I Take That musica inglese anni 90

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TAKE THAT nel panorama musicale degli anni ’90

GIUGNO 2015: non potendo essere a Londra, sono in un cinema romano per la proiezione di un concerto live dalla O2Arena: concerto dei Take That!
Mi trovo davanti 3 ragazzi “cresciuti” con cui ripercorro, attraverso brani famosissimi e coreografie coinvolgenti, un decennio particolare della mia vita: gli anni ’90, anni per me caratterizzati dalla fine della vita studentesca e dall’ingresso nel mondo del lavoro. La musica non era più parte integrante di una formazione anche culturale ma veniva relegata a semplice easy listening o accompagnamento per le serate in discoteca.
D’altronde lo stesso scenario in Gran Bretagna era profondamente mutato, iniziando dalla situazione socio economica: nel 1990 (anno delle dimissioni di Margaret Thatcher) il PIL pro capite del Regno Unito era balzato a 126 punti percentuali rispetto ai 96 del 1981: l’economia inglese era in rapida crescita sia nel settore manifatturiero che nel settore finanziario e immobiliare.
Definitivamente accantonati synth-pop e new wave, nel Regno Unito arriva l’ondata del Brit-pop, genere difficile da definire poiché diversamente interpretato dalle band che ne furono precursori e icone (Oasis, Blur, Suede, Radiohead, ecc.): ricerca dell’immediatezza melodica del pop unita a sonorità vagamente underground per alcuni, new wave e post-punk modernizzati per altri.
In questo scenario, Nigel Martin Smith, proprietario di una piccola agenzia di casting, con notevole fiuto individua un vuoto di mercato e decide di mettere insieme una boy band: così, nel 1990 a Manchester, nascono i Take That.
Il gruppo si compone di 5 membri – nessuno dei quali vero musicista, tranne Gary Barlow, un diciannovenne di Frodsham che da cinque anni suonava la tastiera nei circoli ricreativi e componeva canzoni da diversi anni -: oltre Gary troviamo Howard Donald (carrozziere, modello e DJ), Jason Orange (imbianchino e ballerino), Mark Owen (ex modello) e Robbie Williams (ragazzo carino originario di Stoke on Trent).
Take-That-musica-anni-90Inizialmente la band si fa conoscere con concerti nei club gay e nelle discoteche per i ragazzini sotto i 18 anni. I loro primi tre singoli fanno fiasco ma nel 1992 la loro cover “It Only Takes A Minute” dei Tavares raggiunge la settima posizione. Seguono “A Million Love Songs”, “I Found Heaven” e poi un’altra cover “Could It Be Magic” di Barry Manilow. Nel 1992 l’album “Take That And Party” ottiene un ottimo successo di vendite grazie alla commistione di brani melodici e dance veramente super.
Tra il ’93 e il ’95 il gruppo diventa un fenomeno mondiale: il disco del ’93 “Everything Changes”, promosso da un tour mondiale fortemente voluto dai ragazzi, arriva a vendere più di 25 milioni di copie. Come già successo a colleghi del precedente decennio, ovunque vadano sono inseguiti da miriadi di ragazzine urlanti.
Benché l’album del 1995 “Nobody Else”, accompagnato dal grande successo europeo del brano “Back For Good”, li consacri band di maggior successo del momento, Robbie Williams abbandona il gruppo; in realtà pare sia sia trattato di una vera e propria “cacciata” poiché il comportamento di Robbie – un po’ turbolento e sopra le righe – rischiava di rovinare la loro immagine di bravi ragazzi.
La band prosegue con quattro elementi fino al definitivo scioglimento avvenuto nel 1996; fu addirittura istituita una speciale linea telefonica per assistere le fan disperate!!! L’addio coincise con la pubblicazione di una cover “How Deep Is Your Love” dei Bee Gees e dell’album “Greatest Hits”.
Parlare di Robbie Williams come solista merita un articolo a parte; per un breve periodo anche Mark Owen conobbe un buon successo con i singoli “Child”, “Clementine” e l’album “Green Man”.
Gary, Howard, Jason e Mark si ritrovarono nel 2005 per discutere a proposito di una possibile raccolta di successi: con l’occasione venne proposto loro di girare un documentario sulla loro carriera a dieci anni dallo scioglimento. Con grande sorpresa anche Robbie Williams partecipò. Il notevole successo di spettatori convinse i ragazzi ad intraprendere una serie di concerti dal vivo rivelatisi trionfali.
Nel 2010 Robbie accetta di tornare a far parte del gruppo con il quale parte per una serie di concerti seguiti all’album “Progress”: vengono venduti 1 milione di biglietti in un giorno!! Il sodalizio però ha breve durata e, nel 2011, i Take That tornano ad essere quattro.
Nel 2013 anche Jason Orange, con grande disappunto dei fans più affezionati, abbandona definitivamente la band ed arriviamo così ai tre superstiti del mio concerto “cinematografico”: nonostante trovi il tutto estremamente godibile siamo lontani dalle sonorità dei miei amati anni ’80 che hanno veramente fatto la differenza.
Eppure è evidente che il pubblico non li ha dimenticati!!!
Luisa Volpicelli

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