sfiorata. Dopo poco tempo conosce la figlia di Thornhill, la diciannovenne Jane, che sposerà di li a poco senza il consenso della famiglia (William allora aveva superato i 30 anni).
Dopo un periodo di rottura con il suocero e maestro, grazie anche alla suocera riesce a riconciliarsi con la famiglia di Jane. Intanto William Hogarth aveva terminato la sua prima grande opera pittorica “La carriera di una cortigiana” così da lui stesso descritta: “cominciai a incidere e dipingere soggetti morali; un campo mai sfruttato fino a ora in nessun paese, esprimendo temi analoghi a rappresentazioni sceniche“. Nelle 6 tele che compongono l’ opera si narra come in un romanzo la vicenda di una giovane appena giunta a Londra dalla provincia. Come spesso accadeva in quei tempi, la giovane finisce tra le mani di una cortigiana senza scrupoli che la avvia a una vita di prostituzione, toccando tutti i livelli della degradazione fino al carcere e alla morte..
Vedere un’ opera di Hogart è un po’ come sfogliare un libro e “leggerlo” nei suoi più piccoli particolari alla ricerca dell’ invisibile, nascosto dietro una luce appena accesa o una piega di un tendaggio. Il tema della prostituzione allora era molto in voga tra gli artisti di “denuncia” in quanto il fenomeno aveva ormai raggiungo livelli preoccupanti. (fu ripreso anche da scrittori come Henry Fielding, capostipite del romanzo inglese con il suo capolavoro Tom Jones, o da Daniel Dafoe con il suo Moll Flanders uscito nel 1722).
Una delle novità che portò William Hogarth, da vero borghese quale era, fu il modo di far conoscere le sue opere e la sua attività in genere. Ogni sua nuova opera veniva promossa con annunci a pagamento sui giornali. Dava la possibilità di prenotare l’ acquisto mediante delle sottoscrizioni; accompagnava le sue opere con didascalie propagandistiche. Per la”carriera di una cortigiana”,

William Hogarth, Il contratto (dal ciclo Matrimonio alla moda), 1744, Londra, National Gallery

William Hogarth, Il contratto (dal ciclo Matrimonio alla moda), 1744, Londra, National Gallery

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An Election Entertainment, The Humours of an Election series, 1755

raccolse 1200 sottoscrizioni al prezzo di 1 ghinea ciascuna.  Era un realista e quello che veniva fuori dai suoi quadri poteva anche non piacere a chi aveva il palato fine ed era abituato a vedere idealizzate le persone ritratte. Ogni quadro era come una istantanea; una fotografia scattata in un determinato momento che ritraeva tutto ciò che in quell’ ambiente era stato catturato.
Nonostante alcune critiche il successo fu enorme e lo spinse a ideare una seconda serie di 8 tele, dedicata questa volta alla “Carriera di un libertino” ( 1733-1735) ( poi acquistati in un’ asta per 5 sterline dalla moglie di Sir John Soane e oggi prezzo pregiato della collezione del Sir John Soane Museum di Londra).
Le 8 tele raccontano la storia di Tom Rakewell che riceve l’ eredità alla morte del padre per poi dilapidarla nel lusso, nei vizi, nel gioco d’ azzardo fino a venire incarcerato e finire in manicomio.
Nelle 8 tele le varie fasi della vita di Tom vengono riprese con minuzie di particolari che circondano le figure dei protagonisti. Tom, la giovane da lui messa in cinta con la mamma, i sarti, i musicisti, gli adulatori vari che lo affiancano nei momenti della bella vita per essere sostituiti poi dalla vecchia donna che è costretto a sposare per necessità e dai personaggi spaventosi che occupano il manicomio  nell’ ultima tela. Tutto viene ripreso con intenti di denuncia e moralistici:espressioni dei visi e posizione dei corpi, vestiti e accessori vari, arredi e ambiente circostante. Parla dei vizi e delle tentazioni che questi portano ai meno forti. Racconta le conseguenze di una vita licenziosa. Descrive quello che in parte era la società inglese del momento, dove ancora appunto dilaga la prostituzione anche giovanile, il gioco d’ azzardo, l’ alcolismo e la corruzione anche nelle classi più agiate e nello stesso parlamento. Alte opere in serie furono: “Matrimonio à la mode” che si può ammirare alla National Gallery e Il banchetto elettorale al Sir John Soane Museum.
Hogart era un grande artista che aveva capito il modo di promuovere le sue opere e ciò che in quella determinata epoca storica ( siamo in piena epoca Georgiana ), accadeva. Era un precursore della moderna pubblicità e quasi giornalista e reporter di fatti e avvenimenti della vita quotidiana.
Il 15 maggio 1736 il Parlamento emana quella che viene chiamata “Legge Hogarth“: grazie a Hogarth e a un gruppo di suoi amici artisti, si stabilisce che nessun da quel momento in poi avrebbe più potuto trarre  opere da una incisione, senza il permesso dell’ autore. Nasceva con questa legge quello che sarebbe diventato il diritto d’ autore!
Hogarth fu colui che per primo lanciò l’ idea di una mostra pubblica di dipinti, mai vista fino ad allora. Era un innovatore in tutto e per tutto.

casa-Hogarths_LondraNel 1757 viene nominato Pittore sovrintendente di tutte le opere appartenenti a sua maestà.
Era all’ apice della sua carriera e notorietà. Tra i suoi amici fidati vi erano personaggi che hanno fatto la storia nei rispettivi settori. Tra questi vi era il grande attore teatrale  David Garrick, anche esso innovatore e professionista di spessore ( fu lui a introdurre le scenografie moderne e la concezione dello spazio scenico) e il Capitano Thomas Coram.
Il nostro Hogarth  era un uomo di Londra e uno dei personaggi londinesi che avrebbe lasciato per sempre una traccia del suo passaggio e non solo per le sue opere, come abbiamo visto.
Visse la città a 360 gradi, trattando spesso tematiche non piacevoli in modo crudo e duro come l’ importanza delle stesse richiedeva.
A Londra visse gran parte della sua vita nella sua casa di Leicester Fileds. L’ ultimo periodo si ammalò e preferì spostarsi nella casa di campagna a Chiswick, oggi diventato un piccolo museo con diversi manoscritti, stampe e quadri dell’ autore.
Muore il 26 ottobre 1764 dopo una breve malattia all’ età di 67 anni.
La casa di Hogarth si può visitare gratuitamente
Si tratta di una casa costruita nel 1700 su 3 livelli e un magnifico giardino
William Hogart abitò quì insieme alla famiglia dal 1749 fino alla morte
E’ aperta dal martedì alla domenica
dalle 12.00 alle 17.00
Hogarth Lane, Great West Road, London. W4 2QN