William Shakespeare

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William Shakespeare (Stratford-upon-Avon 1564-1616)

“Considero il mondo per quello che é: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte.”

E’ il più grande drammaturgo e poeta inglese e il terzo di otto figli del commerciante di pellami John e di Mary Arden, appartenente a un’antica famiglia del Warwickshire. Appena diciottenne, il 28 novembre 1582, sposa Anne Hathaway, di otto anni più anziana, ma il matrimonio, nonostante la nascita dei tre figli, non è felice.
Non si possiedono notizie certe circa la sua vita negli anni successivi; si sa soltanto che nel 1592 egli era conosciuto nell’ambiente teatrale londinese sia come attore sia come collaboratore alla stesura dei copioni: lo dimostra il giudizio espresso nei suoi confronti dal drammaturgo Robert Greene, che lo definiva “un corbaccio venuto dal niente, fattosi bello delle nostre penne, che, col suo cuore di tigre nascosto sotto la pelle di attore, crede di poter declamare versi sciolti meglio di tutti voi, ed essendo un assoluto Johannes factotum, si ritiene nella sua presunzione l’unico Scuoti-scena nazionale”.

L’opera di William Shakespeare in pillole

È difficile riferire brevemente circa l’opera di un grande drammaturgo come William Shakespeare così densa di significati profondi , caratterizzata da una varietà e complessità di storie, personaggi, ambientazioni, temi e generi.
William-ShakespeareAccenniamo pertanto alle sue opere più importanti: Sogno d’una notte di mezza estate, Enrico V, Enrico IV, Le allegre comari di Windsor, Il mercante di Venezia, Molto rumore per nulla, La notte dell’Epifania.
Tra le tragedie la più famosa è Giulietta e Romeo, per la rappresentazione di un amore talmente forte e impetuoso da infrangere ogni limite e sopravvivere alla morte e, grazie all’arte, durare in eterno.
Non mancano i grandi drammi: la gelosia in Otello, il rimorso nel Macbeth e il dubbio in Amleto.
Di argomento classico sono infine Giulio Cesare, Antonio e Cleopatra, Coriolano; nel primo si affronta un argomento politico attuale calato nella storia antica e in Antonio e Cleopatra si evidenziano le vicissitudini storiche e politiche dell’impero romano. In Coriolano infine viene trattato il tema del crollo dei potenti e si indaga sui vizi e sulle virtù, dando voce a una intera comunità.
L’Amleto, composto nel 1600, è stato definito da Benedetto Croce” la tragedia della volontà in lotta con se stessa”. In essa sono in conflitto due mondi: uno concreto, rappresentato dal re, dalla regina e da Polonio; l’altro più spirituale, rappresentato da Ofelia e dallo spettro e infine al centro, incapace di conciliare entrambi e dilaniato, sta Amleto, il personaggio più dicusso, studiato in particolare per il suo famoso monologo “To be,or not to be”.
La storia si basa su un racconto scandinavo del principe Amleth, che si finge pazzo per ingannare lo zio usurpatore e riconquistare il trono.
Tra i drammi più famosi si colloca anche Re Lear, la tragedia dell’incomprensione e dell’ingratitudine dei figli e, in senso più ampio, dell’eterno conflitto tra il bene e il male.
La perfidia è rappresentata da Gonerilla, Regana ed Edmondo contrapposta alla generosità di Cordelia, Edgardo e Kent; tra questi sta Lear, egoista e superbo prima, poi buono e pieno di comprensione quando conosce il dolore e la sciagura sconvolge il suo intelletto.
La tempesta chiude la serie dei grandi drammi insieme a Cimbelina e Il racconto d’inverno. L’opera non ripropone gli schemi del terrore e delle passioni dei drammi più famosi ma una visione della vita più armonica, influenzata dalla saggezza cristiana: al di sopra degli intrighi meschini opera e indirizza verso il bene una Giustizia Alta, nelle cui mani l’uomo è un umile strumento.
Sonnets è il titolo della raccolta di 154 sonetti, pubblicati nel 1609. Tale raccolta è interessante non solo per il suo valore artistico ma anche perché contiene, secondo i critici, riferimenti alla vita dell’autore. La stessa dedica”the onlie begetter of these insuing sonnets”(solo ispiratore dei seguenti sonetti), rivolta a un misterioso ispiratore, presente nella prima edizione, è stata oggetto di varie ipotesi come la dama bruna e i poeti rivali di alcuni componimenti.
Dal punto di vista artistico sono presenti motivi propri dei canzonieri italiani del cinquecento, d’imitazione petrarchesca, ma il valore della raccolta consiste nel sentimento di dolore e di pessimismo veramente vissuto che lo avvicinano alla sensibilità moderna e più tormentata. Come ha scritto Benedetto Croce si riconosce nei Sonetti l’autore dei grandi drammi per la pensosità e la ricchezza di riferimenti psicologici.

La Londra di Shakespeare.

Da quello che si sa nel 1592 Shakespeare lascia la famiglia a Stratford-upon-Avon e si trasferisce a Londra , in contatto con l’ambiente degli university wits. Sappiamo anche che nel 1592 è attore e comincia a scrivere per il teatro. Sue opere, forse scritte in collaborazione, furono rappresentate dalle compagnie dei conti di Derby, di Pembroke e del Statue Of ShakespeareSussex; si ha notizia anche della rappresentazione della prima parte di “Henry VI” (3 marzo 1592). Nel periodo della peste londinese del 1593-94, quando i teatri vengono chiusi, scrisse due opere poetiche dedicate al conte di Southampton (Henry Wriothesley), “Venus e Adonis” e “Il ratto di Lucrece”.
Con la riapertura dei teatri, le compagnie si riorganizzano. Shakespeare è uno dei fondatori della compagnia dei “servi del lord ciambellano” (1594), i Chamberlain’s men, cooperativa tra attori con partecipazione a spese e utili: primo attore è Richard Burbage , figlio del noto impresario londinese; la compagnia recita al Theatre e al Curtain, aperto nel 1577  ( Curtain Road, Shoreditch)
Successivamente, grazie ancora all’appoggio del duca di Southampton, divenne comproprietario prima del Globe Theatre (costruito sulle ceneri del Theatre per conto della compagnia “del lord ciambellano”), poi del Blackfriars (sala coperta, già di proprietà di James Burbage), teatro questo che vedeva tra i sui spettatori un pubblico di ceto più elevato e meglio pagante rispetto agli avventori del Globe, che ormai si utilizzava prevalentemente per gli spettacoli estivi.
Nel 1603, il nuovo re James I prende alle sue dirette dipendenze la compagnia “del lord ciambellano”, che assume la denominazione di “king’s men” (uomini del re). Shakespeare figura tra i principali gestori della compagnia, ma il suo nome non appare più nelle liste di interpreti di nuovi drammi rappresentati.
Si pensa che tra i luoghi di Londra frequentati da Shakespeare ci fosse anche il Pub Ye Olde Mitre, 1 Ely Court, EC1N 6SJ, costruito nel 1546 e uno dei più antichi della città, in quanto il luogo è stato citato sia nel Enrico II che nell’ Enrico III.
Shakespeare nel 1609 decide di abbandonare il teatro cui tutto aveva dato e di ritornare al suo paese natale, Stratford.
Poets cornerA Londra pare visse sicuramente nella zona a sud del Tamigi, non lontano dal Globe Theatre; e dalla antica Cattedrale di Southwark dove è sepolto il fratello Edmund e che sicuramente era frequentata anche da William; successivamente, dopo che il Globe fu distrutto da un incendio nel 1611, il luogo di lavoro fisso divenne il teatro di Blackfriars nelle vicinanze del quale nel 1613 acquistò una casa in Ireland Yard che poi in seguito alla sua morte lasciò alla figlia. L’ anno prima William alloggiò in affitto in Monkswell Street, London Wall, Londra, EC2Y 5EA nella casa di Christopher e Marie Mountjoy. ( in seguito a una disputa in tribunale tra Christopher e il genero, Shakespeare venne chiamato a testimoniare come dimostrato dalla sua dichiarazione firmata).
William Shakespeare si spense a Stratford il 23 aprile 1616 all’ età di 52 anni 
E’ sepolto nel cimitero di Stratford e un monumento a lui dedicato si trova nel Poets’ Corner di Westminster Abbey

 

 

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